INNALZAMENTO LIMITI DI ETA’ FORZE ARMATE E DI POLIZIA

Firmatari recenti
Giuseppe Sansone e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Ministro della Difesa, Al Ministro dell’Interno, Alle Commissioni Parlamentari competenti.

 

I sottoscritti cittadini firmatari della presente petizione chiedono un intervento urgente e concreto volto alla revisione dei limiti d’età per l’accesso alle Forze Armate e alle Forze di Polizia. Attualmente, i limiti fissati a 24 o 26 anni non compiuti risultano obsoleti, discriminatori e scollegati dalla realtà sociale, formativa e professionale odierna. Tali soglie impediscono a molti cittadini pienamente qualificati, motivati e maturi di concorrere per servire lo Stato.

Perché questi limiti sono sbagliati e ingiusti?

 

  1. Violazione dei principi costituzionali: L’attuale normativa si pone in contrasto con diversi articoli fondamentali della Costituzione Italiana: Articolo 3, che sancisce il principio di uguaglianza, vietando ogni forma di discriminazione arbitraria. Stabilire limiti d’età rigidi ed escludenti equivale a discriminare cittadini sulla base di un dato anagrafico, senza valutare merito, capacità ed esperienza. Articolo 4, che riconosce il diritto al lavoro a tutti i cittadini e promuove le condizioni che rendano effettivo tale diritto. L’accesso alle carriere pubbliche, come quella militare o nella pubblica sicurezza, non può essere precluso arbitrariamente a chi è in grado di svolgerle con onore e competenza. Articolo 52, che stabilisce il dovere e il diritto di difendere la Patria. L’attuale normativa limita tale diritto a una ristretta fascia d’età, escludendo tanti cittadini volenterosi e idonei a prestare servizio per la difesa dello Stato.
  2. Confronto europeo: In molti Paesi dell’Unione Europea i limiti sono più alti – arrivando spesso a 30, 35 e in alcuni casi anche oltre – riconoscendo che l’esperienza di vita, il percorso di studi e la maturità personale sono valori aggiunti fondamentali per chi ambisce a ruoli di grande responsabilità come quelli nelle forze dell’ordine. 
  3. Assurdità dell’arruolamento precoce: Permettere l’arruolamento di ragazzi di 17 anni senza diploma e di giovani tra i 18 e i 22 anni, spesso ancora in cerca di un’identità formativa o professionale, espone le istituzioni a rischi concreti. Ragazzi così giovani possono non essere ancora pronti per affrontare la pressione psicofisica, l'equilibrio emotivo e la consapevolezza etica richiesti da incarichi così delicati.
  4. I dati relativi alla partecipazione ai concorsi pubblici parlano chiaro: all’ultimo concorso del 2024 per 1.050 posti nell’Aeronautica Militare, a fronte di 7.922 domande presentate e la convocazione di tutti i candidati, solo 2.132 hanno effettivamente sostenuto le prove concorsuali. Di questi, meno della metà sono risultati idonei e, dopo la fase di formazione e addestramento, il numero di Volontari in Ferma Iniziale (VFI) impiegati nei Reparti è stato inferiore alle previsioni del bando. In alcune categorie si riesce ancora a coprire i posti messi a concorso, ma spesso ciò avviene con un abbassamento dei criteri selettivi, compromettendo inevitabilmente la qualità complessiva del personale. Questa dinamica non è nuova né isolata. Già nel 2019, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone segnalava una tendenza preoccupante, affermando che:“Esaminando i dati del reclutamento, si constata che dal 2013, a fronte di un numero pressoché costante di domande presentate per la partecipazione ai concorsi VFP1, si assiste a un aumento della mancata presentazione degli aspiranti presso i centri di selezione, che nel 2017 ha raggiunto la percentuale del 59% dei convocati.”
    In altre parole, più della metà dei giovani che presentano domanda non si presentano nemmeno alla prima prova, segno evidente di una mancanza di consapevolezza e maturità rispetto al percorso intrapreso. A distanza di anni, la situazione non è migliorata, confermando che l’arruolamento precoce, lungi dall’essere una soluzione, è parte del problema. 
  5. Perdita di risorse umane valide: Le attuali soglie anagrafiche escludono automaticamente adulti che hanno concluso percorsi universitari, svolto esperienze lavorative rilevanti o semplicemente maturato più tardi la volontà di intraprendere una carriera al servizio del Paese. La nostra proposta: Innalzare i limiti di età minimi e massimi per l’accesso alle selezioni delle Forze Armate e Forze di Polizia, portandoli almeno a 32-35 anni per i civili e a 35-40 anni per chi ha già prestato servizio nelle Forze Armate. Istituire un periodo di sperimentazione di 5 anni, durante il quale questi nuovi limiti potranno essere testati, valutando l’efficacia dei candidati selezionati sulla base di parametri oggettivi: rendimento in formazione, performance operativa, tenuta psicologica, capacità relazionali. Conclusione Chiediamo che questa proposta venga presa in seria considerazione non solo come una misura di giustizia e razionalità, ma anche come un investimento nella qualità e nella professionalità delle nostre Forze Armate e di Polizia. Le attuali norme escludono, in modo arbitrario, cittadini pienamente idonei a ricoprire ruoli di grande responsabilità, tradendo i principi della nostra Costituzione e compromettendo l’efficienza del sistema di sicurezza nazionale.

FIRMA ANCHE TU per chiedere un cambiamento giusto, sensato e urgente.

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Giuseppe Sansone e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Al Ministro della Difesa, Al Ministro dell’Interno, Alle Commissioni Parlamentari competenti.

