Buongiorno a tutti,
per prima cosa voglio ringraziare Fiamma Goretti del Team Change.org Italia, la quale l’11 u.s. ha fatto in modo che si parlasse di questa petizione nel corso della trasmissione regionale Dentro la Notizia su Italia 7 e chi volesse rivedere l’intervento può andare su
https://www.facebook.com/watch/live/?ref=watch_permalink&v=212862484315432
dal minuto 5:20 al minuto 7:20.
E’ una delle dimostrazioni che Change.org è una cosa seria, gestita da professionisti seri, che non si dimenticano delle petizioni dei cittadini. Ancora grazie Fiamma !
Passiamo ora all’aggiornamento.
Da aprile a novembre 2021, sia per l’Hospice che per la sanità aretina sono stati annunciati importanti finanziamenti:
Arezzo24.net 08/04/21 – Ceccherelli e Derobertis “1.3 milioni per l’hospice che saranno resi disponibili nel bilancio regionale.”
Arezzonotizie 04/08/21 – 123 milioni per L’Azienda TSE; “adeguamento sismico per l’Ospedale San Donato (17.5 milioni) e per l’Ospedale di Bibbiena (8.5 milioni) dal PNRR”.
Corriere di Arezzo 28/09/21 – “l’Azienda ha ottenuto recentemente ulteriori fondi per l’Ospedale San Donato e presto illustreremo il piano da 50 milioni per le strutture, l’ammodernamento tecnologico e la sicurezza”.
Arezzonotizie 14/10/21 – “77 milioni per il San Donato da Stato, Regione e ASL TSE”.
Comunicato del Direttore Generale 04/11/21 – per l l’hospice “4 milioni sono già stati chiesti alla Regione Toscana”. L’ipotesi più probabile è che la Regione Toscana “ricorra all’utilizzazione dell’articolo 20/88. Quindi finanziamenti statali”.
Un vero e proprio luna park di cifre, delle quali è certo che il sottoscritto abbia scarsa competenza, ma è altrettanto certo che qualcuno avrebbe il dovere di spiegare un po’ meglio. Evidentemente, si crede che gli aretini siano degli inguaribili creduloni e forse è così, se sono l’unico a porre questi dubbi.
In 35 anni di lavoro nella sanità pubblica, alcune cose le ho imparate. Una di queste è che se un progetto non è corredato da una delibera, aziendale o regionale, in realtà non si chiama progetto. Come lo possiamo chiamare ? desiderio ? lettera a Babbo Natale ? presa in giro ? fumo negli occhi ? aria fritta ? scegliete pure.
Anche il soggetto che erogherebbe queste cifre, secondo la ASL, non è ben individuato: Regione, ASL stessa, PNRR, Stato, un mix di 2 o più soggetti…anche qui parole in libertà, per le quali sarebbe forse anche divertente - ma non lo è affatto - chiedere ai presunti erogatori di euro se ne sanno qualcosa, se sono disponibili ad erogare, quali tempi prevedono…
Di certezze, purtroppo ne abbiamo poche, ma una su tutte: nel Piano Triennale Investimenti, per il 2021 non è previsto neanche un euro per l’Hospice di Arezzo. Questo ci fa capire perché dopo 18 mesi dallo sfratto dell’Hospice non esista ancora un vero progetto, corredato appunto da delibera, con tanto di inizio lavori, costi e cronoprogramma. Perché l’azienda non ce lo ha detto subito ? Bastava dire “Cari aretini, avete portato pazienza per 18 anni (quelli intercorsi tra il finanziamento e l’inaugurazione dell’Hospice), cosa vi costa avere pazienza per qualche altro anno?” Invece no. Si è menato il povero cane per l’aia anche perfino per una soluzione temporanea, ma stabile (Agazzi), trovata dopo “appena” 16 mesi dallo sfratto e per la cifra non proprio modica di 600.000 euro/anno.
Questi ritardi cosa nascondono? disinteresse ? incompetenza ? sfortuna ? congiunzioni astrali sfavorevoli ? la pandemia buona per tutte e stagioni ? a Voi la scelta.
Poi arriva il comunicato diffuso a mezzo stampa il 4 novembre - scegliere questa data è una metafora voluta ? - dal Direttore Generale dell’Azienda Toscana Sud Est Dr. Antonio D’Urso. Lo sintetizzo, ma lo potete trovare facilmente.
Arezzonotizie 04/11/21 – Dichiarazioni del DG:
1. "La precedente struttura ospitava molti meno pazienti". La precedente struttura era dotata di 7 posti-letto e l’attuale di 8 posti letto. La precedente struttura ospitava mediamente 6-7 pazienti, contro i 7-8 della nuova struttura. Quindi come è possibile che il vecchio Hospice ospitasse molti menopazienti ? Questa gaffe del Direttore Generale spero che sia responsabilità di chi lo ha male informato, perché non voglio pensare che sia una bufala voluta.
2. "Ci sono oggi (e non domani) alternative praticabili –ad Agazzi ndr- ? Per la ASL TSE no". Ma come ! L’hospice è stato sfrattato 18 mesi fa ! cosa è stato fatto in tutto questo tempo ? fatto dico, non dichiarato ! Per la cosiddetta soluzione Agazzi sono occorsi ben 16 mesi ! per la soluzione definitiva siamo ancora al Caro Babbo Natale !
