PETIZIONE CHIUSA
Diretta a Prefettura Napoli

La Prefettura di Napoli intervenga per garantire l'incolumità del giornalista minacciato Nello Trocchia

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‪#‎iostocontrocchia‬

Appello in solidarietà del giornalista Nello Trocchia, minacciato da un camorrista. E lasciato solo dallo Stato.

“A quel giornalista gli devo spaccare il cranio e dopo mi faccio arrestare”. Il 10 giugno del 2015 i carabinieri di Napoli, durante un’intercettazione ambientale, captano la voce del fratello di un camorrista, attualmente a piede libero. I militari identificano il giornalista contro il quale si prepara la vendetta. Si tratta di Nello Trocchia, collaboratore de il Fatto quotidiano, l’Espresso e de La7, che sui loro affari aveva realizzato un’inchiesta da cui era partita una indagine della magistratura. Con un’informativa urgente il contenuto dell'intercettazione che riguarda Nello Trocchia viene immediatamente spedito in Procura. In casi come questo il fascicolo passa alla Prefettura che può decidere di varare misure di sicurezza per la persona minacciata.

Ma a due mesi da quel 10 giugno lo Stato non ha ancora deciso niente. Nessuna misura di protezione, neppure una comunicazione ufficiale è giunta al giornalista: l'incartamento è fermo negli uffici della Prefettura di Napoli. Come se la minaccia nei confronti di Nello Trocchia fosse un fatto burocratico, un fascicolo nascosto in una pila di documenti e non l'ultimo caso di un fenomeno che è ormai una vera emergenza per il nostro Paese. Lo Stato dimostra di sottovalutare il problema, quello delle minacce ai giornalisti, che solo nei primi sei mesi del 2015 ha riguardato oltre 200 cronisti. E che rischia di affossare la libertà di informazione e con essa la qualità della nostra democrazia.

Quel che oggi sta accadendo a Nello Trocchia potrebbe avvenire ad ognuno di noi. Nel silenzio delle istituzioni. Anche, e ci duole sottolinearlo, del nostro Ordine professionale, da cui ci saremmo aspettati un impegno più deciso.

Per questo vogliamo esprimere la nostra solidarietà a Nello Trocchia; chiedere alla Prefetto di Napoli, Gerarda Maria Pantalone, di prendere le decisioni necessarie per garantire l'incolumità del nostro collega minacciato e di comunicargliele nel più breve tempo possibile. Chiediamo inoltre al nostro ordine professionale di intervenire sul governo per impedire che casi del genere si ripetano.

Roberto Saviano, Milena Gabanelli, Riccardo Iacona Peter Gomez, Lirio Abbate, Paolo Mondani, Sigfrido Ranucci, Emiliano Fittipaldi, Paolo Cucchiarelli, Gianluigi Paragone, Federica Angeli, Daniele Autieri, Francesca Barra, Emanuele Bellano, Riccardo Bocca, Manuele Bonaccorsi, Paola Bacchiddu, Valeria Calicchio, Valeria Castellano, Francesca Carrarini, Giulia Cazzaniga, Giulia Cerino, Luca Chianca, Giuseppe Ciulla, Amalia De Simone, Gianni del Vecchio, Luca Ferrari, Marco Ferini, Laura Galesi, Silvia Giacometti, Danilo Lupo, Alice Martinelli, Viviana Morreale, Giorgio Mottola, Sergio Nazzaro, Claudio Pappaianni, Fabiola Paterniti, Danilo Procaccianti, Monica Raucci, Roberta Rei, Federico Ruffo, Fabio Tonacci, Adele Giorgia Sarno, Cristina Scanu, Elena Stramentinoli, Giovanni Tizian, Rocco Vazzana, Davide Vecchi

Questa petizione è stata notificata a:
  • Prefettura Napoli


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