
Dopo le parole del Papa nella lettera di Pasqua e, nei giorni successivi, le dichiarazioni pubbliche di diversi esponenti dei principali partiti, è finalmente partito anche da noi il dibattito pubblico sul Reddito di Base Universale.
È facile prevedere che numerose obiezioni verranno sollevate, sia dai membri dell'opposizione, sia da buona parte della gente comune. È sempre successo di fronte a riforme di grande portata, che modificano profondamente i presupposti stessi della nostra società.
Ciò è particolarmente vero in Italia, la repubblica "fondata sul lavoro". La precarizzazione, i lavori senza senso (bullshit jobs), la disoccupazione tecnologica, stanno erodendo il concetto tradizionale di lavoro, e con esso, la tenuta della nostra società.
Ma per fortuna, noi vogliamo e ci piace lavorare. E per fortuna, un lavoro migliore è possibile, includendo con questo termine anche quello non salariato (cure parentali, volontariato, arte, cultura, etc.). Il Reddito di Base Universale non è solo una garanzia di una vita dignitosa, ma un punto di partenza per iniziare a muoverci verso un modo nuovo, e forse in parte anche antico, di vivere e agire nel mondo.
Più interessante, piacevole, adatto ai nostri ritmi naturali, collaborativo, variegato. Meno stressante, impattante sull'ambiente, controproducente.
È importante cominciare a pensarci. Però, prima, prepariamoci a rispondere alle obiezioni di è d'accordo con noi, ma ancora non lo sa.
Le 9 obiezioni classiche al Reddito di Base Universale:
https://www.facebook.com/groups/IstituzioneRedditoDiBaseUniversalePetizione/permalink/641110886733393/