3. " L’Azienda ha individuato 2 siti all’interno del Pionta…" Due siti e quindi viene ammesso candidamente che ancora non è stata presa nessuna decisione operativa e concreta ! e “la decisione sarà fatta - fatta, non si dice presa ? - d’intesa con l’Amministrazione Comunale”. Sindaco, Giunta e l’intero Consiglio Comunale è da aprile 2020 che chiedono alla ASL una soluzione certa e rapida ! cosa deve fare ancora il Comune ? altro povero cane menato per l’aia, credo.
4. " Ci sono già 2 schede di progetto, una per ciascun sito…e i finanziamenti (4 milioni) sono già stati chiesti alla Regione Toscana". L’ipotesi più probabile è che la Regione Toscana “ricorra all’utilizzazione dell’articolo 20/88. Quindi finanziamenti statali”. Quindi due schede di progetto (una scheda di progetto è più concreta di un progetto ? boh) e allora di nuovo si ammette che al 04/11/21 non esiste un progetto certo (vabbè, ci sono le schede….).
5. Sulla riqualificazione del Pionta "siamo in attesa del tavolo di concertazione formato – sembra di capire -da ASL, Comune e Università “che ha l’obiettivo di mettere a punto una strategia complessiva per l’intera area”. Nell’aprile 2019, secondo la ASL gli attori erano ASL stessa e Sovrintendenza (Corriere Aretino 03/04/19), che ora scompare ed intervengono Comune ed Università. Il Comune la sua l’ha detta e scritta nel 2019 emanando un’ordinanza di abbattimento ad oggi bellamente disattesa . L’Università può dire la sua riguardo ad un’area di cui è proprietaria la ASL ? Forse l’Università possiede una piccola parte dell’area degradata, ma la recinzione l’ha messa la ASL in tutta l’area e quindi avrebbe recintato anche una zona di cui non è proprietaria ? Boh
Un’altra cosa ho imparato in 35 anni da dipendente della Sanità pubblica: quando non si vuol portare in fondo un progetto, si organizza un corso di formazione o una commissione o – appunto – un tavolo di concertazione. Ci dicano quando questo tavolo è stato formalizzato e chi sono – nome e cognome – coloro individuati a parteciparvi. Magari ci dicano anche per quando è previsto il primo incontro.
6. "Mi auguro che nessuno si illuda che il nuovo hospice sia il miracolo capace di riqualificare da solo un’area così vasta e abbandonata da così tanto tempo". Concordo: l’Hospice da solo non può fare il miracolo, ma:
a. Banalità delle banalità: ogni viaggio inizia con il primo passo – non posso credere di essere costretto a scrivere questa cosa, perdonatemi -, sempre che il viaggiatore (per ora immaginario) lo voglia fare questo primo passo;
b. Concordo anche che l’area di cui si parla è vasta: inoltre è di proprietà della ASL e quindi potrebbe essere sfruttata per costruirvi qualcosa di utile, sanitario o sociale, agli aretini e così magari potremmo anche smettere di pagare alcuni degli affitti che stiamo pagando.
c. " Abbandonata da tanto tempo": verissimo e purtroppo è toccato all’attuale Direzione Aziendale il tempo in cui gli aretini hanno esaurito la pazienza. Ma la ASL sta ancora facendo girovagare per la sua aia quel povero cane di cui sopra ! Non è dignitoso per nessuno, mi sembra.
Concludo per non annoiarvi troppo. Non esiste una norma per la quale un Hospice dovrebbe essere costruito vicino ad un Ospedale. Certo che se lo fosse, potrebbe sfruttarne meglio (più rapidamente e con minori costi) i servizi. Arezzo e gli aretini hanno diritto a riavere il loro hospice e la ASL lo costruisca dove vuole: area Pionta, Casina delle Suore (sempre area Pionta), la grande struttura di proprietà della ASL che ospita l’Istituto Tecnico Industriale Statale Galileo Galilei adiacente all’Ospedale, il terreno lungo Viale Santa Margherita messo a disposizione per l’ hospice dal Comune già da vari anni o altrove, ma che ci si sbrighi a dare risposte concrete !
Le idee – i progetti sono un’altra cosa – fatte circolare fino ad ora dalla ASL, al momento, hanno la stessa dignità dell’idea da parte di uno sci club cittadino di costruire nell’area in questione impianti di risalita e piste da sci e, ormai che ci siamo, perché non anche uno stadio permanente per il curling, con finanziamenti chiesti alla FISI, al CONI, al CIO…
Non siamo soli. Abbiamo amici anche tra i Consiglieri Comunali e Regionali, che in questi quasi 2 anni ci hanno dato supporto al meglio delle loro possibilità e li ringrazio. Ringrazio in particolare l’Associazione "La fabbrica delle Idee", che recentemente ha illustrato al Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani le criticità della Sanità aretina, tra le quali l’Hospice e che lo ha addirittura accompagnato a verificare di persona il degrado dell’area Pionta. Grazie agli amici della Fabbrica delle Idee, spero che il Presidente Giani faccia per Arezzo ciò che questa Direzione Aziendale non ha ancora fatto.
Carissimi, ad oggi, questa è la situazione reale. Con sempre maggiore tristezza, Vi ringrazio e vi saluto.
Alla prossima