MODUGNO, UNA STATUA A FRANCO CASAVOLA, COMPOSITORE, MUSICOLOGO, SCRITTORE E INTELLETTUALE


MODUGNO, UNA STATUA A FRANCO CASAVOLA, COMPOSITORE, MUSICOLOGO, SCRITTORE E INTELLETTUALE
Il problema
In Italia, nella quasi totalità delle città, paesi o piccole frazioni, esiste una statua o monumento per ricordare donne e uomini che nella loro vita si sono distinti in un campo dello scibile umano. Talenti, che per le loro opere, hanno dato lustro ad una comunità e pertanto meritevoli di essere ricordati. Una statua o un monumento come omaggio alla memoria ad un illustre concittadino, ha in sé un valore etico ed estetico che mantiene nel tempo una carica emotiva e simbolica intensa e nello stesso tempo rappresenta un legame indissolubile con la comunità.
Franco Casavola, all’anagrafe Francesco, nacque a Modugno il 17 luglio 1891 da Giovanna Russo e dall’avv. Donato Casavola. Visse per qualche anno a Modugno in Corso Vittorio Emanuele e, dopo le seconde nozze materne con Francesco Suglia, si trasferì a Bari, dove visse dapprima in Via Carruba e successivamente in Corso Sonnino.
Compositore e critico musicale, allievo a Bari di Pasquale La Rotella e a Roma di Ottorino Respighi presso il Conservatorio di Santa Cecilia, aderì al movimento futurista, di cui a partire dal 1924 scrisse cinque manifesti (“La musica futurista”, “Atmosfere cromatiche”, “Sintesi visive”, “Versioni scenico-plastiche”, “Teatro degli attimi dilatati”).
Appartengono a questa esperienza le musiche per gli intonarumori, gli strumenti ideati da Luigi Russolo e altri lavori ( La danza dell’elica e il balletto Fantasia meccanica).
Dopo il 1927 si allontana dall’indirizzo futurista, avvicinandosi al gusto post-verista, mostrando qualità sempre più liriche e raffinate con opere quali Il Gobbo del califfo (1929), Le astuzie d’amore (1936) e Salommbò (1948), oltre a pezzi orchestrali e musiche da film.
La Città di Modugno ricorda Franco Casavola per aver intitolato una Scuola, una Piazza e una Banda musicale. Manca però una statua, un monumento, perchè come dice Alessandro Barbero, erigere una statua è un atto intenso di significato, lo si fa nel presupposto che esso incarni qualcosa di condiviso. Che lo si chiami memoria, identità, storia o valori, si sta comunque dicendo, quando parliamo delle statue o monumenti dedicati agli individui, che tale figura è un modello di riferimento riconosciuto da tutta la comunità.
La città di Altamura per esempio, onora il suo musicista Francesco Saverio Mercadante, con una statua; Bitonto lo fa con Tommaso Traetta (compositore); Bari con Niccolò Piccinni; Barletta con il busto del pittore De Nittis nei giardini De Nittis; Mola di Bari dedica un teatro al compositore Niccolò van Westerhout e così via.
Pensiamo che niente è più rappresentativo della memoria di quanto non sia un monumento commemorativo e per questo:
CHIEDIAMO CHE LA CITTA' DI MODUGNO DEDICHI UNA STATUA A FRANCO CASAVOLA, ECLETTICO COMPOSITORE, DIRETTORE D’ORCHESTRA, PUBBLICISTA, MUSICOLOGO ED ESPONENTE DI SPICCO DEL FUTURISMO MUSICALE ITALIANO.

Il problema
In Italia, nella quasi totalità delle città, paesi o piccole frazioni, esiste una statua o monumento per ricordare donne e uomini che nella loro vita si sono distinti in un campo dello scibile umano. Talenti, che per le loro opere, hanno dato lustro ad una comunità e pertanto meritevoli di essere ricordati. Una statua o un monumento come omaggio alla memoria ad un illustre concittadino, ha in sé un valore etico ed estetico che mantiene nel tempo una carica emotiva e simbolica intensa e nello stesso tempo rappresenta un legame indissolubile con la comunità.
Franco Casavola, all’anagrafe Francesco, nacque a Modugno il 17 luglio 1891 da Giovanna Russo e dall’avv. Donato Casavola. Visse per qualche anno a Modugno in Corso Vittorio Emanuele e, dopo le seconde nozze materne con Francesco Suglia, si trasferì a Bari, dove visse dapprima in Via Carruba e successivamente in Corso Sonnino.
Compositore e critico musicale, allievo a Bari di Pasquale La Rotella e a Roma di Ottorino Respighi presso il Conservatorio di Santa Cecilia, aderì al movimento futurista, di cui a partire dal 1924 scrisse cinque manifesti (“La musica futurista”, “Atmosfere cromatiche”, “Sintesi visive”, “Versioni scenico-plastiche”, “Teatro degli attimi dilatati”).
Appartengono a questa esperienza le musiche per gli intonarumori, gli strumenti ideati da Luigi Russolo e altri lavori ( La danza dell’elica e il balletto Fantasia meccanica).
Dopo il 1927 si allontana dall’indirizzo futurista, avvicinandosi al gusto post-verista, mostrando qualità sempre più liriche e raffinate con opere quali Il Gobbo del califfo (1929), Le astuzie d’amore (1936) e Salommbò (1948), oltre a pezzi orchestrali e musiche da film.
La Città di Modugno ricorda Franco Casavola per aver intitolato una Scuola, una Piazza e una Banda musicale. Manca però una statua, un monumento, perchè come dice Alessandro Barbero, erigere una statua è un atto intenso di significato, lo si fa nel presupposto che esso incarni qualcosa di condiviso. Che lo si chiami memoria, identità, storia o valori, si sta comunque dicendo, quando parliamo delle statue o monumenti dedicati agli individui, che tale figura è un modello di riferimento riconosciuto da tutta la comunità.
La città di Altamura per esempio, onora il suo musicista Francesco Saverio Mercadante, con una statua; Bitonto lo fa con Tommaso Traetta (compositore); Bari con Niccolò Piccinni; Barletta con il busto del pittore De Nittis nei giardini De Nittis; Mola di Bari dedica un teatro al compositore Niccolò van Westerhout e così via.
Pensiamo che niente è più rappresentativo della memoria di quanto non sia un monumento commemorativo e per questo:
CHIEDIAMO CHE LA CITTA' DI MODUGNO DEDICHI UNA STATUA A FRANCO CASAVOLA, ECLETTICO COMPOSITORE, DIRETTORE D’ORCHESTRA, PUBBLICISTA, MUSICOLOGO ED ESPONENTE DI SPICCO DEL FUTURISMO MUSICALE ITALIANO.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 22 marzo 2022