

La coalizione progressista scelga la Pace, non il riarmo
Il problema
LETTERA APERTA
La coalizione scelga la pace, non il riarmo*
Alle forze politiche della coalizione — Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, e a tutte le liste che ne fanno parte — e a chiunque, militante o elettore, voglia un'alternativa vera a questo governo
Nella sua intervista al Foglio, Elly Schlein ha ribadito che il Partito Democratico continuerà a sostenere militarmente l'Ucraina "con tutti i mezzi a disposizione". Non è una posizione nuova, ma arriva in un momento decisivo: mentre la coalizione prova a costruire un'alternativa a Giorgia Meloni, la linea sul riarmo resta un nodo irrisolto, lasciato ai singoli partiti invece di essere affrontato come scelta comune.
Come militanti ed elettori dei partiti che compongono — o vorrebbero comporre — questa coalizione, diciamo no.
L'emergenza in Italia non sono le armi.* L'emergenza sono gli stipendi che non tengono il passo dell'inflazione, gli affitti che divorano i redditi, gli asili nido che mancano, la sanità pubblica che si svuota. Ogni euro dirottato sul riarmo è un euro sottratto a chi lavora, a chi cerca casa, a chi aspetta una visita medica.
La guerra non si vince con altre armi.
Quattro anni e mezzo di conflitto in Ucraina hanno mostrato che l'escalation militare non ha portato la pace più vicina. Serve una via diplomatica, non la corsa a chi manda più munizioni.
Chi tra noi vota o milita per il Pd, per il M5S, per AVS o per le altre forze del campo progressista lo fa, nella maggioranza dei casi, perché rifiuta la logica del riarmo permanente. Se la coalizione che dovrà proporsi come alternativa continua a rivendicare senza discussione l'invio di armi come unica risposta possibile, tradisce il mandato di chi la vota. Non basta che ogni partito abbia la sua posizione interna: la coalizione nel suo insieme deve dire con chiarezza da che parte sta.
Per questo chiediamo:
1. Che tutte le forze della coalizione mettano la contrarietà al riarmo e all'ulteriore invio di armi tra i punti fondativi del programma comune*, e non tra le questioni rinviabili a dopo il voto.
2. Che nessun partito della coalizione possa rivendicare la linea bellicista come propria posizione di partenza indiscutibile*, lasciando agli altri l'onere di smentirla o di subirla in silenzio.
3. Che le risorse pubbliche vengano dirottate* su lavoro, casa, sanità e istruzione, invece che su riarmo e nuove missioni militari.
4. Che la coalizione elabori e porti in Parlamento una proposta comune di iniziativa diplomatica per il cessate il fuoco, come alternativa credibile alla sola opzione militare.
Non chiediamo la rottura della coalizione. Chiediamo coerenza: che chi vota o milita per fermare il riarmo non si ritrovi, tra un anno, a sostenere un governo che lo persegue.
Firma questa lettera se pensi che la pace non sia un dettaglio negoziabile — qualunque sia il partito per cui militi o voti.
-
Spazio firme — nome, cognome, città

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Il problema
LETTERA APERTA
La coalizione scelga la pace, non il riarmo*
Alle forze politiche della coalizione — Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, e a tutte le liste che ne fanno parte — e a chiunque, militante o elettore, voglia un'alternativa vera a questo governo
Nella sua intervista al Foglio, Elly Schlein ha ribadito che il Partito Democratico continuerà a sostenere militarmente l'Ucraina "con tutti i mezzi a disposizione". Non è una posizione nuova, ma arriva in un momento decisivo: mentre la coalizione prova a costruire un'alternativa a Giorgia Meloni, la linea sul riarmo resta un nodo irrisolto, lasciato ai singoli partiti invece di essere affrontato come scelta comune.
Come militanti ed elettori dei partiti che compongono — o vorrebbero comporre — questa coalizione, diciamo no.
L'emergenza in Italia non sono le armi.* L'emergenza sono gli stipendi che non tengono il passo dell'inflazione, gli affitti che divorano i redditi, gli asili nido che mancano, la sanità pubblica che si svuota. Ogni euro dirottato sul riarmo è un euro sottratto a chi lavora, a chi cerca casa, a chi aspetta una visita medica.
La guerra non si vince con altre armi.
Quattro anni e mezzo di conflitto in Ucraina hanno mostrato che l'escalation militare non ha portato la pace più vicina. Serve una via diplomatica, non la corsa a chi manda più munizioni.
Chi tra noi vota o milita per il Pd, per il M5S, per AVS o per le altre forze del campo progressista lo fa, nella maggioranza dei casi, perché rifiuta la logica del riarmo permanente. Se la coalizione che dovrà proporsi come alternativa continua a rivendicare senza discussione l'invio di armi come unica risposta possibile, tradisce il mandato di chi la vota. Non basta che ogni partito abbia la sua posizione interna: la coalizione nel suo insieme deve dire con chiarezza da che parte sta.
Per questo chiediamo:
1. Che tutte le forze della coalizione mettano la contrarietà al riarmo e all'ulteriore invio di armi tra i punti fondativi del programma comune*, e non tra le questioni rinviabili a dopo il voto.
2. Che nessun partito della coalizione possa rivendicare la linea bellicista come propria posizione di partenza indiscutibile*, lasciando agli altri l'onere di smentirla o di subirla in silenzio.
3. Che le risorse pubbliche vengano dirottate* su lavoro, casa, sanità e istruzione, invece che su riarmo e nuove missioni militari.
4. Che la coalizione elabori e porti in Parlamento una proposta comune di iniziativa diplomatica per il cessate il fuoco, come alternativa credibile alla sola opzione militare.
Non chiediamo la rottura della coalizione. Chiediamo coerenza: che chi vota o milita per fermare il riarmo non si ritrovi, tra un anno, a sostenere un governo che lo persegue.
Firma questa lettera se pensi che la pace non sia un dettaglio negoziabile — qualunque sia il partito per cui militi o voti.
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Petizione creata in data 24 luglio 2026