Il popolo non vuole la guerra atomica
Il popolo non vuole la guerra atomica
Il problema
Oggetto: Appello al governo – fermare l'invio di armi all'Ucraina. Il popolo non vuole la guerra atomica
Al Presidente del Consiglio,
Al Ministro della Difesa,
Al Parlamento italiano,
io, cittadino italiano, pacifista, vi scrivo non per odio verso l'Ucraina né per simpatia verso la Russia, ma per amore della Costituzione italiana e della vita del mio popolo.
L'articolo 11 della nostra Costituzione recita:
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"
E l'articolo 52 afferma:
"La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino"
Voi, governo, citate spesso questo secondo articolo per giustificare l'invio di armi. Ma vi sfido a spiegare al popolo italiano: difendere la Patria significa forse mandare i nostri figli a morire in una guerra nucleare per confini che non sono i nostri? Difendere la Patria significa forse trasformare l'Italia in obiettivo militare per rappresaglie atomiche?
No. La vera difesa della Patria è impedire che la guerra arrivi sul nostro suolo. La vera difesa della Patria è rispettare l'articolo 11, che ripudia la guerra. La vera difesa della Patria è non consegnare i nostri giovani alla morte per interessi che non ci appartengono.
Voi dite di inviare armi per fermare l'aggressore. Ma il popolo italiano sa cosa significa oggi una guerra tra potenze nucleari. Sappiamo che la Russia possiede migliaia di testate atomiche. Sappiamo che la NATO, di cui facciamo parte, ne possiede altrettante. Sappiamo che ogni escalation avvicina il mondo a un conflitto dove le bombe atomiche non sono più una minaccia teorica, ma una possibilità concreta. Una guerra devastante, senza vincitori, con città ridotte in cenere e generazioni cancellate.
Il popolo italiano non vuole questa guerra. Lo dicono i sondaggi, lo dicono le piazze, lo dicono i milioni di cittadini che hanno manifestato per la pace. Noi, a differenza di chi ci governa, abbiamo ben chiaro che una guerra contro una potenza nucleare non si vince. Si sopravvive, e forse neppure.
E se l'Italia, attraverso l'invio di armi e componenti bellici, dovesse diventare parte belligerante in questo conflitto, allora la responsabilità ricadrà su di voi. Non potrete nascondervi dietro a "alleanze internazionali" o "ragioni di Stato". La storia insegna che i popoli, quando trascinati in guerre non volute, prima o poi si ribellano ai loro governanti.
Come avvenne a Norimberga, dove i responsabili dei crimini contro la pace e contro l'umanità furono chiamati a rispondere, così il popolo italiano chiederà giustizia. Chi decide la guerra risponderà della guerra. Non ci saranno scuse, non ci saranno amnistie.
E sappiate questo: ogni cittadino italiano che ama la propria patria, che ama la Costituzione, che ama la vita dei propri figli, scenderà in piazza. E se voi continuerete a spingere l'Italia dentro un conflitto nucleare, vi troverete a combattere su due fronti: quello esterno, che avete scelto voi, e quello interno, che avrete causato voi.
Vi conviene?
Vi conviene governare contro la volontà di un popolo che non vuole morire bruciato dal fuoco atomico? Vi conviene ignorare l'articolo 11 della Costituzione? Vi conviene stravolgere l'articolo 52, trasformando il "sacro dovere di difendere la Patria" in "sacro dovere di morire per una guerra altrui"? Vi conviene sperare che l'Italia non si svegli, come non si svegliò la Germania degli anni '30, finché era troppo tardi?
Noi siamo svegli. E non taceremo.
Perciò chiedo:
La sospensione immediata dell'invio di armi e componenti bellici italiani in Ucraina.
Un'iniziativa diplomatica italiana per un cessate il fuoco e trattative di pace, senza attendere che le potenze nucleari decidano per noi.
Che il Parlamento discuta pubblicamente il rischio atomico legato all'escalation.
La guerra si ferma solo se qualcuno ha il coraggio di dire basta. Noi italiani, che abbiamo conosciuto la guerra sulla nostra pelle nel 1943-1945, abbiamo il dovere di essere oggi la coscienza dell'Europa.
Non un missile in più. Non una morte in più. Non un passo verso l'abisso.
