

ISTANZA PER IL RIPRISTINO DEI SERVIZI E DEGLI SPAZI CULTURALI DEL COMUNE DI TERRACINA
Il problema
ASSOCIAZIONI, COMITATI CIVICI e SOGGETTI del TERZO SETTORE
Al Sindaco del Comune di Terracina
e p.c.
Al Ministro della Cultura
Al Presidente della Regione Lazio
Al Presidente della Provincia di Latina
Al Prefetto di Latina
Al Presidente del Consiglio Comunale
al Presidente della Commissione Cultura, Beni e Attività Culturali e Turismo
al Presidente della commissione per la verifica dell’applicazione dello Statuto comunale
al Presidente Commissione di Garanzia e Trasparenza
ai Capi dei Gruppi Consiliari
del Comune di Terracina
Agli Organi di Stampa
OGGETTO: Istanza presentata a norma dell’Art. 41 dello Statuto comunale al fine di ottenere il ripristino funzionale ed organizzativo dei servizi culturali di base del Comune di Terracina (Biblioteca, Museo, Archivio storico, Aree Archeologiche),oltre che delle altre strutture, spazi e servizi a destinazione culturale della città, per garantire sia la valorizzazione dei Beni e delle attività culturali, sia le libere forme associative costituite dai cittadini per lo svolgimento di iniziative di interesse generale, nel rispetto delle norme vigenti.
Le politiche finalizzate a promuovere lo sviluppo della cultura nelle sue varie forme, trovano una concreta ed efficace attuazione non soltanto attraverso gli Istituti culturali di base della città come il Museo, la Biblioteca, l’Archivio storico, le Aree Archeologiche e le altre strutture e spazi a destinazione culturale con i loro servizi, ma anche per mezzo della rilevante presenza di quelle libere forme associative costituite dai cittadini per lo svolgimento di iniziative di interesse generale (attualmente sono 58 le associazioni iscritte nell’Albo comunale apposito, Det. Dir. n. 1044 del 19/05/2026, allegato 1).
Ciò è tanto più importante se si intende favorire la conoscenza, la valorizzazione, l’accessibilità, la gestione e la fruizione pubblica del patrimonio culturale, materiale e immateriale, presente nel territorio comunale, di preservarne la memoria, l’identità, nonché di assicurarne la conservazione nel rispetto dei principi e delle norme europee, nazionali, regionali e comunali.
Il quadro di riferimento normativo per affrontare i temi in oggetto è il seguente:
· Costituzione italiana, Art. 18;
· Legge costituzionale n.3 del 18/10/2001, Art. 118, ultimo comma;
· D.LGS. n. 42 del 22/01/2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”);
· D.LGS. n.117del 03/07/2017 (“Codice del Terzo settore”);
· Legge regionale n.24 del 15/11/2019 (“Attività e Servizi Culturali”);
· Statuto comunale, Titolo terzo, Capo quarto, art. 37 (“Istituti di Partecipazione”);
· Deliberazione del consiglio comunale n. 19, del 10/04/2025 (“Regolamento Albo delle Associazioni”).
Allo stato attuale il Comune di Terracina, pur disponendo dei principali istituti culturali di base (Museo archeologico “Pio Capponi”, Museo della Città, Biblioteca “A. Olivetti”, Fondo Storico della Biblioteca, Archivio Storico Comunale) si trova tuttavia in una condizione di grave criticità nella gestione di tali Istituti. Questi ultimi, infatti, a causa di numerosi e vari problemi insorti a partire dal 2018, risultano oggi chiusi, con conseguenze di non poco rilievo.
La loro mancata agibilità, funzionalità ed attività, difatti, mai concretamente affrontata e risolta dalle quattro diverse amministrazioni succedutesi nel corso degli ultimi otto anni, malgrado le continue sollecitazioni ad intervenire inviate dai cittadini, dalle associazioni e da vari rappresentanti istituzionali, hanno infine determinato:
· L’esclusione dal Sistema Organizzativo Regionale e dalla possibilità di accedere alle forme previste di finanziamento dei servizi culturali;
· La mancanza di aggiornati regolamenti di gestione degli stessi Istituti, secondo le nuove normative regionali e l’assenza del personale tecnico necessario per l’organizzazione dei servizi e delle attività culturali;
· La perdita degli introiti finanziari previsti per gli Istituti a rilevanza economica come i Musei i sistemi museali urbani e le Aree Archeologiche Comunali (prima del 2018 nei soli Museo della Città e Museo Archeologico “Pio Capponi” si staccavano migliaia di biglietti all’anno);
· La privazione delle condizioni di agibilità delle strutture e della loro impiantistica con il conseguente degrado degli spazi, degli ambienti e dei servizi igienico-sanitari e di sicurezza;
· La mancata possibilità di erogare gli ordinari servizi culturali e di realizzare le essenziali attività culturali di promozione, valorizzazione, informazione, educazione e comunicazione nei confronti degli utenti in genere (cittadini e turisti italiani e stranieri, studenti, studiosi, ricercatori, professionisti, ecc.);
· L’assenza di ogni attività di promozione e valorizzazione del riconoscimento di “Terracina Città D’Arte” ottenuta con deliberazioni di giunta comunale n. 288 del 2002 e n. 279 del 2003, sulla base della legge regionale n. 33 del 18/11/1999.
