Petition updateSostieni la campagna per l'uscita dell'Italia dalla NATO - per un’Italia neutrale.ADESIONE DEL COMITATO NO GUERRA NO NATO ALLA MARCIA DELLA LIBERAZIONE
Comitato promotore della campagna #NO GUERRA #NO NATOAL, Italy
Oct 10, 2020

ROMA, 10 OTTOBRE 2020

Il Comitato No Guerra No Nato aderisce alla Marcia della Liberazione, di cui condivide tutti gli obiettivi.

Base fondamentale della nostra comune lotta è che «ci riconosciamo pienamente nei principi democratici e patriottici sanciti dalla Costituzione del 1948», in particolare quello della sovranità.

Siamo d’accordo che occorre «una profonda svolta, contro un governo schiavo dell’Unione europea e della grande finanza». Riteniamo però che, allo stesso tempo, occorra un’altra profonda svolta: far uscire l’Italia dalla NATO, perché sia un paese sovrano e neutrale, che «ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali», secondo quanto prescrive l’Articolo 11 della Costituzione.

Oggi 21 dei 27 paesi dell’Unione Europea, con circa il 90% della popolazione dell’Unione, fanno parte della NATO, alleanza, estesasi a 30 paesi, in cui gli Stati Uniti mantengono dal 1949 la carica di Comandante Supremo Alleato in Europa e tutti gli altri comandi chiave. Ciò permette agli Stati uniti di determinare le scelte politiche e strategiche dell’Alleanza, concordandole con le maggiori potenze europee. Washington ha potuto così spingere l’Europa in una nuova, sempre più pericolosa guerra fredda, funzionale agli interessi politici, economici e strategici degli Stati Uniti.

In tale quadro, la politica estera e militare dell’Italia è subordinata alla strategia USA/NATO. Sul nostro territorio nazionale vi sono comandi e basi USA/NATO, che operano nella catena di comando del Pentagono privando l’Italia di ogni reale sovranità. Il nostro territorio nazionale, violando il Trattato di non-proliferazione ratificato anche dall’Italia, è stato trasformato in base avanzata delle forze nucleari statunitensi ed esposto quindi a crescenti pericoli.

La subordinazione al sistema di guerra USA/NATO, che dal 1991 ha coinvolto il nostro paese in una serie ininterrotta di guerre, comporta una crescente spesa militare con denaro pubblico, a scapito delle spese sociali: la spesa militare italiana supera in media i 70 milioni di euro al giorno ed è in aumento. Tra i fondi del «Recovery Fund» che andranno al Ministero dello sviluppo economico, 12,5 miliardi di euro sono destinati a programmi militari. E, come gli altri, saranno pagati da noi cittadini. La subordinazione a questo sistema di guerra non è solo militare, ma politica ed economica.  

Per esercitare appieno la nostra democrazia e sovranità dobbiamo quindi uscire da questo sistema di guerra.

p. il CNGNN

Manlio Dinucci, Berenice Galli, Maya Nogradi, Giuseppe Padovano

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