LA STORICA SALA MANZU' DEVE MANTENERE IL SUO NOME. DIFENDIAMO LE NOSTRE RADICI CULTURALI

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Il problema

Noi cittadine e cittadini, appartenenti al tessuto sociale, culturale ed associativo della Città di Aprilia, rivolgiamo il presente appello alle Istituzioni per chiedere l'immediata revoca in autotutela della Deliberazione della Commissione Straordinaria n. 29 del 15 aprile 2026 e la salvaguardia della memoria storica e dell'identità culturale della nostra comunità.

Con la menzionata Delibera n. 29/2026, la Commissione Straordinaria ha inteso rinominare la sala espositiva maggiore della Biblioteca Comunale, cancellando la storica intitolazione al Maestro Giacomo Manzù.

Riteniamo che tale provvedimento sia inficiato da una grave svista di fatto e che vada celermente rettificato per i seguenti motivi:

Un legame storico indiscutibile: 35 anni di memoria non si cancellano
Il Maestro Giacomo Manzù ha scelto Aprilia come luogo d'elezione per vivere e produrre le sue opere straordinarie; il suo Atelier e la sua residenza dove riposano le sue spoglie mortali sono a Colle Manzù, nel Comune di Aprilia. Nel 1988 il Comune di Aprilia gli ha conferito la Cittadinanza Onoraria e il 21 aprile 1991 la sala maggiore della Biblioteca è stata intitolata alla sua memoria con una cerimonia solenne a cui hanno partecipato tra le altre cariche istituzionali il Prefetto di Latina Giovanni Orefice e l’allora capo di gabinetto della Prefettura, oggi Prefetto, Antonio Reppucci. Sono testimonianza le cronache dell’epoca e le relative foto. Per l'occasione, la famiglia Manzù ha donato alla città l'opera in bronzo «Ramoscello d'ulivo», simbolo di pace tuttora presente nella sala con l’apposizione di una targa commemorativa che non può e non deve essere rimossa. Per 35 anni la «Sala Manzù» è stata il cuore pulsante della cultura apriliana, punto di riferimento per mostre di artisti nazionali (Emilio Greco, Umberto Mastoianni, Luigi Cambellotti, Salvador Dalì, nonché la prestigiosa mostra degli “Acquarellisti Romani dell’Ottocento”), trampolino di lancio per tanti giovani artisti, sala convegni e persino concerti.

Palese errore di fatto negli atti amministrativi
La Deliberazione n. 29/2026 è stata adottata sulla scorta del presupposto errato che la sala fosse «priva di specifica intitolazione». Pur ammesso che, tornando indietro negli archivi comunali, non si sia riusciti a ritrovare una delibera intitolativa perché evidentemente molto materiale sarà andato perso (il programma allegato della delibera di giunta n. 459 del 15 aprile 1991 delle iniziative, tra cui anche l’intitolazione della Sala Manzù, ad esempio, non è più presente agli atti), tale affermazione, comunque, smentisce la realtà dei fatti: per più di trent'anni decine di delibere e atti ufficiali dell'Amministrazione (tra cui la Delibera di Giunta n. 151 del novembre 2023) hanno regolamentato e denominato la «Sala Manzù». Un atto adottato su una presupposizione di fatto del tutto inesistente difetta di motivazione ed è passibile di revoca in autotutela.

Omaggi e memoria senza conflitti o sovrapposizioni.
Da parte nostra non esiste alcuna preclusione ad intitolare nuove piazze, strade o edifici comunali alla memoria di altre persone che hanno reso lustro alla città di Aprilia, all’Italia, all’Europa o all’umanità con le loro opere, tuttavia, riteniamo del tutto sbagliato rendere loro omaggio cancellando un toponimo storico consolidato ed eliminando il nome di Manzù da quella sala storica. Il Comune di Aprilia dispone di numerosi altri immobili, edifici e spazi pubblici attualmente privi di intitolazione che possono essere opportunamente dedicati, senza scalzare la memoria storica preesistente.

4.    La storia come identità civica, argine contro la criminalità

Per quanto rimanga intitolata a Giacomo Manzù l’intera biblioteca comunale, l’importanza di mantenere il toponimo storico della Sala Manzù non è solo una questione culturale. Esso fa parte della memoria storica collettiva della città che rappresenta l’unico argine veramente vincente contro la criminalità e le mafie. Non è un caso che, la Regione Lazio ha inteso apporre un vincolo nel Piano Territoriale Paesaggistico Regionale attualmente vigente sul centro urbano di Aprilia, in cui la stessa Sala Manzù ricade, anche se sia così giovane e quasi del tutto ricostruito dopo la guerra. Per questo motivo ogni modifica dei luoghi è soggetta a parere della Soprintendenza che non risulta stata, invece, assolutamente interpellata nel procedimento della nuova intitolazione

5.    Sanare non cancellare

Pur ammesso che non ci sia stata alcuna delibera intitolativa (tutta da appurare anche negli archivi della Prefettura di Latina), in assenza di un dibattito preventivo sul nuovo procedimento poiché in virtù del commissariamento straordinario, non c’è attualmente una commissione toponomastica o una commissione consiliare, la Commissione Straordinaria avrebbe potuto “sanare” il vizio di forma e non cancellare il toponimo storico.

I SOTTOSCRITTI CITTADINI CHIEDONO:

La revoca o l'annullamento in autotutela della Deliberazione n. 29 del 15 aprile 2026 assunta dalla Commissione Straordinaria.
La riconferma e il ripristino definitivo dell'intitolazione ufficiale «SALA GIACOMO MANZÙ» per la sala maggiore della Biblioteca Comunale di Aprilia.
L'individuazione di un diverso spazio o edificio pubblico della Città di Aprilia, privo di denominazione, per il nuovo toponimo scelto.

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Ermanno IencinellaPromotore della petizione

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