· L’impossibilità per i cittadini e le libere associazioni di agire la partecipazione attiva per mancanza di spazi pubblici atti allo svolgimento di attività culturali e sociali.
Non meno critica risulta, inoltre, la condizione delle altre strutture, spazi e siti della città a destinazione culturale e a potenziale sviluppo di servizi e attività culturali: il Castello o Rocca Traversa; il complesso storico dell’ex Convento di San Domenico; il complesso storico dell’ex Convento di San Francesco; la ex Chiesa dell’Annunziata; la Casa-Torre degli Acso; La Torre dei Rosa; il Palazzo Tescola; il Palazzo Braschi; la Sala Appio F. Monti; la Sala Valadier; l’ex Pileria ed ex Ospedale antimalarico; l’Area Archeologica di Via Santi Quattro; l’Area Archeologica di Via Pertinace; l’Area Archeologica di Piscomontano e Via della Cave; l’Area Archeologica delle Prebende; il Parco-Storico-Archeologico-Naturalistico della Rimembranza; il Parco-Archeologico-Naturalistico di Posterula, la contigua Area Archeologica presso l’Euro Spin, Parco Archeologico Naturalistico del Montuno, Parco Archeologico Naturalistico “A. Chezzi “, Area Archeologica attrezzata dei Giardini di Via Stella Polare e l’ex mercato Arene, già identificato come possibile sede di una struttura polifunzionale da destinare stabilmente alla Cultura e alle attività sociali.
Tali strutture, spazi e siti archeologici, per vari problemi di inefficienza tecnica, amministrativa e gestionale, cumulatisi almeno da un decennio, risultano a tutt’oggi chiusi, oppure occupati in modo provvisorio per uso di altri servizi non compatibili, oppure ancora in stato di abbandono e degrado.
Il loro mancato recupero, funzionalità e attività culturale, nonostante le reiterate richieste a provvedere inviate dai cittadini, dalle associazioni e da vari rappresentanti istituzionali, hanno comportato sinora, e stanno ancora determinando, gravi conseguenze per l’erario pubblico e per i servizi culturali pubblici, a causa della loro mancata tutela, valorizzazione e gestione adeguata alle loro proprie destinazioni d’uso, essendo tutti edifici monumentali inseriti nel Centro Storico di Terracina.
Occorre in fine considerare la condizione altrettanto critica in cui si trova il mondo associativo locale (Comitati, Associazioni, Enti del Terzo Settore, Organismi di volontariato sociale e socio-sanitario, ecc.) in particolare i soggetti regolarmente iscritti nell’apposito Albo comunale.
Infatti, soltanto dopo otto anni dall’approvazione dell’importante Decreto legislativo n.117 del 2017, il cosiddetto ”Codice Del Terzo Settore”, e dopo continue sollecitazioni, da parte della cittadinanza attiva, si è giunti all’approvazione del nuovo Regolamento dell’Albo comunale delle Associazioni con Deliberazione del Consiglio comunale n.19 del 10/04/2025, attraverso il quale poter attuare concretamente una riforma di valenza costituzionale che ha ridisegnato la geografia civile dell’Italia.
Il Decreto legislativo n. 117/2017, di fatti, ha definito la nuova identità giuridica del mondo del volontariato e del Terzo settore, sostanziando la sussidiarietà orizzontale prevista dall’Art. 118, ultimo comma, della Legge costituzionale n. 3/2001, e riconoscendo a tali organismi il valore di soggetti pubblici a tutti gli effetti, anche se di diritto privato, attribuendo loro un ruolo strategico per la vita del Paese ( i volontari variamente associati, in Italia, secondo l’Istat, sono circa sette milioni e rappresentano il 13% dell’intera popolazione).
