In difesa della Valle del Morello e Lago Stelo nel cuore della Sicilia


In difesa della Valle del Morello e Lago Stelo nel cuore della Sicilia
Il problema
La Valle del Morello, il Geosito di Monte Gaspa con lasua necropoli di età romana e il Geosito dell'ex Lago Stelo, territori di grande pregio paesaggistico, archeologico, naturalistico, storico e agricolo in provincia di Enna, tra i comuni di Villarosa, Calascibetta ed Enna, rischiano di subire uno sfregio e stravolgimento a causa del progetto "VILLAROSA - Progetto di impianto di accumulo elettrico" da parte di Edison S.p.a. in collaborazionecon Webuild.
L'intervento comprende:
- Un enorme serbatoio in cemento armato, con mura alte fino a 24 metri e larghe 6 metri, che occuperà l'area dell'ex Lago Stelo con un diametro di 1,6 km;
- Uno scavo massiccio con frese meccanichedel diametro di 7 metri (TBM) attraverso Monte Gaspa, sottostante l'ex Lago Stelo, fino raggiungere la centrale di accumulo elettrico sotteranea vera e propria. L'acqua della diga Morello verrà pompata verso l'alto attraverso delle gallerie ipogee e verrà poi reimmessa nell'invaso, attraversando la montagna tramite un'infrastruttura invasiva.
L'area interessata, caratterizzata da una forte fragilità idrogeologica (frane e voragini), da un'elevata biodiversità e da un inestimabile patrimonio culturale, sarà irrimediabilmente compromessa. Diverse famiglie e piccole imprese agricole vedranno il loro futuro messo a rischio, a causa di espropri forzati e del profondo impatto ambientale di questa opera.
La realizzazione del progetto accelererebbe lo spopolamento di un territorio già duramente colpito da anni di abbandono che hanno trasformato l'entroterra siciliano in un luogo sempre più inospitale. Le istituzioni, che dovrebbero tutelare il patrimonio collettivo, sembrano invece favorire interventi distruttivi in nome di un presunto sviluppo energetico, senza considerare le esigenze e i diritti delle comunità locali.
Il neonato Comitato IN DIFESA DELLA VALLE DEL MORELLO E LAGO STELO invierà presto la seguente lettera aperta a tutte le istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, e chiede il supporto della cittadinanza attraverso l'adesione con l'apposizione della propria firma. Il comitato intende promuovere iniziative per tutelare l'area e i suoi abitanti dagli stravolgimenti che il progetto "VILLAROSA" porterebbe sia durante la fase di realizzazione dell'opera (cantiere di almeno cinque anni), che successivamente con l'entrata in funzione dell'impianto di accumulo idroelettrico.
--
Lettera aperta
"Signor Presidente della Repubblica Italiana, Signor Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Signor Commissario Europeo per l'Ambiente, Signor Presidente della Regione Siciliana, Signor Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, Signori Assessori Regionali all’Ambiente ed ai Beni Culturali, Onorevoli Deputati Nazionali, Onorevoli Deputati Regionali della deputazione ennese, Signori Sindaci di Calascibetta, Villarosa ed Enna, Signori Presidenti dei Consigli Comunali di Calascibetta, Villarosa ed Enna.
Con la presente i sottoscritti cittadini fanno voti presso le Loro persone affinché venga scongiurata la prosecuzione degli studi atti alla realizzazione del progetto denominato “Villarosa”, ricadente nei comuni siciliani di Calascibetta, Villarosa ed Enna.
Tale progetto, presentato dalla Edison S.p.A con nota acquisita al prot. MASE n° 173277 del 27 ottobre 2023 per l’istanza di autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio, ai sensi del D.Lgs. 387/2003, dell’impianto di accumulo idroelettrico denominato “VILLAROSA – Progetto di Impianto di Accumulo Idroelettrico”, sito nei comuni di Villarosa (EN), Calascibetta (EN) ed Enna (EN), e delle relative opere di connessione alla RTN e infrastrutture indispensabili all’esercizio dell’impianto, chiedendo altresì con la medesima ai sensi del D.P.R. n° 3278 dell’8 giugno 2001, l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio con accertamento della conformità urbanistica e dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
La accorata richiesta dei cittadini prende le mosse dalla constatazione di come la progettualità summenzionata non abbia minimamente tenuto conto dei valori paesaggistici, naturalistici, geologici, archeologici e storici dell’area che verrebbe investita dalle infrastrutture con un risultato di altissimo degrado e con la definitiva perdita degli stessi valori.
