Il NO della Tuscia alle scorie

Firmatari recenti
Eleonora Vinci e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

PETIZIONE CONTRO L'IPOTESI CHE SIA COSTRUITA UN DEPOSITO NUCLEARE DI 95 MILA METRI CUBI DI SCORIE NUCLEARI NELLA TUSCIA

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica

Questi sono i punti con cui contestiamo l'ipotesi che la Tuscia possa essere come uno dei possibili siti del deposito di scorie nucleari

DIECI RAGIONI PER DIRE NO ALLE SCORIE NUCLEARI

• Il 25 febbraio migliaia di cittadini, i 60 sindaci della Tuscia, il Consiglio Provinciale e la Regione hanno protestato contro l’eventualità che 95 mila metri cubi di scorie nucleari finiscano nella nostra Provincia.

• La società Sogin – commissariata e sulla cui trasparenza è intervenuta più volte la stessa magistratura – nella selezione dei siti italiani per lo smaltimento delle scorie nucleari ha impiegato una metodologia vecchia, arbitraria e sbagliata.

• La proposta della Sogin di mescolare all’interno di un solo deposito scorie a bassa e media intensità con scorie ad alta pericolosità è inaccettabile e in contrasto con le norme vigenti.

• Non si è considerato il rischio grande di contaminazione in un territorio che ha già un alto grado di radioattività naturale e primo per incidenza dei tumori fra tutte le provincie del centro Italia. L’Ordine dei medici sostiene la incompatibilità del territorio viterbese con il deposito di scorie nucleari.

• Si è ignorata l’origine vulcanica, la ricchezza delle falde di superficie, la problematica sismica e la vicinanza ai centri abitati, tutti fattori che moltiplicano i rischi di contaminazione radioattiva provocati dall’insediamento di un sito di scorie nucleari.

• Non si è tenuto alcun conto della presenza di aree naturali, di siti archeologici, dell’agricoltura locale che da sempre costituisce un patrimonio di eccellenze.

• Nella provincia di Viterbo vi sono 5 Biodistretti, riconosciuti dalla legge regionale 11/2019, essi rappresentano la maggioranza dei Comuni. I distretti biologici hanno come missione la sostenibilità ambientale, la qualità della produzione e della vita sociale. Queste strategie ecosostenibili sono incompatibili con una discarica nucleare.

• La selezione dei siti è avvenuta senza il coinvolgimento delle comunità locali. La Tuscia ha presentato osservazioni critiche argomentate da accademici, ricercatori, produttori ed esperti. Non una è stata presa in considerazione.

• La discarica di scorie nucleari compromette la vocazione e il dinamismo sociale del viterbese, condanna la Tuscia all’assistenzialismo, alla regressione demografica e ad un futuro senza popolo. 

• Sarebbe ancora una volta una grande ingiustizia sociale nella nostra Italia, che si confermerebbe così divisa tra regioni e provincie destinate allo sviluppo economico e industriale, alla produzione di ricchezza e di reddito, e altre destinate a ospitare scorie radioattive, discariche e servitù.

L'ultima parola su una scelta che ipoteca il nostro futuro, delle nuove generazioni, della nostra terra, tocca ai Cittadini

 

Visita il nostro sito per restare sempre informato 

Biodistretto della Via Amerina e delle Forre 

avatar of the starter
Fondazione Biodistretto della Via Amerina e delle ForrePromotore della petizioneIl Biodistretto è un'area geografica i cui produttori biologici, i comuni e i cittadin* promuovono lo sviluppo sostenibile e agroecologico del territorio, la sostenibilità ambientale, l'economia circolare e il turismo sostenibile

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• Il 25 febbraio migliaia di cittadini, i 60 sindaci della Tuscia, il Consiglio Provinciale e la Regione hanno protestato contro l’eventualità che 95 mila metri cubi di scorie nucleari finiscano nella nostra Provincia.

• La società Sogin – commissariata e sulla cui trasparenza è intervenuta più volte la stessa magistratura – nella selezione dei siti italiani per lo smaltimento delle scorie nucleari ha impiegato una metodologia vecchia, arbitraria e sbagliata.

• La proposta della Sogin di mescolare all’interno di un solo deposito scorie a bassa e media intensità con scorie ad alta pericolosità è inaccettabile e in contrasto con le norme vigenti.

• Non si è considerato il rischio grande di contaminazione in un territorio che ha già un alto grado di radioattività naturale e primo per incidenza dei tumori fra tutte le provincie del centro Italia. L’Ordine dei medici sostiene la incompatibilità del territorio viterbese con il deposito di scorie nucleari.

• Si è ignorata l’origine vulcanica, la ricchezza delle falde di superficie, la problematica sismica e la vicinanza ai centri abitati, tutti fattori che moltiplicano i rischi di contaminazione radioattiva provocati dall’insediamento di un sito di scorie nucleari.

• Non si è tenuto alcun conto della presenza di aree naturali, di siti archeologici, dell’agricoltura locale che da sempre costituisce un patrimonio di eccellenze.

• Nella provincia di Viterbo vi sono 5 Biodistretti, riconosciuti dalla legge regionale 11/2019, essi rappresentano la maggioranza dei Comuni. I distretti biologici hanno come missione la sostenibilità ambientale, la qualità della produzione e della vita sociale. Queste strategie ecosostenibili sono incompatibili con una discarica nucleare.

• La selezione dei siti è avvenuta senza il coinvolgimento delle comunità locali. La Tuscia ha presentato osservazioni critiche argomentate da accademici, ricercatori, produttori ed esperti. Non una è stata presa in considerazione.

• La discarica di scorie nucleari compromette la vocazione e il dinamismo sociale del viterbese, condanna la Tuscia all’assistenzialismo, alla regressione demografica e ad un futuro senza popolo. 

• Sarebbe ancora una volta una grande ingiustizia sociale nella nostra Italia, che si confermerebbe così divisa tra regioni e provincie destinate allo sviluppo economico e industriale, alla produzione di ricchezza e di reddito, e altre destinate a ospitare scorie radioattive, discariche e servitù.

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Petizione creata in data 25 giugno 2025