Cari firmatari,
Quando Insieme in rete, Bossy e Sentinelli hanno pensato di avviare una campagna di sensibilizzazione sul tema del REVENGE PORN, si sono dati l'obiettivo dichiarato di arrivare in tempi rapidi a una legge votata dal Parlamento. La genesi e' stata settimane di martellante campagna sui social e più' di 100mila firme raccolte attraverso questa petizione, lanciata il 30 novembre dello scorso anno.
Laura Boldrini per prima ha raccolto le istanze di questa mobilitazione, con l'impegno di normare quello che oggi e' colpevolmente ignorato. Dopo mesi di lavoro fatto di tavoli tecnici e legami intrecciati con esperti del web, giuristi e psicologi, a sorpresa veniamo a sapere dai giornali che in questi giorni la Senatrice del Movimento Cinque stelle, Elvira Lucia Evangelista, ha riprodotto in modo letterale il nostro appello, finendo con il presentare per prima una proposta di legge sullo stesso tema, senza avvertire la necessita' di consultarci, affidandola agli iscritti della piattaforma Rousseau che fino al 21 aprile, potranno discutere nel merito e apportare eventuali modifiche.
Per noi resta invariato l'obiettivo finale di avere una legge che punisca chi diffonde materiale intimo senza consenso, che tuteli delle vittime e che promuova una seria campagna di sensibilizzazione sull'uso degli strumenti digitali.
Ma ci chiediamo:
Perché non si è voluto esplicitamente collaborare con chi, con un lavoro nato dal basso, è stato capace di accendere l'interesse su questo tema e incontrare grande attenzione da parte dell'opinione pubblica?
Perchè ignorare i risultati di un lavoro costruito con serietà' e impegno in questi mesi?
Noi speriamo in un percorso aperto al contributo e agli emendamenti di tutti, che non dimentichi la necessita' di garantire, per esempio, il sostegno legale e psicologico alle vittime, dei percorsi di riabilitazione per i responsabili, la responsabilizzazione delle piattaforme e un coordinamento serio tra educazione civica digitale e educazione di genere, cruciale di fronte a questi fenomeni.
Al M5S diciamo che è ancora in tempo a rendere una legge di una parte, la legge di tutti noi. Non per chissà' quali esigenze di visibilità', ma immaginando piuttosto quanto possa essere più' utile un lavoro di condivisione, dentro e fuori le aule della politica, per fermare un fenomeno preoccupante che mette a repentaglio la serenità' e in alcuni casi la vita di tante donne.