Insegnanti - Riforma cdc A018 ed estensione accesso a altre cdc per psicologi e sociologi

Il problema

Attualmente la normativa esclude i docenti della classe A018 (Filosofia e Scienze umane) dall’insegnamento della Filosofia nei Licei classici, scientifici e sportivi. Mentre la classe A019 (Filosofia e Storia) permette di insegnare Filosofia anche nei licei delle Scienze umane (compresa l'opzione economico-sociale) oltre che in tutti gli altri indirizzi.

Ritentiamo questa una prima stridente ingiustizia per i docenti della A018, che urge di essere risolta.

Seconda stridentente ingiustizia:

I laureati in Psicologia e Sociologia a differenza di quelli in Scienze filosofiche e Scienze Antropologiche (i quali possono accedere alla classe A018, ma anche a Greco, Latino, Storia dell'arte, e chi più ne ha più ne metta) non possono accedere all’insegnamento non solo di Filosofia e Storia (A019, a cui hanno accesso anche i laureati in Scienze pedagogiche) ma non possono accedere neanche alle Discipline letterarie nelle scuole di I e II grado (A012  - Italiano, Storia e Geografia). 

Un simile ampliamento è già avvenuto: un paio di anni fa, grazie a una simile petizione, i laureati in Filosofia hanno ottenuto il diritto di accedere all'insegnamento di Italiano, Storia e Geografia (A012) cdc precedentemente a loro preclusa.

Questo diritto deve essere attribuito anche a sociologi e psicologi, che si ritrovano costretti ad anni di supplenza in una classe (A-18) satura e aperta a moltissime lauree magistrali. 

Detti limiti impoveriscono però soprattutto l'offerta formativa: gli studenti perdono l’occasione di confrontarsi con prospettive diverse e complementari e di arricchire così il loro percorso scolastico.

Un punto importante per chiedere una riforma della A018: i criteri per creare le classi di concorso non sono razionalmente giustificati. Essi si sono più basati sulla continuita storico-burocratica che sulla fondazione razionale: 

> anzitutto perché non esistono corsi di laurea specificatamente predisposti all'insegnamento secondario in Italia a differenza di altri Paesi europei (MEEF francesi, M.Ed. tedeschi e austriaci e gli equivalenti spagnoli). Pertanto tutte le lauree magistrali italiane dovrebbero aprire in modo almeno simile all'insegnamento senza privilegiare alcuni corsi rispetto ad altri (come Antropologia a Psicologia)

> Infine non esiste alcun esame obbligatorio ad esempio di Storia per un laureato in Scienze Pedagogiche, tanto meno di Latino o Storia dell'arte in Scienze antropologiche.... Non si capisce quindi i criteri che logica seguano.

Ciò che deve contare in ultima istanza sono gli esami integrativi che danno accesso alla classe di concorso, non la laurea di per sè.

Si potrebbe pensare di distinguere le lauree in tecnico-scientifiche e umanistico-sociali: per cui se ci si laurea in matematica non si può insegnare filosofia, ma se se ci si laurea in giurisprudenza si può insegnare lettere: SOLO SE quest'ultimo (laureato in giurisprudenza) ha x crediti (da stabilire) necessari per insegnare Lettere. 

Eventualmente il numero di crediti può essere aumentato rispetto a quanto richiesto attualmente per la l'iscrizione alle GPS II fascia. Oppure: inserire questi cfu integrativi e necessari per iscriversi alla propria cdc all'interno dei famosi percorsi di abilitazione.

In questo contesto:

Psicologia, com'è evidente, offre strumenti fondamentali per la trasmissione della letteratura e della storia.

La letteratura fin dai suoi albori, ha sempre trattato quei temi esistenziali che la Psicologia studia e cerca di trattare. 

Wilhelm Dilthey il cui pensiero è alla base della costituzione scientifica delle Scienze umane, considerava la Storia una Geistwissenschaft, basata sulla comprensione dello spirito del tempo: chi meglio degli psicologi sono formati per "comprendere"?

La Sociologia, d’altra parte, rappresenta una chiave preziosa per lo studio e l’insegnamento della Storia e la comprensione del testo letterario a partire dal suo sfondo storico-sociale.

È tempo che il Ministero dell’Istruzione riveda queste restrizioni e riconosca il valore delle competenze acquisite nei percorsi accademici affini.

Aprire l’accesso all’insegnamento di Filosofia ai licei classici, scientifici e sportivi per la A-18 e aprire soprattutto l'nsegnamento di Filosofia e Storia, ma anche di Storia, Italiano Geografia anche a psicologi e sociologi significa arricchire di prospettive importanti l'offerta formativa dei nostri studenti. È ora di far sentire la nostra voce contro iniqui - e a tratti misterici - criteri ministeriali.

avatar of the starter
Filippo GavaPromotore della petizione

1110

Il problema

Attualmente la normativa esclude i docenti della classe A018 (Filosofia e Scienze umane) dall’insegnamento della Filosofia nei Licei classici, scientifici e sportivi. Mentre la classe A019 (Filosofia e Storia) permette di insegnare Filosofia anche nei licei delle Scienze umane (compresa l'opzione economico-sociale) oltre che in tutti gli altri indirizzi.

