Il mare non è una lavatrice


Il mare non è una lavatrice
Il problema
Stop ai detergenti inquinanti sulle imbarcazioni: chiediamo una legge nazionale e formazione obbligatoria nei corsi nautici la nostra petizione sarà indirizzata :
A: Ministero dell’Ambiente
Cc: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la Vigilanza sulle Autorità di Sistema Portuale, la Navigazione e il Trasporto Marittimo
FIRMA PER CHIEDERE CHE:
• venga vietato l’uso di detergenti non biodegradabili e tossici a bordo delle imbarcazioni da diporto (barche, yacht, mega yacht);
• venga introdotto un modulo ambientale obbligatorio nei corsi per il conseguimento, il rinnovo o l’estensione della patente nautica;
• vengano incentivati e promossi prodotti ecologici certificati specifici per la nautica;
• si definisca un quadro normativo nazionale uniforme, con controlli e sanzioni per chi inquina il mare durante le attività di pulizia a bordo.
PERCHÉ È IMPORTANTE
Ogni anno, migliaia di imbarcazioni rilasciano in mare detergenti tossici utilizzati per pulire ponti, bagni, cucine e motori. Questi prodotti, spesso schiumogeni e ricchi di fosfati o solventi, non vengono filtrati né raccolti, ma finiscono in mare durante i risciacqui, senza alcun sistema di contenimento o trattamento.
Basta osservare una scena comune: durante il lavaggio del ponte, si usa una semplice manichetta d’acqua per risciacquare i detergenti, che scorrono sul ponte e si riversano direttamente nel mare.
Il risultato? Microorganismi uccisi, habitat marini danneggiati, coste sempre più inquinate.
E mentre ai cittadini comuni si chiede attenzione e comportamenti sostenibili, le imbarcazioni da diporto di ogni dimensione — dalle piccole barche agli yacht fino ai mega yacht — continuano a essere gestite senza regole ambientali uniformi, contribuendo a un inquinamento invisibile ma costante.
EDUCARE CHI VA PER MARE: UN PASSO FONDAMENTALE
Oltre a una normativa nazionale, chiediamo l’introduzione di un modulo ambientale obbligatorio nei corsi e negli esami per la patente nautica, le abilitazioni al comando e i rinnovi.
Questo modulo dovrebbe includere:
• l’utilizzo corretto di detergenti ecologici certificati;
• la conoscenza delle conseguenze dell’inquinamento chimico causato dai prodotti per la pulizia a bordo;
• le buone pratiche per la tutela del mare durante la navigazione e le soste.
“Chi guida un mezzo in mare deve conoscere il mare. L’ignoranza non può più essere una scusa.”
DATI PREOCCUPANTI
• Il 20% dell’inquinamento marino nel Mediterraneo deriva da attività turistiche e diportistiche (fonte: UNEP).
• I detergenti chimici rilasciano microinquinanti che compromettono la biodiversità marina.
IN ITALIA NON ESISTE UNA LEGGE NAZIONALE
Attualmente, non esiste una normativa nazionale che regoli l’uso dei detergenti a bordo delle imbarcazioni.
Esistono solo regole locali, stabilite da singoli porti o autorità marittime, spesso diverse da zona a zona.
Questo vuoto normativo rende inefficace ogni reale tutela del mare: ciò che è vietato in un porto può essere consentito in un altro.
Il mare è uno solo. Le regole per proteggerlo dovrebbero esserlo anche.
IL MARE È UN BENE COMUNE. DIFENDIAMOLO.
L’inquinamento invisibile prodotto dai detergenti è trascurato e tollerato, ma ha effetti devastanti nel tempo. Se amiamo il mare, dobbiamo proteggerlo anche nei gesti più semplici.
"Il mare non è uno scarico. Proteggiamolo anche con i piccoli gesti."
FIRMA ORA questa petizione per chiedere un cambiamento concreto e giusto.
Ogni firma è un’onda che si alza contro l’indifferenza.
Grazie Associazione Ambientalista Frate Mare Ets.