Si fa in tal senso notare come sebbene la provincia di Enna non sia ancora definitivamente dotata di un Piano Paesaggistico il cui iter è alle ultime fasi, l’intera area in cui ricade il progetto è interessata da porzioni di vincolo sia di carattere paesaggistico, come di carattere archeologico, sia stata designata come “area di interesse archeologico” dalla Soprintendenza ai BB CC ed AA di Enna e sia, per intero, parte del territorio del Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark, facente parte della Rete Internazionale dei Geopark dell’UNESCO dal novembre del 2015 con provvedimento della Assemblea Plenaria dell’UNESCO.
Tale provvedimento viene frettolosamente citato solo in una delle svariate relazioni presentate in allegato alla documentazione progettuale. Sono inoltre state del tutto sottaciute le svariate presenze archeologiche conosciute alla disciplina e oggetto di svariate pubblicazioni scientifiche e divulgative.
L’area fu poi oggetto di ben due costosi progetti finanziati a valere sui fondi UE destinati al PIT 11 uno dedicato alla ricerca archeologica nell’intera vallata del Morello e delle colline circostanti e tributarie e l’altro per la creazione di un’Oasi Naturalistica che andava dal ponte della SS 290 sul Morello sino allo sbarramento artificiale della diga Ferrara, appare così estremamente schizofrenica la visione dei modelli di sviluppo messi in atto nei due comuni improntati evidentemente in maniera esclusiva alla spesa infruttuosa dei fondi europei e nazionali.
Le documentazioni fornite non contemplano, altresì, alcuna spiegazione circa gli effetti che l’enorme infrastruttura avrebbe sia sul vasto acquifero che è di fondamentale importanza per l’approvvigionamento delle utenze villarosane e delle aziende dell’area, sia delle acque oggi invasate nella diga Ferrara Morello che, di certo, potrebbero avere grande importanza nella programmazione di una Sicilia capace di adattarsi all’incipiente cambiamento climatico che così tanta sofferenza ha già comportato e comporta a questa parte dell’isola.
Il progetto, mai concertato con le popolazioni residenti, contravvenendo così ai principi fondamentali della democrazia, si profila così come un devastante e tombale rifiuto di quella visione sostenibile e condivisa che territori fragili hanno da tempo presa quale unica strada per risorgere.
In ultimo ma con non minore importanza, si fa appello alle autorità in indirizzo anche in ragione dell’effetto che la sciagurata opera avrebbe su decine e decine di aziende dedite ad una agricoltura di pregio, non di rado condotte da madri e padri di famiglia che nel tempo si sono anche esposti economicamente per garantire la produttività delle aziende stesse impegnandosi anche con prestiti, esposizioni e fideiussioni i cui destini sarebbero di certo nocumento laddove le tenute dovessero essere oggetto di esproprio.
Insomma una sciagura che questo territorio non merita e che ad oggi appare come l’ennesima, inaccettabile ingerenza sulle scelte del territorio.
I sottoscritti cittadini, ovviamente, adiranno ad ogni possibile sede giudiziale per scongiurare l’orrendo gioco."
Lettera redatta da Giuseppe Maria Amato
PRIMI FIRMATARI
Giovanni Luca Rosso
Giovanni Rabiolo
Giovanna Basile
Enzo Savio Savarino
Massimiliano Germano
Angelo Barberi
Arturo Giunta
Lucia Di Cara
Piero Consentino
Maria Silvia Turco
Maurizio Nicastro
Alberto Rabiolo
Fabrizio Contino
Michele Di Leonardo
Salvatore Leonardo
Agata Piera Rabiolo
Graziella Marasà
Mario Margani
Pietro Petralia
Hisn al-Giran Associazione Culturale
SiciliAntica Associazione Culturale
Legambiente Enna - Circolo degli Erei
Garage Arts Platform Enna
1701
Il problema
La Valle del Morello, il Geosito di Monte Gaspa con lasua necropoli di età romana e il Geosito dell'ex Lago Stelo, territori di grande pregio paesaggistico, archeologico, naturalistico, storico e agricolo in provincia di Enna, tra i comuni di Villarosa, Calascibetta ed Enna, rischiano di subire uno sfregio e stravolgimento a causa del progetto "VILLAROSA - Progetto di impianto di accumulo elettrico" da parte di Edison S.p.a. in collaborazionecon Webuild.