Ritentiamo questa una prima stridente ingiustizia per i docenti della A018, che urge di essere risolta.

Seconda stridentente ingiustizia:

I laureati in Psicologia e Sociologia a differenza di quelli in Scienze filosofiche e Scienze Antropologiche (i quali possono accedere alla classe A018, ma anche a Greco, Latino, Storia dell'arte, e chi più ne ha più ne metta) non possono accedere all’insegnamento non solo di Filosofia e Storia (A019, a cui hanno accesso anche i laureati in Scienze pedagogiche) ma non possono accedere neanche alle Discipline letterarie nelle scuole di I e II grado (A012  - Italiano, Storia e Geografia). 

Un simile ampliamento è già avvenuto: un paio di anni fa, grazie a una simile petizione, i laureati in Filosofia hanno ottenuto il diritto di accedere all'insegnamento di Italiano, Storia e Geografia (A012) cdc precedentemente a loro preclusa.

Questo diritto deve essere attribuito anche a sociologi e psicologi, che si ritrovano costretti ad anni di supplenza in una classe (A-18) satura e aperta a moltissime lauree magistrali. 

Detti limiti impoveriscono però soprattutto l'offerta formativa: gli studenti perdono l’occasione di confrontarsi con prospettive diverse e complementari e di arricchire così il loro percorso scolastico.

Un punto importante per chiedere una riforma della A018: i criteri per creare le classi di concorso non sono razionalmente giustificati. Essi si sono più basati sulla continuita storico-burocratica che sulla fondazione razionale: 

> anzitutto perché non esistono corsi di laurea specificatamente predisposti all'insegnamento secondario in Italia a differenza di altri Paesi europei (MEEF francesi, M.Ed. tedeschi e austriaci e gli equivalenti spagnoli). Pertanto tutte le lauree magistrali italiane dovrebbero aprire in modo almeno simile all'insegnamento senza privilegiare alcuni corsi rispetto ad altri (come Antropologia a Psicologia)

> Infine non esiste alcun esame obbligatorio ad esempio di Storia per un laureato in Scienze Pedagogiche, tanto meno di Latino o Storia dell'arte in Scienze antropologiche.... Non si capisce quindi i criteri che logica seguano.

Ciò che deve contare in ultima istanza sono gli esami integrativi che danno accesso alla classe di concorso, non la laurea di per sè.

Si potrebbe pensare di distinguere le lauree in tecnico-scientifiche e umanistico-sociali: per cui se ci si laurea in matematica non si può insegnare filosofia, ma se se ci si laurea in giurisprudenza si può insegnare lettere: SOLO SE quest'ultimo (laureato in giurisprudenza) ha x crediti (da stabilire) necessari per insegnare Lettere. 

Eventualmente il numero di crediti può essere aumentato rispetto a quanto richiesto attualmente per la l'iscrizione alle GPS II fascia. Oppure: inserire questi cfu integrativi e necessari per iscriversi alla propria cdc all'interno dei famosi percorsi di abilitazione.

In questo contesto:

Psicologia, com'è evidente, offre strumenti fondamentali per la trasmissione della letteratura e della storia.

La letteratura fin dai suoi albori, ha sempre trattato quei temi esistenziali che la Psicologia studia e cerca di trattare. 

Wilhelm Dilthey il cui pensiero è alla base della costituzione scientifica delle Scienze umane, considerava la Storia una Geistwissenschaft, basata sulla comprensione dello spirito del tempo: chi meglio degli psicologi sono formati per "comprendere"?

La Sociologia, d’altra parte, rappresenta una chiave preziosa per lo studio e l’insegnamento della Storia e la comprensione del testo letterario a partire dal suo sfondo storico-sociale.

È tempo che il Ministero dell’Istruzione riveda queste restrizioni e riconosca il valore delle competenze acquisite nei percorsi accademici affini.

Aprire l’accesso all’insegnamento di Filosofia ai licei classici, scientifici e sportivi per la A-18 e aprire soprattutto l'nsegnamento di Filosofia e Storia, ma anche di Storia, Italiano Geografia anche a psicologi e sociologi significa arricchire di prospettive importanti l'offerta formativa dei nostri studenti. È ora di far sentire la nostra voce contro iniqui - e a tratti misterici - criteri ministeriali.

avatar of the starter
Filippo GavaPromotore della petizione
Sostieni ora

1110


I decisori

Giuseppe Valditara
Giuseppe Valditara
Ministro dell'Istruzione e del Merito
Aggiornamenti sulla petizione