Nel contempo, attraverso le norme dello Statuto comunale (art. 37), del Decreto legislativo n.42 del 2004 (art. 111, comma 4, e art. 112, commi 7 e 8), e della legge regionale n.24 del 2019 (art. 29), si sono create le condizioni per un efficace rapporto tra Istituzioni e Associazioni di volontariato e del Terzo settore, ai fini della valorizzazione dei beni culturali, della loro conoscenza e promozione e di un più efficiente sviluppo delle attività e servizi culturali.
Tuttavia, allo stato delle cose, la possibilità di utilizzo da parte della cittadinanza attiva, delle strutture e degli spazi pubblici per lo svolgimento delle proprie attività di interesse generale, è impedito di fatto dalla loro ormai pluriennale inagibilità e chiusura, in palese contrasto con quanto affermato e stabilito dalle norme vigenti in materia di promozione, valorizzazione e gestione dei beni culturali, delle attività e dei servizi culturali, in collaborazione con i soggetti del mondo associativo e del terzo settore.
Va ricordato, in proposito, che la legge n.1444 del 02/04/1968, impone il rispetto degli standard prefissati per gli spazi minimi ed inderogabili di interesse comune per uso socio-culturale, pari a 2 mq per abitante. A Terracina il totale per gli spazi attualmente fruibili per uso socio-culturale è di circa 2100 mq, pari a 0,03 mq per abitante, mentre il totale degli spazi disponibili, ma non fruibili per uso socio-culturale è di circa 7500mq, pari allo 0,15 mq per abitante.
Il totale degli spazi fruibili e non fruibili ammonta dunque allo 0,18mq per abitante, una misura che risulta pertanto insufficiente rispetto allo standard minimo stabilito dalla legge.
Dopo il 2018 la situazione è notevolmente peggiorata, portando la situazione allo stato attuale: il totale degli spazi fruibili per uso culturale della città si è azzerato.
Si tratta, quindi, di una grave ed annosa inadempienza politico-amministrativa, non soltanto nei confronti degli obblighi di legge, ma anche dei beni e servizi culturali della città, oltre che lesiva del diritto di fruizione e, dunque, di partecipazione democratica della cittadinanza attiva.
Allo stesso modo, il nuovo Regolamento per l’Albo Comunale delle Associazioni, risulta innanzitutto gravato da una impostazione burocratica che non soltanto complica, invece di semplificare, il rapporto tra cittadinanza attiva ed istituzione locale, ma interpreta anche tale rapporto, secondo uno schema superato dalle nuove norme, in forma di subalternità dei cittadini rispetto alle Istituzioni, invece che una relazione fra soggetti dotati di autonomia e di pari dignità.
Il Regolamento, inoltre è appesantito dai previsti costi di procedura e istruttoria, a carico dei soggetti iscritti e dei cittadini in genere, per attività associative di interesse generale e senza scopo di lucro. Tali costi sono del tutto incompatibili con le misure di sostegno, di agevolazione e di esenzione richieste invece dalla legge, solo formalmente dichiarate nel Regolamento (Capo terzo, art.10), ma di fatto non attuabili, mentre il sovraccarico economico previsto viene attuato, in contrasto con il principio costituzionale e con le discendenti norme vigenti che chiedono, invece, la rimozione di tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e la partecipazione dei cittadini alla vita dell’Istituzione e della Comunità.
Il Regolamento, infine, risulta soprattutto inapplicato nella sua parte fondamentale, cioè quella relativa alla “Partecipazione” (Capo quarto, art. 13, 14, e 15), ai “Gruppi di lavoro” e alle “Forme di collaborazione”, facendo venir meno il pilastro attuativo della legge n.117 del 2017, richiamata espressamente nell’art. 1 dello stesso Regolamento.
Tali aspetti nel loro insieme, costituiscono un grave pregiudizio nei confronti delle finalità e degli obiettivi dell’importante riforma avviata con il “Codice del Terzo settore” per una rinnovata promozione e valorizzazione delle libere forme associative e per un migliore rapporto di collaborazione con l’Istituzione comunale per fini di interesse generale.
È di fatto negato il principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art 118, ultimo comma, della legge costituzionale n. 3 del 18 /10/2001, e, con esso, il diritto democratico di partecipazione della cittadinanza all’organizzazione politica, sociale, culturale ed economica della comunità.
Conclusioni
In riferimento al quadro sinora delineato, appare evidente che l’obiettivo prioritario della presente istanza è quello di sollecitare e conseguire con urgenza il ripristino funzionale ed organizzativo degli istituti e dei servizi culturali di base del Comune di Terracina, insieme a tutte le altre strutture, spazi e siti a destinazione culturale della città.
