In difesa di Francesca Albanese: chiediamo un’azione disciplinare contro Maurizio Molinari

Il problema

A seguito della pubblicazione della sua ultima relazione ufficiale all’ONU, la relatrice speciale per i Territori Palestinesi Occupati, Francesca Albanese, è stata oggetto di un attacco mediatico da parte del giornalista Maurizio Molinari.  

Nel suo report presentato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Albanese analizza e documenta elementi che, sulla base del diritto internazionale umanitario e della Convenzione per la prevenzione del genocidio, suggeriscono la possibile commissione di atti di genocidio da parte dello Stato di Israele nella Striscia di Gaza.

La relazione si fonda su prove documentali, testimonianze dirette, dati ufficiali e giurisprudenza internazionale, e ha ricevuto ampio riconoscimento da parte della comunità accademica e giuridica per il suo rigore metodologico e la coerenza con i principi del diritto internazionale.

Una parte centrale del report è la denuncia del coinvolgimento di numerose aziende e attori economici che coinvolti in quella che viene definita “economia del genocidio”  

🔴  Dichiarazioni da noi contestate

In risposta a questo lavoro, Maurizio Molinari ha pubblicamente affermato che:

  • Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, avrebbe definito Francesca Albanese “una persona orribile”;
  • Francesca Albanese sarebbe “pagata da Hamas”


🔴 Queste dichiarazioni sono prive di fondamento:

-Non esistono fonti ufficiali né prove che Guterres abbia mai pronunciato tali parole;

-L’unica “accusa” di presunti fondi da ambienti filo-Hamas proviene da una ONG politicamente schierata (UN Watch), senza riscontri né verifiche indipendenti.

 

📜 Tali affermazioni violano l’art. 2 del Testo unico dei doveri del giornalista, che impone:

  • il dovere di verità,
  • l’obbligo di verifica delle fonti, 
  • il rispetto dei fatti.


Si tratta di un attacco ad una relatrice delle Nazioni Unite autrice di un report scientificamente accurato, fondato sul diritto internazionale umanitario e sui diritti umani.

⚠️ Questo crea un precedente giornalistico pericoloso:

normalizza questo tipo di comportamento nei confronti di chi denuncia crimini documentati e mina la fiducia pubblica nel giornalismo come funzione democratica.

 

Cosa chiediamo:

 

✅ che il Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti si esprima pubblicamente e in tempi rapidi su questa violazione;

✅ che venga valutata la radiazione di Maurizio Molinari dall’Albo dei Giornalisti, in quanto misura proporzionata alla gravità dell’episodio, aggravata dalla sua risonanza pubblica e dalla posizione di rilievo ricoperta dal giornalista.


🖊️ Firma anche tu per difendere:

  • l’etica del giornalismo,
  • la dignità delle istituzioni internazionali,
  • il diritto all’informazione corretta e documentata.

 


Foto: © United Nations / media.un.org

La presente petizione è redatta in buona fede, con intento civile e documentato, ai sensi dell’art. 21 della Costituzione Italiana e dell’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nell’ambito del diritto alla libertà di espressione, critica e partecipazione civica. Tutte le affermazioni sono basate su fonti pubbliche e verificabili. Non si intende attribuire reati, offendere l’onore o la reputazione di alcuno, ma sollecitare un’azione disciplinare da parte dell’ente competente in merito a dichiarazioni di rilevanza pubblica.

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Antonio MagliarellaPromotore della petizione

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Il problema

A seguito della pubblicazione della sua ultima relazione ufficiale all’ONU, la relatrice speciale per i Territori Palestinesi Occupati, Francesca Albanese, è stata oggetto di un attacco mediatico da parte del giornalista Maurizio Molinari.  

Nel suo report presentato al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Albanese analizza e documenta elementi che, sulla base del diritto internazionale umanitario e della Convenzione per la prevenzione del genocidio, suggeriscono la possibile commissione di atti di genocidio da parte dello Stato di Israele nella Striscia di Gaza.

La relazione si fonda su prove documentali, testimonianze dirette, dati ufficiali e giurisprudenza internazionale, e ha ricevuto ampio riconoscimento da parte della comunità accademica e giuridica per il suo rigore metodologico e la coerenza con i principi del diritto internazionale.

Una parte centrale del report è la denuncia del coinvolgimento di numerose aziende e attori economici che coinvolti in quella che viene definita “economia del genocidio”  

🔴  Dichiarazioni da noi contestate

In risposta a questo lavoro, Maurizio Molinari ha pubblicamente affermato che:

  • Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, avrebbe definito Francesca Albanese “una persona orribile”;
  • Francesca Albanese sarebbe “pagata da Hamas”


🔴 Queste dichiarazioni sono prive di fondamento:

-Non esistono fonti ufficiali né prove che Guterres abbia mai pronunciato tali parole;

-L’unica “accusa” di presunti fondi da ambienti filo-Hamas proviene da una ONG politicamente schierata (UN Watch), senza riscontri né verifiche indipendenti.

 

📜 Tali affermazioni violano l’art. 2 del Testo unico dei doveri del giornalista, che impone:

  • il dovere di verità,
  • l’obbligo di verifica delle fonti, 
  • il rispetto dei fatti.


Si tratta di un attacco ad una relatrice delle Nazioni Unite autrice di un report scientificamente accurato, fondato sul diritto internazionale umanitario e sui diritti umani.

⚠️ Questo crea un precedente giornalistico pericoloso:

normalizza questo tipo di comportamento nei confronti di chi denuncia crimini documentati e mina la fiducia pubblica nel giornalismo come funzione democratica.

 

Cosa chiediamo:

 

✅ che il Consiglio di Disciplina dell’Ordine dei Giornalisti si esprima pubblicamente e in tempi rapidi su questa violazione;

✅ che venga valutata la radiazione di Maurizio Molinari dall’Albo dei Giornalisti, in quanto misura proporzionata alla gravità dell’episodio, aggravata dalla sua risonanza pubblica e dalla posizione di rilievo ricoperta dal giornalista.


🖊️ Firma anche tu per difendere:

  • l’etica del giornalismo,
  • la dignità delle istituzioni internazionali,
  • il diritto all’informazione corretta e documentata.

 


Foto: © United Nations / media.un.org

La presente petizione è redatta in buona fede, con intento civile e documentato, ai sensi dell’art. 21 della Costituzione Italiana e dell’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nell’ambito del diritto alla libertà di espressione, critica e partecipazione civica. Tutte le affermazioni sono basate su fonti pubbliche e verificabili. Non si intende attribuire reati, offendere l’onore o la reputazione di alcuno, ma sollecitare un’azione disciplinare da parte dell’ente competente in merito a dichiarazioni di rilevanza pubblica.

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Antonio MagliarellaPromotore della petizione

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