 

I sottoscritti cittadini firmatari della presente petizione chiedono un intervento urgente e concreto volto alla revisione dei limiti d’età per l’accesso alle Forze Armate e alle Forze di Polizia. Attualmente, i limiti fissati a 24 o 26 anni non compiuti risultano obsoleti, discriminatori e scollegati dalla realtà sociale, formativa e professionale odierna. Tali soglie impediscono a molti cittadini pienamente qualificati, motivati e maturi di concorrere per servire lo Stato.

Perché questi limiti sono sbagliati e ingiusti?

 

  1. Violazione dei principi costituzionali: L’attuale normativa si pone in contrasto con diversi articoli fondamentali della Costituzione Italiana: Articolo 3, che sancisce il principio di uguaglianza, vietando ogni forma di discriminazione arbitraria. Stabilire limiti d’età rigidi ed escludenti equivale a discriminare cittadini sulla base di un dato anagrafico, senza valutare merito, capacità ed esperienza. Articolo 4, che riconosce il diritto al lavoro a tutti i cittadini e promuove le condizioni che rendano effettivo tale diritto. L’accesso alle carriere pubbliche, come quella militare o nella pubblica sicurezza, non può essere precluso arbitrariamente a chi è in grado di svolgerle con onore e competenza. Articolo 52, che stabilisce il dovere e il diritto di difendere la Patria. L’attuale normativa limita tale diritto a una ristretta fascia d’età, escludendo tanti cittadini volenterosi e idonei a prestare servizio per la difesa dello Stato.
  2. Confronto europeo: In molti Paesi dell’Unione Europea i limiti sono più alti – arrivando spesso a 30, 35 e in alcuni casi anche oltre – riconoscendo che l’esperienza di vita, il percorso di studi e la maturità personale sono valori aggiunti fondamentali per chi ambisce a ruoli di grande responsabilità come quelli nelle forze dell’ordine. 
  3. Assurdità dell’arruolamento precoce: Permettere l’arruolamento di ragazzi di 17 anni senza diploma e di giovani tra i 18 e i 22 anni, spesso ancora in cerca di un’identità formativa o professionale, espone le istituzioni a rischi concreti. Ragazzi così giovani possono non essere ancora pronti per affrontare la pressione psicofisica, l'equilibrio emotivo e la consapevolezza etica richiesti da incarichi così delicati.
  4. I dati relativi alla partecipazione ai concorsi pubblici parlano chiaro: all’ultimo concorso del 2024 per 1.050 posti nell’Aeronautica Militare, a fronte di 7.922 domande presentate e la convocazione di tutti i candidati, solo 2.132 hanno effettivamente sostenuto le prove concorsuali. Di questi, meno della metà sono risultati idonei e, dopo la fase di formazione e addestramento, il numero di Volontari in Ferma Iniziale (VFI) impiegati nei Reparti è stato inferiore alle previsioni del bando. In alcune categorie si riesce ancora a coprire i posti messi a concorso, ma spesso ciò avviene con un abbassamento dei criteri selettivi, compromettendo inevitabilmente la qualità complessiva del personale. Questa dinamica non è nuova né isolata. Già nel 2019, l’Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone segnalava una tendenza preoccupante, affermando che:“Esaminando i dati del reclutamento, si constata che dal 2013, a fronte di un numero pressoché costante di domande presentate per la partecipazione ai concorsi VFP1, si assiste a un aumento della mancata presentazione degli aspiranti presso i centri di selezione, che nel 2017 ha raggiunto la percentuale del 59% dei convocati.”
    In altre parole, più della metà dei giovani che presentano domanda non si presentano nemmeno alla prima prova, segno evidente di una mancanza di consapevolezza e maturità rispetto al percorso intrapreso. A distanza di anni, la situazione non è migliorata, confermando che l’arruolamento precoce, lungi dall’essere una soluzione, è parte del problema. 
  5. Perdita di risorse umane valide: Le attuali soglie anagrafiche escludono automaticamente adulti che hanno concluso percorsi universitari, svolto esperienze lavorative rilevanti o semplicemente maturato più tardi la volontà di intraprendere una carriera al servizio del Paese. La nostra proposta: Innalzare i limiti di età minimi e massimi per l’accesso alle selezioni delle Forze Armate e Forze di Polizia, portandoli almeno a 32-35 anni per i civili e a 35-40 anni per chi ha già prestato servizio nelle Forze Armate. Istituire un periodo di sperimentazione di 5 anni, durante il quale questi nuovi limiti potranno essere testati, valutando l’efficacia dei candidati selezionati sulla base di parametri oggettivi: rendimento in formazione, performance operativa, tenuta psicologica, capacità relazionali. Conclusione Chiediamo che questa proposta venga presa in seria considerazione non solo come una misura di giustizia e razionalità, ma anche come un investimento nella qualità e nella professionalità delle nostre Forze Armate e di Polizia. Le attuali norme escludono, in modo arbitrario, cittadini pienamente idonei a ricoprire ruoli di grande responsabilità, tradendo i principi della nostra Costituzione e compromettendo l’efficienza del sistema di sicurezza nazionale.

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I decisori

Carlo Nordio
Ministro della Giustizia
Giorgia Meloni
Presidente di Fratelli d'Italia
Sergio Mattarella
Presidente della Repubblica Italiana
Nicola Molteni
Nicola Molteni
Guido Crosetto
Guido Crosetto
Ministro della Difesa

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Petizione creata in data 29 febbraio 2024