A tale obiettivo si aggiunge quello di voler ottenere la necessaria valorizzazione delle libere forme associative costituite dai cittadini per lo svolgimento di iniziative e attività di interesse generale, nel rispetto rigoroso dei principi e delle norme già richiamate nel quadro legislativo di riferimento.
Infatti, qualora si riuscisse a recuperare, riaprire e riattivare la fruizione e gestione dell’insieme delle strutture e degli spazi a destinazione culturale sopra riportati, in collaborazione con i soggetti del mondo associativo e del terzo settore, si potrebbe raggiungere una superficie totale fruibile di circa 140.000 mq, pari a 3 mq per abitante, garantendo e superando lo standard minimo fissato dalla legge.
Siamo ben consapevoli delle potenzialità dei beni culturali posseduti e del fatto che, nell’ambito della valorizzazione dei beni, dei servizi e delle attività culturali, come volàno fondamentale per lo sviluppo del turismo culturale, l’indice economico di resa è pari a 2, questo significa che per ogni euro investito se ne producono 2, cioè raddoppia il valore di produzione. (Da dati Istat).
Il patrimonio culturale posseduto è strettamente connesso e fuso con il patrimonio naturale paesaggistico della città. Pertanto le politiche culturali integrate con le politiche ambientali e di sviluppo sostenibile del territorio dovrebbero essere riconosciute come un asset strategico nell’ambito della programmazione comunale e, dunque, come un fondamentale fattore di sviluppo qualitativo culturale, ambientale, sociale ed economico della città e del territorio, secondo le più aggiornate linee di azione, direttive e norme emanate sia dalla legislazione regionale e nazionale che da quella europea.
In considerazione di quanto su espresso, gli scriventi, nello spirito di partecipazione democratica, si vogliono attivare per conoscere ed approfondire i fattori e le cause di criticità che ostano alla fruizione dei Beni succitati, e per quanto possibile e auspicabile, collaborare al loro superamento, alla ricerca di possibili soluzioni partecipate in attuazione degli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale.
Per dare reale avvio a questo processo partecipativo gli scriventi ritengono necessario cominciare ad attivare alcuni momenti preliminari di confronto pertanto propongono e chiedono:
Per le strutture ed i luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione e confronto culturale
· di portare a conoscenza, degli scriventi, le cause di non disponibilità dei locali, fabbricati e siti comunali elencati in questo documento dando chiara informazione e non generica per ognuno dei luoghi. Tale informazione puntuale per ogni ambito fisico, permetterà di elaborare e di suggerire proposte possibili ed alternative, per una accessibilità collettiva semplice, coordinata e opportunamente regolamentata.
Per gli strumenti atti a favorire la partecipazione
· di considerare questa istanza quale richiesta formale da parte dei soggetti sottoscrittori per la promozione di un FORUM CITTADINO di cui all’art.46 dello Statuto comunale sui temi in oggetto. Quindi chiedono di convocare gli stessi al Forum tematico proposto per approfondimenti e verifiche sui capi IV “Libere forme associative. Consulte. Osservatori. Iniziative dei cittadini” e capo V “L’azione amministrativa. Accesso. Partecipazione. Referendum”, nonché sui regolamenti attinenti.
Cordiali saluti
L’istanza inviata al Sindaco di Terracina il 12 agosto 2026 è stata sottoscritta dalle seguenti associazioni, comitati e soggetti del Terzo settore:
- Comitato 7964 a difesa della Costituzione
- Volontari Rifiuti Zero
- Comitato Rifiuti Zero
- Associazione Demetra APS
- Associazione Culturale “Gli angeli Terracina City Rockers”
- Comitato Civico per la Pace Città di Terracina
- Comitato spontaneo le Capanne
- Archeo Club d’Italia sede storica di Terracina E.T.S.
- Comitato Cittadino Terracina Inclusione Sociale Disabili
- Myoga
- WWF Litorale Lazio
- Festival delle emozioni
- Spi CGIL
- Comitato Circeo Patrimonio dell’Umanità
- Associazione Culturale L’Altra Città
- Lega Ambiente Terracina
- Città Partecipata
- Associazione Parlami ti ascolto
- I.S.D.E.
- ANPI Terracina
- ASD Svalvolati Into The Wild Terracina
- Associazione Alfredo Fiorini ODV
- Club per l’Unesco Terracina
165
Il problema
ASSOCIAZIONI, COMITATI CIVICI e SOGGETTI del TERZO SETTORE
Al Sindaco del Comune di Terracina
e p.c.