Con la forza della Costituzione e la fierezza di un popolo che non vuole morire per nessuna bandiera,
Un cittadino italiano che ama la patria e rifiuta la guerra

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Il problema
Oggetto: Appello al governo – fermare l'invio di armi all'Ucraina. Il popolo non vuole la guerra atomica
Al Presidente del Consiglio,
Al Ministro della Difesa,
Al Parlamento italiano,
io, cittadino italiano, pacifista, vi scrivo non per odio verso l'Ucraina né per simpatia verso la Russia, ma per amore della Costituzione italiana e della vita del mio popolo.
L'articolo 11 della nostra Costituzione recita:
"L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali"
E l'articolo 52 afferma:
"La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino"
Voi, governo, citate spesso questo secondo articolo per giustificare l'invio di armi. Ma vi sfido a spiegare al popolo italiano: difendere la Patria significa forse mandare i nostri figli a morire in una guerra nucleare per confini che non sono i nostri? Difendere la Patria significa forse trasformare l'Italia in obiettivo militare per rappresaglie atomiche?
No. La vera difesa della Patria è impedire che la guerra arrivi sul nostro suolo. La vera difesa della Patria è rispettare l'articolo 11, che ripudia la guerra. La vera difesa della Patria è non consegnare i nostri giovani alla morte per interessi che non ci appartengono.
Voi dite di inviare armi per fermare l'aggressore. Ma il popolo italiano sa cosa significa oggi una guerra tra potenze nucleari. Sappiamo che la Russia possiede migliaia di testate atomiche. Sappiamo che la NATO, di cui facciamo parte, ne possiede altrettante. Sappiamo che ogni escalation avvicina il mondo a un conflitto dove le bombe atomiche non sono più una minaccia teorica, ma una possibilità concreta. Una guerra devastante, senza vincitori, con città ridotte in cenere e generazioni cancellate.
Il popolo italiano non vuole questa guerra. Lo dicono i sondaggi, lo dicono le piazze, lo dicono i milioni di cittadini che hanno manifestato per la pace. Noi, a differenza di chi ci governa, abbiamo ben chiaro che una guerra contro una potenza nucleare non si vince. Si sopravvive, e forse neppure.
E se l'Italia, attraverso l'invio di armi e componenti bellici, dovesse diventare parte belligerante in questo conflitto, allora la responsabilità ricadrà su di voi. Non potrete nascondervi dietro a "alleanze internazionali" o "ragioni di Stato". La storia insegna che i popoli, quando trascinati in guerre non volute, prima o poi si ribellano ai loro governanti.
Come avvenne a Norimberga, dove i responsabili dei crimini contro la pace e contro l'umanità furono chiamati a rispondere, così il popolo italiano chiederà giustizia. Chi decide la guerra risponderà della guerra. Non ci saranno scuse, non ci saranno amnistie.
E sappiate questo: ogni cittadino italiano che ama la propria patria, che ama la Costituzione, che ama la vita dei propri figli, scenderà in piazza. E se voi continuerete a spingere l'Italia dentro un conflitto nucleare, vi troverete a combattere su due fronti: quello esterno, che avete scelto voi, e quello interno, che avrete causato voi.
Vi conviene?
Vi conviene governare contro la volontà di un popolo che non vuole morire bruciato dal fuoco atomico? Vi conviene ignorare l'articolo 11 della Costituzione? Vi conviene stravolgere l'articolo 52, trasformando il "sacro dovere di difendere la Patria" in "sacro dovere di morire per una guerra altrui"? Vi conviene sperare che l'Italia non si svegli, come non si svegliò la Germania degli anni '30, finché era troppo tardi?
Noi siamo svegli. E non taceremo.
Perciò chiedo:
La sospensione immediata dell'invio di armi e componenti bellici italiani in Ucraina.
Un'iniziativa diplomatica italiana per un cessate il fuoco e trattative di pace, senza attendere che le potenze nucleari decidano per noi.
Che il Parlamento discuta pubblicamente il rischio atomico legato all'escalation.
La guerra si ferma solo se qualcuno ha il coraggio di dire basta. Noi italiani, che abbiamo conosciuto la guerra sulla nostra pelle nel 1943-1945, abbiamo il dovere di essere oggi la coscienza dell'Europa.
Non un missile in più. Non una morte in più. Non un passo verso l'abisso.
Con la forza della Costituzione e la fierezza di un popolo che non vuole morire per nessuna bandiera,
Un cittadino italiano che ama la patria e rifiuta la guerra

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Petizione creata in data 27 maggio 2026