IL RUOLO DEL DOCENTE OGGI

Firmatari recenti
Thomas Paolani e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

Cari colleghi dell’Istituto Einaudi-Chiodo,
vi scriviamo con il cuore pesante, profondamente colpiti dall’immane tragedia che ha sconvolto la vostra comunità scolastica. Sentiamo forte il dovere etico e professionale di non lasciarvi soli: la vostra ferita è anche la nostra, perché riguarda l’intera scuola italiana.

Conosciamo bene la fatica di chi opera quotidianamente in prima linea. Le nostre classi sono sempre più spesso luoghi complessi, in cui fragilità personali, disagio emotivo e problemi comportamentali si intrecciano in modo profondo. Ci confrontiamo con famiglie che, come noi, faticano ad affrontare la complessità del compito educativo; troppo spesso, però, i docenti vengono lasciati soli a gestire dinamiche che vanno ben oltre la didattica e le proprie competenze professionali.

In un contesto sociale attraversato dalla violenza e dalla perdita di riferimenti, l’educazione all’empatia e alla responsabilità è fondamentale, ma il lavoro in aula non può bastare se le istituzioni non fanno realmente sistema. È troppo semplice colpevolizzare la scuola invece di affrontare collegialmente una vera emergenza educativa.

Servono risposte concrete: psicologi in pianta stabile, risorse reali per l’inclusione, investimenti sul personale e la fine dei tagli. La scuola deve tornare a essere un bene comune e un investimento vitale per il futuro della società.

Vi abbracciamo con sincera vicinanza, uniti nella difesa della dignità del nostro lavoro e della nostra missione educativa.

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Federica TrigliaPromotore della petizione

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Cari colleghi dell’Istituto Einaudi-Chiodo,
vi scriviamo con il cuore pesante, profondamente colpiti dall’immane tragedia che ha sconvolto la vostra comunità scolastica. Sentiamo forte il dovere etico e professionale di non lasciarvi soli: la vostra ferita è anche la nostra, perché riguarda l’intera scuola italiana.

Conosciamo bene la fatica di chi opera quotidianamente in prima linea. Le nostre classi sono sempre più spesso luoghi complessi, in cui fragilità personali, disagio emotivo e problemi comportamentali si intrecciano in modo profondo. Ci confrontiamo con famiglie che, come noi, faticano ad affrontare la complessità del compito educativo; troppo spesso, però, i docenti vengono lasciati soli a gestire dinamiche che vanno ben oltre la didattica e le proprie competenze professionali.

In un contesto sociale attraversato dalla violenza e dalla perdita di riferimenti, l’educazione all’empatia e alla responsabilità è fondamentale, ma il lavoro in aula non può bastare se le istituzioni non fanno realmente sistema. È troppo semplice colpevolizzare la scuola invece di affrontare collegialmente una vera emergenza educativa.

Servono risposte concrete: psicologi in pianta stabile, risorse reali per l’inclusione, investimenti sul personale e la fine dei tagli. La scuola deve tornare a essere un bene comune e un investimento vitale per il futuro della società.

Vi abbracciamo con sincera vicinanza, uniti nella difesa della dignità del nostro lavoro e della nostra missione educativa.

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Petizione creata in data 19 gennaio 2026