L'intervento comprende:
- Un enorme serbatoio in cemento armato, con mura alte fino a 24 metri e larghe 6 metri, che occuperà l'area dell'ex Lago Stelo con un diametro di 1,6 km;
- Uno scavo massiccio con frese meccanichedel diametro di 7 metri (TBM) attraverso Monte Gaspa, sottostante l'ex Lago Stelo, fino raggiungere la centrale di accumulo elettrico sotteranea vera e propria. L'acqua della diga Morello verrà pompata verso l'alto attraverso delle gallerie ipogee e verrà poi reimmessa nell'invaso, attraversando la montagna tramite un'infrastruttura invasiva.
L'area interessata, caratterizzata da una forte fragilità idrogeologica (frane e voragini), da un'elevata biodiversità e da un inestimabile patrimonio culturale, sarà irrimediabilmente compromessa. Diverse famiglie e piccole imprese agricole vedranno il loro futuro messo a rischio, a causa di espropri forzati e del profondo impatto ambientale di questa opera.
La realizzazione del progetto accelererebbe lo spopolamento di un territorio già duramente colpito da anni di abbandono che hanno trasformato l'entroterra siciliano in un luogo sempre più inospitale. Le istituzioni, che dovrebbero tutelare il patrimonio collettivo, sembrano invece favorire interventi distruttivi in nome di un presunto sviluppo energetico, senza considerare le esigenze e i diritti delle comunità locali.
Il neonato Comitato IN DIFESA DELLA VALLE DEL MORELLO E LAGO STELO invierà presto la seguente lettera aperta a tutte le istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, e chiede il supporto della cittadinanza attraverso l'adesione con l'apposizione della propria firma. Il comitato intende promuovere iniziative per tutelare l'area e i suoi abitanti dagli stravolgimenti che il progetto "VILLAROSA" porterebbe sia durante la fase di realizzazione dell'opera (cantiere di almeno cinque anni), che successivamente con l'entrata in funzione dell'impianto di accumulo idroelettrico.
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Lettera aperta
"Signor Presidente della Repubblica Italiana, Signor Ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Signor Commissario Europeo per l'Ambiente, Signor Presidente della Regione Siciliana, Signor Presidente dell’Assemblea regionale Siciliana, Signori Assessori Regionali all’Ambiente ed ai Beni Culturali, Onorevoli Deputati Nazionali, Onorevoli Deputati Regionali della deputazione ennese, Signori Sindaci di Calascibetta, Villarosa ed Enna, Signori Presidenti dei Consigli Comunali di Calascibetta, Villarosa ed Enna.
Con la presente i sottoscritti cittadini fanno voti presso le Loro persone affinché venga scongiurata la prosecuzione degli studi atti alla realizzazione del progetto denominato “Villarosa”, ricadente nei comuni siciliani di Calascibetta, Villarosa ed Enna.
Tale progetto, presentato dalla Edison S.p.A con nota acquisita al prot. MASE n° 173277 del 27 ottobre 2023 per l’istanza di autorizzazione alla costruzione ed all’esercizio, ai sensi del D.Lgs. 387/2003, dell’impianto di accumulo idroelettrico denominato “VILLAROSA – Progetto di Impianto di Accumulo Idroelettrico”, sito nei comuni di Villarosa (EN), Calascibetta (EN) ed Enna (EN), e delle relative opere di connessione alla RTN e infrastrutture indispensabili all’esercizio dell’impianto, chiedendo altresì con la medesima ai sensi del D.P.R. n° 3278 dell’8 giugno 2001, l’apposizione del vincolo preordinato all’esproprio con accertamento della conformità urbanistica e dichiarazione di pubblica utilità dell’opera.