Al Ministro della Cultura
Al Presidente della Regione Lazio
Al Presidente della Provincia di Latina
Al Prefetto di Latina
Al Presidente del Consiglio Comunale
al Presidente della Commissione Cultura, Beni e Attività Culturali e Turismo
al Presidente della commissione per la verifica dell’applicazione dello Statuto comunale
al Presidente Commissione di Garanzia e Trasparenza
ai Capi dei Gruppi Consiliari
del Comune di Terracina
Agli Organi di Stampa
OGGETTO: Istanza presentata a norma dell’Art. 41 dello Statuto comunale al fine di ottenere il ripristino funzionale ed organizzativo dei servizi culturali di base del Comune di Terracina (Biblioteca, Museo, Archivio storico, Aree Archeologiche),oltre che delle altre strutture, spazi e servizi a destinazione culturale della città, per garantire sia la valorizzazione dei Beni e delle attività culturali, sia le libere forme associative costituite dai cittadini per lo svolgimento di iniziative di interesse generale, nel rispetto delle norme vigenti.
Le politiche finalizzate a promuovere lo sviluppo della cultura nelle sue varie forme, trovano una concreta ed efficace attuazione non soltanto attraverso gli Istituti culturali di base della città come il Museo, la Biblioteca, l’Archivio storico, le Aree Archeologiche e le altre strutture e spazi a destinazione culturale con i loro servizi, ma anche per mezzo della rilevante presenza di quelle libere forme associative costituite dai cittadini per lo svolgimento di iniziative di interesse generale (attualmente sono 58 le associazioni iscritte nell’Albo comunale apposito, Det. Dir. n. 1044 del 19/05/2026, allegato 1).
Ciò è tanto più importante se si intende favorire la conoscenza, la valorizzazione, l’accessibilità, la gestione e la fruizione pubblica del patrimonio culturale, materiale e immateriale, presente nel territorio comunale, di preservarne la memoria, l’identità, nonché di assicurarne la conservazione nel rispetto dei principi e delle norme europee, nazionali, regionali e comunali.
Il quadro di riferimento normativo per affrontare i temi in oggetto è il seguente:
· Costituzione italiana, Art. 18;
· Legge costituzionale n.3 del 18/10/2001, Art. 118, ultimo comma;
· D.LGS. n. 42 del 22/01/2004 (“Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio”);
· D.LGS. n.117del 03/07/2017 (“Codice del Terzo settore”);
· Legge regionale n.24 del 15/11/2019 (“Attività e Servizi Culturali”);
· Statuto comunale, Titolo terzo, Capo quarto, art. 37 (“Istituti di Partecipazione”);
· Deliberazione del consiglio comunale n. 19, del 10/04/2025 (“Regolamento Albo delle Associazioni”).
Allo stato attuale il Comune di Terracina, pur disponendo dei principali istituti culturali di base (Museo archeologico “Pio Capponi”, Museo della Città, Biblioteca “A. Olivetti”, Fondo Storico della Biblioteca, Archivio Storico Comunale) si trova tuttavia in una condizione di grave criticità nella gestione di tali Istituti. Questi ultimi, infatti, a causa di numerosi e vari problemi insorti a partire dal 2018, risultano oggi chiusi, con conseguenze di non poco rilievo.
La loro mancata agibilità, funzionalità ed attività, difatti, mai concretamente affrontata e risolta dalle quattro diverse amministrazioni succedutesi nel corso degli ultimi otto anni, malgrado le continue sollecitazioni ad intervenire inviate dai cittadini, dalle associazioni e da vari rappresentanti istituzionali, hanno infine determinato:
· L’esclusione dal Sistema Organizzativo Regionale e dalla possibilità di accedere alle forme previste di finanziamento dei servizi culturali;
· La mancanza di aggiornati regolamenti di gestione degli stessi Istituti, secondo le nuove normative regionali e l’assenza del personale tecnico necessario per l’organizzazione dei servizi e delle attività culturali;
· La perdita degli introiti finanziari previsti per gli Istituti a rilevanza economica come i Musei i sistemi museali urbani e le Aree Archeologiche Comunali (prima del 2018 nei soli Museo della Città e Museo Archeologico “Pio Capponi” si staccavano migliaia di biglietti all’anno);
· La privazione delle condizioni di agibilità delle strutture e della loro impiantistica con il conseguente degrado degli spazi, degli ambienti e dei servizi igienico-sanitari e di sicurezza;
· La mancata possibilità di erogare gli ordinari servizi culturali e di realizzare le essenziali attività culturali di promozione, valorizzazione, informazione, educazione e comunicazione nei confronti degli utenti in genere (cittadini e turisti italiani e stranieri, studenti, studiosi, ricercatori, professionisti, ecc.);
· L’assenza di ogni attività di promozione e valorizzazione del riconoscimento di “Terracina Città D’Arte” ottenuta con deliberazioni di giunta comunale n. 288 del 2002 e n. 279 del 2003, sulla base della legge regionale n. 33 del 18/11/1999.
