

L'Endometriosi non è una scelta. La cura sì.


L'Endometriosi non è una scelta. La cura sì.
Il problema
L’endometriosi è una malattia cronica, invalidante e profondamente crudele. In Italia ne soffre circa una donna su dieci, eppure lo Stato ha deciso che il diritto alla cura è un privilegio che si ottiene solo quando la malattia ha già devastato il corpo. Attualmente, la legge nazionale prevede l’esenzione dal ticket (Codice 063) esclusivamente per il III e IV stadio della patologia. Chi si trova al I e II stadio è costretta a pagare per le cure, un fardello economico che molte non possono permettersi. Questo crea una divisione inaccettabile nella società e nella sanità, penalizzando chi cerca di affrontare la malattia in una fase precoce. Ma il dolore non si misura a stadi. Negare l'esenzione a chi è all'inizio del percorso significa fare cassa sulla salute delle donne e ignorare la prevenzione.
La Valle d’Aosta ha dimostrato che cambiare le cose si può. È stata la prima regione in Italia a rompere questo muro di indifferenza, estendendo l'esenzione del ticket a tutti gli stadi della malattia. Ha stabilito un principio di civiltà: la salute è un diritto, non un codice basato sulla gravità delle tue lesioni.
Oggi chiediamo che la Calabria compia lo stesso passo. La nostra regione ha già una legge (la n. 28/2018) che prevede un Registro e un Osservatorio sull'endometriosi. Ma i registri non curano il dolore, le tutele concrete sì. Vogliamo che la Calabria non sia l'ultima a inseguire, ma la seconda in Italia – e la prima in tutto il Centro-Sud – a tracciare la strada del progresso sanitario. Questo significa che migliaia di donne calabresi potrebbero beneficiare di un accesso equo e sostenibile alle cure mediche. Prevenire è meglio che curare: eliminare le barriere economiche per chi è all'inizio del percorso terapeutico è un investimento nella salute pubblica. In caso contrario, si ignorano le possibilità di prevenzione e si aumenta il rischio di complicazioni future, che diventeranno più onerose per il sistema sanitario regionale. La salute è un diritto, non un lusso riservato a chi si trova allo stadio avanzato di una malattia.
Ti preghiamo di firmare questa petizione per fare in modo che le donne calabresi possano accedere equamente alla cura e al supporto di cui hanno bisogno e meritano sin dall'inizio della loro battaglia contro l'endometriosi. Firma e condividi per un futuro più giusto per tutte le donne.
Clicca qui per leggere: La mia testimonianza

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Il problema
L’endometriosi è una malattia cronica, invalidante e profondamente crudele. In Italia ne soffre circa una donna su dieci, eppure lo Stato ha deciso che il diritto alla cura è un privilegio che si ottiene solo quando la malattia ha già devastato il corpo. Attualmente, la legge nazionale prevede l’esenzione dal ticket (Codice 063) esclusivamente per il III e IV stadio della patologia. Chi si trova al I e II stadio è costretta a pagare per le cure, un fardello economico che molte non possono permettersi. Questo crea una divisione inaccettabile nella società e nella sanità, penalizzando chi cerca di affrontare la malattia in una fase precoce. Ma il dolore non si misura a stadi. Negare l'esenzione a chi è all'inizio del percorso significa fare cassa sulla salute delle donne e ignorare la prevenzione.
La Valle d’Aosta ha dimostrato che cambiare le cose si può. È stata la prima regione in Italia a rompere questo muro di indifferenza, estendendo l'esenzione del ticket a tutti gli stadi della malattia. Ha stabilito un principio di civiltà: la salute è un diritto, non un codice basato sulla gravità delle tue lesioni.
Oggi chiediamo che la Calabria compia lo stesso passo. La nostra regione ha già una legge (la n. 28/2018) che prevede un Registro e un Osservatorio sull'endometriosi. Ma i registri non curano il dolore, le tutele concrete sì. Vogliamo che la Calabria non sia l'ultima a inseguire, ma la seconda in Italia – e la prima in tutto il Centro-Sud – a tracciare la strada del progresso sanitario. Questo significa che migliaia di donne calabresi potrebbero beneficiare di un accesso equo e sostenibile alle cure mediche. Prevenire è meglio che curare: eliminare le barriere economiche per chi è all'inizio del percorso terapeutico è un investimento nella salute pubblica. In caso contrario, si ignorano le possibilità di prevenzione e si aumenta il rischio di complicazioni future, che diventeranno più onerose per il sistema sanitario regionale. La salute è un diritto, non un lusso riservato a chi si trova allo stadio avanzato di una malattia.
Ti preghiamo di firmare questa petizione per fare in modo che le donne calabresi possano accedere equamente alla cura e al supporto di cui hanno bisogno e meritano sin dall'inizio della loro battaglia contro l'endometriosi. Firma e condividi per un futuro più giusto per tutte le donne.
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Petizione creata in data 3 giugno 2026