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Il problema
Stop ai detergenti inquinanti sulle imbarcazioni: chiediamo una legge nazionale e formazione obbligatoria nei corsi nautici la nostra petizione sarà indirizzata :
A: Ministero dell’Ambiente
Cc: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Direzione Generale per la Vigilanza sulle Autorità di Sistema Portuale, la Navigazione e il Trasporto Marittimo
FIRMA PER CHIEDERE CHE:
• venga vietato l’uso di detergenti non biodegradabili e tossici a bordo delle imbarcazioni da diporto (barche, yacht, mega yacht);
• venga introdotto un modulo ambientale obbligatorio nei corsi per il conseguimento, il rinnovo o l’estensione della patente nautica;
• vengano incentivati e promossi prodotti ecologici certificati specifici per la nautica;
• si definisca un quadro normativo nazionale uniforme, con controlli e sanzioni per chi inquina il mare durante le attività di pulizia a bordo.
PERCHÉ È IMPORTANTE
Ogni anno, migliaia di imbarcazioni rilasciano in mare detergenti tossici utilizzati per pulire ponti, bagni, cucine e motori. Questi prodotti, spesso schiumogeni e ricchi di fosfati o solventi, non vengono filtrati né raccolti, ma finiscono in mare durante i risciacqui, senza alcun sistema di contenimento o trattamento.
Basta osservare una scena comune: durante il lavaggio del ponte, si usa una semplice manichetta d’acqua per risciacquare i detergenti, che scorrono sul ponte e si riversano direttamente nel mare.
Il risultato? Microorganismi uccisi, habitat marini danneggiati, coste sempre più inquinate.
E mentre ai cittadini comuni si chiede attenzione e comportamenti sostenibili, le imbarcazioni da diporto di ogni dimensione — dalle piccole barche agli yacht fino ai mega yacht — continuano a essere gestite senza regole ambientali uniformi, contribuendo a un inquinamento invisibile ma costante.
EDUCARE CHI VA PER MARE: UN PASSO FONDAMENTALE
Oltre a una normativa nazionale, chiediamo l’introduzione di un modulo ambientale obbligatorio nei corsi e negli esami per la patente nautica, le abilitazioni al comando e i rinnovi.
Questo modulo dovrebbe includere:
• l’utilizzo corretto di detergenti ecologici certificati;
• la conoscenza delle conseguenze dell’inquinamento chimico causato dai prodotti per la pulizia a bordo;
• le buone pratiche per la tutela del mare durante la navigazione e le soste.
“Chi guida un mezzo in mare deve conoscere il mare. L’ignoranza non può più essere una scusa.”
DATI PREOCCUPANTI
• Il 20% dell’inquinamento marino nel Mediterraneo deriva da attività turistiche e diportistiche (fonte: UNEP).
• I detergenti chimici rilasciano microinquinanti che compromettono la biodiversità marina.
IN ITALIA NON ESISTE UNA LEGGE NAZIONALE
Attualmente, non esiste una normativa nazionale che regoli l’uso dei detergenti a bordo delle imbarcazioni.
Esistono solo regole locali, stabilite da singoli porti o autorità marittime, spesso diverse da zona a zona.
Questo vuoto normativo rende inefficace ogni reale tutela del mare: ciò che è vietato in un porto può essere consentito in un altro.
Il mare è uno solo. Le regole per proteggerlo dovrebbero esserlo anche.
IL MARE È UN BENE COMUNE. DIFENDIAMOLO.
L’inquinamento invisibile prodotto dai detergenti è trascurato e tollerato, ma ha effetti devastanti nel tempo. Se amiamo il mare, dobbiamo proteggerlo anche nei gesti più semplici.
"Il mare non è uno scarico. Proteggiamolo anche con i piccoli gesti."
FIRMA ORA questa petizione per chiedere un cambiamento concreto e giusto.
Ogni firma è un’onda che si alza contro l’indifferenza.
Grazie Associazione Ambientalista Frate Mare Ets.

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Petizione creata in data 12 maggio 2025