· L’impossibilità per i cittadini e le libere associazioni di agire la partecipazione attiva per mancanza di spazi pubblici atti allo svolgimento di attività culturali e sociali.
Non meno critica risulta, inoltre, la condizione delle altre strutture, spazi e siti della città a destinazione culturale e a potenziale sviluppo di servizi e attività culturali: il Castello o Rocca Traversa; il complesso storico dell’ex Convento di San Domenico; il complesso storico dell’ex Convento di San Francesco; la ex Chiesa dell’Annunziata; la Casa-Torre degli Acso; La Torre dei Rosa; il Palazzo Tescola; il Palazzo Braschi; la Sala Appio F. Monti; la Sala Valadier; l’ex Pileria ed ex Ospedale antimalarico; l’Area Archeologica di Via Santi Quattro; l’Area Archeologica di Via Pertinace; l’Area Archeologica di Piscomontano e Via della Cave; l’Area Archeologica delle Prebende; il Parco-Storico-Archeologico-Naturalistico della Rimembranza; il Parco-Archeologico-Naturalistico di Posterula, la contigua Area Archeologica presso l’Euro Spin, Parco Archeologico Naturalistico del Montuno, Parco Archeologico Naturalistico “A. Chezzi “, Area Archeologica attrezzata dei Giardini di Via Stella Polare e l’ex mercato Arene, già identificato come possibile sede di una struttura polifunzionale da destinare stabilmente alla Cultura e alle attività sociali.
Tali strutture, spazi e siti archeologici, per vari problemi di inefficienza tecnica, amministrativa e gestionale, cumulatisi almeno da un decennio, risultano a tutt’oggi chiusi, oppure occupati in modo provvisorio per uso di altri servizi non compatibili, oppure ancora in stato di abbandono e degrado.
Il loro mancato recupero, funzionalità e attività culturale, nonostante le reiterate richieste a provvedere inviate dai cittadini, dalle associazioni e da vari rappresentanti istituzionali, hanno comportato sinora, e stanno ancora determinando, gravi conseguenze per l’erario pubblico e per i servizi culturali pubblici, a causa della loro mancata tutela, valorizzazione e gestione adeguata alle loro proprie destinazioni d’uso, essendo tutti edifici monumentali inseriti nel Centro Storico di Terracina.
Occorre in fine considerare la condizione altrettanto critica in cui si trova il mondo associativo locale (Comitati, Associazioni, Enti del Terzo Settore, Organismi di volontariato sociale e socio-sanitario, ecc.) in particolare i soggetti regolarmente iscritti nell’apposito Albo comunale.
Infatti, soltanto dopo otto anni dall’approvazione dell’importante Decreto legislativo n.117 del 2017, il cosiddetto ”Codice Del Terzo Settore”, e dopo continue sollecitazioni, da parte della cittadinanza attiva, si è giunti all’approvazione del nuovo Regolamento dell’Albo comunale delle Associazioni con Deliberazione del Consiglio comunale n.19 del 10/04/2025, attraverso il quale poter attuare concretamente una riforma di valenza costituzionale che ha ridisegnato la geografia civile dell’Italia.
Il Decreto legislativo n. 117/2017, di fatti, ha definito la nuova identità giuridica del mondo del volontariato e del Terzo settore, sostanziando la sussidiarietà orizzontale prevista dall’Art. 118, ultimo comma, della Legge costituzionale n. 3/2001, e riconoscendo a tali organismi il valore di soggetti pubblici a tutti gli effetti, anche se di diritto privato, attribuendo loro un ruolo strategico per la vita del Paese ( i volontari variamente associati, in Italia, secondo l’Istat, sono circa sette milioni e rappresentano il 13% dell’intera popolazione).