La accorata richiesta dei cittadini prende le mosse dalla constatazione di come la progettualità summenzionata non abbia minimamente tenuto conto dei valori paesaggistici, naturalistici, geologici, archeologici e storici dell’area che verrebbe investita dalle infrastrutture con un risultato di altissimo degrado e con la definitiva perdita degli stessi valori.
Si fa in tal senso notare come sebbene la provincia di Enna non sia ancora definitivamente dotata di un Piano Paesaggistico il cui iter è alle ultime fasi, l’intera area in cui ricade il progetto è interessata da porzioni di vincolo sia di carattere paesaggistico, come di carattere archeologico, sia stata designata come “area di interesse archeologico” dalla Soprintendenza ai BB CC ed AA di Enna e sia, per intero, parte del territorio del Rocca di Cerere UNESCO Global Geopark, facente parte della Rete Internazionale dei Geopark dell’UNESCO dal novembre del 2015 con provvedimento della Assemblea Plenaria dell’UNESCO.
Tale provvedimento viene frettolosamente citato solo in una delle svariate relazioni presentate in allegato alla documentazione progettuale. Sono inoltre state del tutto sottaciute le svariate presenze archeologiche conosciute alla disciplina e oggetto di svariate pubblicazioni scientifiche e divulgative.
L’area fu poi oggetto di ben due costosi progetti finanziati a valere sui fondi UE destinati al PIT 11 uno dedicato alla ricerca archeologica nell’intera vallata del Morello e delle colline circostanti e tributarie e l’altro per la creazione di un’Oasi Naturalistica che andava dal ponte della SS 290 sul Morello sino allo sbarramento artificiale della diga Ferrara, appare così estremamente schizofrenica la visione dei modelli di sviluppo messi in atto nei due comuni improntati evidentemente in maniera esclusiva alla spesa infruttuosa dei fondi europei e nazionali.
Le documentazioni fornite non contemplano, altresì, alcuna spiegazione circa gli effetti che l’enorme infrastruttura avrebbe sia sul vasto acquifero che è di fondamentale importanza per l’approvvigionamento delle utenze villarosane e delle aziende dell’area, sia delle acque oggi invasate nella diga Ferrara Morello che, di certo, potrebbero avere grande importanza nella programmazione di una Sicilia capace di adattarsi all’incipiente cambiamento climatico che così tanta sofferenza ha già comportato e comporta a questa parte dell’isola.
Il progetto, mai concertato con le popolazioni residenti, contravvenendo così ai principi fondamentali della democrazia, si profila così come un devastante e tombale rifiuto di quella visione sostenibile e condivisa che territori fragili hanno da tempo presa quale unica strada per risorgere.
In ultimo ma con non minore importanza, si fa appello alle autorità in indirizzo anche in ragione dell’effetto che la sciagurata opera avrebbe su decine e decine di aziende dedite ad una agricoltura di pregio, non di rado condotte da madri e padri di famiglia che nel tempo si sono anche esposti economicamente per garantire la produttività delle aziende stesse impegnandosi anche con prestiti, esposizioni e fideiussioni i cui destini sarebbero di certo nocumento laddove le tenute dovessero essere oggetto di esproprio.
Insomma una sciagura che questo territorio non merita e che ad oggi appare come l’ennesima, inaccettabile ingerenza sulle scelte del territorio.
I sottoscritti cittadini, ovviamente, adiranno ad ogni possibile sede giudiziale per scongiurare l’orrendo gioco."
Lettera redatta da Giuseppe Maria Amato
PRIMI FIRMATARI
Giovanni Luca Rosso
Giovanni Rabiolo
Giovanna Basile
Enzo Savio Savarino
Massimiliano Germano
Angelo Barberi
Arturo Giunta
Lucia Di Cara
Piero Consentino
Maria Silvia Turco
Maurizio Nicastro
Alberto Rabiolo
Fabrizio Contino
Michele Di Leonardo
Salvatore Leonardo
Agata Piera Rabiolo
Graziella Marasà
Mario Margani
Pietro Petralia
Hisn al-Giran Associazione Culturale
SiciliAntica Associazione Culturale
Legambiente Enna - Circolo degli Erei
Garage Arts Platform Enna
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Petizione creata in data 20 dicembre 2024