Riapertura librerie: serve davvero a qualcosa?


Carissimi sostenitori,
qualche tempo fa, nel DPCM del 10 aprile, tra le categorie autorizzate alla ripresa delle attività sono state incluse anche le librerie. Una decisione che ha sollevato molte discussioni, anche e soprattutto tra i diretti interessati. Tra i motivi più radicati per il "no", c'è innanzitutto la paura di poter svolgere il proprio lavoro in sicurezza, in secondo luogo un legittimo scetticismo sull'efficacia di aprire il negozio su una strada ancora vuota per il lockdown.
Ma tutto questo, che impatto ha avuto - se ne ha avuto - sulla sopravvivenza della piccola e media editoria, così messa a repentaglio dalla crisi economica da Coronavirus?
Ci risponde un editore del lodigiano, tra le zone più colpite dal virus.
"La riapertura delle librerie ha ancora una volta evidenziato che il mercato editoriale italiano vive una profonda dicotomia tra grandi e piccole aziende (sia a livello di case editrici che di librerie). La riapertura ha sicuramente dato un po’ di ossigeno ai grandi editori e alle grandi catene librarie dove il cliente può entrare, acquistare a “colpo sicuro” e uscire. Per quanto riguarda le piccole librerie laddove il cliente si reca per scegliere e/o farsi consigliare la riapertura “limitata” significa solamente un aggravio di costi e nulla più. La piccola editoria parte assolutamente svantaggiata in tutto ciò se già è difficile per essa arrivare in libreria, in queste condizioni non ci arriva proprio."
E la conclusione non fa che rinforzare l'importanza del nostro appello:
"In tutto questo panorama fa ancora specie che i media si preoccupino di segnalare le difficoltà e i rischi delle categorie più disparate ma la “piccola e media” editoria non venga mai citata."
Se vuoi contribuire a far arrivare aiuti concreti a questo settore a rischio di estinzione, firma la petizione e diffondi questo link:
http://change.org/SalviamoiPiccoliEditori
Insieme possiamo fare la differenza!
Grazie,
Marta
ps: sono stata contattata dallo staff di Change.org per un avviso. Per far sì che la firma sia valida, l'utente deve confermare la propria firma, tramite l'email che automaticamente Change.org gli/le invia. Se non l'avete fatto vi prego di controllare, la e-mail di conferma potrebbe finire in spam o in tab promozioni.