Nel contempo, attraverso le norme dello Statuto comunale (art. 37), del Decreto legislativo n.42 del 2004 (art. 111, comma 4, e art. 112, commi 7 e 8), e della legge regionale n.24 del 2019 (art. 29), si sono create le condizioni per un efficace rapporto tra Istituzioni e Associazioni di volontariato e del Terzo settore, ai fini della valorizzazione dei beni culturali, della loro conoscenza e promozione e di un più efficiente sviluppo delle attività e servizi culturali.
Tuttavia, allo stato delle cose, la possibilità di utilizzo da parte della cittadinanza attiva, delle strutture e degli spazi pubblici per lo svolgimento delle proprie attività di interesse generale, è impedito di fatto dalla loro ormai pluriennale inagibilità e chiusura, in palese contrasto con quanto affermato e stabilito dalle norme vigenti in materia di promozione, valorizzazione e gestione dei beni culturali, delle attività e dei servizi culturali, in collaborazione con i soggetti del mondo associativo e del terzo settore.
Va ricordato, in proposito, che la legge n.1444 del 02/04/1968, impone il rispetto degli standard prefissati per gli spazi minimi ed inderogabili di interesse comune per uso socio-culturale, pari a 2 mq per abitante. A Terracina il totale per gli spazi attualmente fruibili per uso socio-culturale è di circa 2100 mq, pari a 0,03 mq per abitante, mentre il totale degli spazi disponibili, ma non fruibili per uso socio-culturale è di circa 7500mq, pari allo 0,15 mq per abitante.
Il totale degli spazi fruibili e non fruibili ammonta dunque allo 0,18mq per abitante, una misura che risulta pertanto insufficiente rispetto allo standard minimo stabilito dalla legge.
Dopo il 2018 la situazione è notevolmente peggiorata, portando la situazione allo stato attuale: il totale degli spazi fruibili per uso culturale della città si è azzerato.
Si tratta, quindi, di una grave ed annosa inadempienza politico-amministrativa, non soltanto nei confronti degli obblighi di legge, ma anche dei beni e servizi culturali della città, oltre che lesiva del diritto di fruizione e, dunque, di partecipazione democratica della cittadinanza attiva.
Allo stesso modo, il nuovo Regolamento per l’Albo Comunale delle Associazioni, risulta innanzitutto gravato da una impostazione burocratica che non soltanto complica, invece di semplificare, il rapporto tra cittadinanza attiva ed istituzione locale, ma interpreta anche tale rapporto, secondo uno schema superato dalle nuove norme, in forma di subalternità dei cittadini rispetto alle Istituzioni, invece che una relazione fra soggetti dotati di autonomia e di pari dignità.
Il Regolamento, inoltre è appesantito dai previsti costi di procedura e istruttoria, a carico dei soggetti iscritti e dei cittadini in genere, per attività associative di interesse generale e senza scopo di lucro. Tali costi sono del tutto incompatibili con le misure di sostegno, di agevolazione e di esenzione richieste invece dalla legge, solo formalmente dichiarate nel Regolamento (Capo terzo, art.10), ma di fatto non attuabili, mentre il sovraccarico economico previsto viene attuato, in contrasto con il principio costituzionale e con le discendenti norme vigenti che chiedono, invece, la rimozione di tutti gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e la partecipazione dei cittadini alla vita dell’Istituzione e della Comunità.
Il Regolamento, infine, risulta soprattutto inapplicato nella sua parte fondamentale, cioè quella relativa alla “Partecipazione” (Capo quarto, art. 13, 14, e 15), ai “Gruppi di lavoro” e alle “Forme di collaborazione”, facendo venir meno il pilastro attuativo della legge n.117 del 2017, richiamata espressamente nell’art. 1 dello stesso Regolamento.
Tali aspetti nel loro insieme, costituiscono un grave pregiudizio nei confronti delle finalità e degli obiettivi dell’importante riforma avviata con il “Codice del Terzo settore” per una rinnovata promozione e valorizzazione delle libere forme associative e per un migliore rapporto di collaborazione con l’Istituzione comunale per fini di interesse generale.
È di fatto negato il principio di sussidiarietà orizzontale sancito dall’art 118, ultimo comma, della legge costituzionale n. 3 del 18 /10/2001, e, con esso, il diritto democratico di partecipazione della cittadinanza all’organizzazione politica, sociale, culturale ed economica della comunità.
Conclusioni
In riferimento al quadro sinora delineato, appare evidente che l’obiettivo prioritario della presente istanza è quello di sollecitare e conseguire con urgenza il ripristino funzionale ed organizzativo degli istituti e dei servizi culturali di base del Comune di Terracina, insieme a tutte le altre strutture, spazi e siti a destinazione culturale della città.
A tale obiettivo si aggiunge quello di voler ottenere la necessaria valorizzazione delle libere forme associative costituite dai cittadini per lo svolgimento di iniziative e attività di interesse generale, nel rispetto rigoroso dei principi e delle norme già richiamate nel quadro legislativo di riferimento.
Infatti, qualora si riuscisse a recuperare, riaprire e riattivare la fruizione e gestione dell’insieme delle strutture e degli spazi a destinazione culturale sopra riportati, in collaborazione con i soggetti del mondo associativo e del terzo settore, si potrebbe raggiungere una superficie totale fruibile di circa 140.000 mq, pari a 3 mq per abitante, garantendo e superando lo standard minimo fissato dalla legge.
Siamo ben consapevoli delle potenzialità dei beni culturali posseduti e del fatto che, nell’ambito della valorizzazione dei beni, dei servizi e delle attività culturali, come volàno fondamentale per lo sviluppo del turismo culturale, l’indice economico di resa è pari a 2, questo significa che per ogni euro investito se ne producono 2, cioè raddoppia il valore di produzione. (Da dati Istat).
Il patrimonio culturale posseduto è strettamente connesso e fuso con il patrimonio naturale paesaggistico della città. Pertanto le politiche culturali integrate con le politiche ambientali e di sviluppo sostenibile del territorio dovrebbero essere riconosciute come un asset strategico nell’ambito della programmazione comunale e, dunque, come un fondamentale fattore di sviluppo qualitativo culturale, ambientale, sociale ed economico della città e del territorio, secondo le più aggiornate linee di azione, direttive e norme emanate sia dalla legislazione regionale e nazionale che da quella europea.
In considerazione di quanto su espresso, gli scriventi, nello spirito di partecipazione democratica, si vogliono attivare per conoscere ed approfondire i fattori e le cause di criticità che ostano alla fruizione dei Beni succitati, e per quanto possibile e auspicabile, collaborare al loro superamento, alla ricerca di possibili soluzioni partecipate in attuazione degli strumenti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale.
Per dare reale avvio a questo processo partecipativo gli scriventi ritengono necessario cominciare ad attivare alcuni momenti preliminari di confronto pertanto propongono e chiedono:
Per le strutture ed i luoghi di aggregazione sociale e di elaborazione e confronto culturale
· di portare a conoscenza, degli scriventi, le cause di non disponibilità dei locali, fabbricati e siti comunali elencati in questo documento dando chiara informazione e non generica per ognuno dei luoghi. Tale informazione puntuale per ogni ambito fisico, permetterà di elaborare e di suggerire proposte possibili ed alternative, per una accessibilità collettiva semplice, coordinata e opportunamente regolamentata.
Per gli strumenti atti a favorire la partecipazione
· di considerare questa istanza quale richiesta formale da parte dei soggetti sottoscrittori per la promozione di un FORUM CITTADINO di cui all’art.46 dello Statuto comunale sui temi in oggetto. Quindi chiedono di convocare gli stessi al Forum tematico proposto per approfondimenti e verifiche sui capi IV “Libere forme associative. Consulte. Osservatori. Iniziative dei cittadini” e capo V “L’azione amministrativa. Accesso. Partecipazione. Referendum”, nonché sui regolamenti attinenti.
Cordiali saluti
L’istanza inviata al Sindaco di Terracina il 12 agosto 2026 è stata sottoscritta dalle seguenti associazioni, comitati e soggetti del Terzo settore:
- Comitato 7964 a difesa della Costituzione
- Volontari Rifiuti Zero
- Comitato Rifiuti Zero
- Associazione Demetra APS
- Associazione Culturale “Gli angeli Terracina City Rockers”
- Comitato Civico per la Pace Città di Terracina
- Comitato spontaneo le Capanne
- Archeo Club d’Italia sede storica di Terracina E.T.S.
- Comitato Cittadino Terracina Inclusione Sociale Disabili
- Myoga
- WWF Litorale Lazio
- Festival delle emozioni
- Spi CGIL
- Comitato Circeo Patrimonio dell’Umanità
- Associazione Culturale L’Altra Città
- Lega Ambiente Terracina
- Città Partecipata
- Associazione Parlami ti ascolto
- I.S.D.E.
- ANPI Terracina
- ASD Svalvolati Into The Wild Terracina
- Associazione Alfredo Fiorini ODV
- Club per l’Unesco Terracina
I decisori
Voci dei sostenitori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 7 settembre 2026