IL CICLO E’ DI TUTTE. BASTA FARLO PAGARE.

Il problema

N.O.I. - Nuova Onda Ionica (profilo IG)

Siamo un collettivo di giovani calabresi dell'Alto Jonio.

Ci impegniamo oggi, tra le tante battaglie politiche e civili, a rompere lo stigma associato al ciclo mestruale. 
In un momento storico nel quale emerge con forza il problema dell'uguaglianza di genere, consideriamo necessario e urgente affrontare un'ingiustizia che colpisce tutte: il costo e l'accessibilità degli assorbenti.

 

Il ciclo non è un lusso, ma una questione di salute e dignità.

Le mestruazioni non sono una scelta, ma un fatto fisiologico. 

Nonostante ciò, i prodotti per l’igiene mestruale vengono spesso trattati come beni di consumo ordinari e non come beni di prima necessità.

 

Questo doppio standard tra ciò che viene considerato “necessario” per l’igiene e ciò che viene percepito come “superfluo” riflette una cultura che stigmatizza i corpi femminili e le funzioni biologiche legate al ciclo mestruale, contribuendo a rendere invisibile o imbarazzante una realtà naturale che invece riguarda milioni di persone.


Un ulteriore elemento è quello dei costi economici e del “period poverty”.

Per intenderci, la cosiddetta period poverty è la condizione in cui una persona non riesce a procurarsi prodotti igienici adeguati per il ciclo mestruale oppure è costretta a utilizzare soluzioni alternative non sicure o non igieniche. Questo fenomeno, spesso invisibile, esiste anche in contesti europei e italiani e colpisce in particolare persone in condizioni di fragilità economica, sociale o abitativa.

Stime diffuse indicano che una donna in Italia possa spendere mediamente circa 126€ l’anno per assorbenti e dispositivi igienici legati al ciclo mestruale. 

Per molte persone questo può sembrare un costo contenuto, ma per numerose famiglie e per molte giovani può rappresentare una spesa non trascurabile.


A ciò si aggiunge il disagio nei luoghi pubblici e l'impossibilità di partecipare alla vita sociale.

La mancanza di prodotti mestruali disponibili nei luoghi pubblici può creare situazioni di forte disagio quotidiano: emergenze improvvise, impossibilità di reperire rapidamente un prodotto igienico o difficoltà economiche momentanee possono trasformarsi in episodi di imbarazzo, esclusione o limitazione della partecipazione alla vita sociale.

Garantire la disponibilità gratuita di assorbenti nei bagni pubblici e nei luoghi pubblici rappresenta quindi una misura concreta di inclusione e di tutela della dignità delle persone.

È una questione di civiltà, cultura e diritti.


Tutto ciò non è un gesto simbolico o assistenziale, ma un atto politico e culturale che riconosce il ciclo mestruale come una realtà naturale e i prodotti necessari per gestirlo come beni essenziali.

Sempre più città e istituzioni pubbliche in Europa stanno adottando politiche di questo tipo, riconoscendo che l’accesso ai prodotti mestruali rientra nelle politiche di salute pubblica, di uguaglianza di genere e di giustizia sociale.

Garantire la presenza di questi prodotti negli spazi pubblici significa affermare che la comunità riconosce questo bisogno come un diritto e non come un favore.

 

Pertanto, proponiamo l'installazione di distributori o cassette di assorbenti gratuiti nei bagni pubblici comunali, una misura tangibile per sostenere le donne di ogni età e condizione socio-economica.
Non solo. 
Proponiamo anche l'istallazione di un distributore o cassetta (autoprodotta e autogestita) di assorbenti gratuiti in un luogo aperto al pubblico e accessibile a tutte.
Tale proposte verranno fatte inizialmente sul territorio comunale di Trebisacce (CS), per poi essere ampliate significativamente.
Questa iniziativa non solo contribuirà a rompere il tabù intorno al ciclo, ma garantirà dignità e accesso equo a tutte.

Vi chiediamo di unirvi a questa lotta per l'uguaglianza, affinché il ciclo mestruale non sia più motivo di stigma o difficoltà economica.
Con i nostri corpi, con la nostra voce, creiamo un cambiamento positivo.
 Insieme.
Firma per la giustizia di genere oggi.

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Nuova Onda IonicaPromotore della petizione

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Siamo un collettivo di giovani calabresi dell'Alto Jonio.

Ci impegniamo oggi, tra le tante battaglie politiche e civili, a rompere lo stigma associato al ciclo mestruale. 
In un momento storico nel quale emerge con forza il problema dell'uguaglianza di genere, consideriamo necessario e urgente affrontare un'ingiustizia che colpisce tutte: il costo e l'accessibilità degli assorbenti.

 

Il ciclo non è un lusso, ma una questione di salute e dignità.

Le mestruazioni non sono una scelta, ma un fatto fisiologico. 

Nonostante ciò, i prodotti per l’igiene mestruale vengono spesso trattati come beni di consumo ordinari e non come beni di prima necessità.

 

Questo doppio standard tra ciò che viene considerato “necessario” per l’igiene e ciò che viene percepito come “superfluo” riflette una cultura che stigmatizza i corpi femminili e le funzioni biologiche legate al ciclo mestruale, contribuendo a rendere invisibile o imbarazzante una realtà naturale che invece riguarda milioni di persone.


Un ulteriore elemento è quello dei costi economici e del “period poverty”.

Per intenderci, la cosiddetta period poverty è la condizione in cui una persona non riesce a procurarsi prodotti igienici adeguati per il ciclo mestruale oppure è costretta a utilizzare soluzioni alternative non sicure o non igieniche. Questo fenomeno, spesso invisibile, esiste anche in contesti europei e italiani e colpisce in particolare persone in condizioni di fragilità economica, sociale o abitativa.

Stime diffuse indicano che una donna in Italia possa spendere mediamente circa 126€ l’anno per assorbenti e dispositivi igienici legati al ciclo mestruale. 

Per molte persone questo può sembrare un costo contenuto, ma per numerose famiglie e per molte giovani può rappresentare una spesa non trascurabile.


A ciò si aggiunge il disagio nei luoghi pubblici e l'impossibilità di partecipare alla vita sociale.

La mancanza di prodotti mestruali disponibili nei luoghi pubblici può creare situazioni di forte disagio quotidiano: emergenze improvvise, impossibilità di reperire rapidamente un prodotto igienico o difficoltà economiche momentanee possono trasformarsi in episodi di imbarazzo, esclusione o limitazione della partecipazione alla vita sociale.

Garantire la disponibilità gratuita di assorbenti nei bagni pubblici e nei luoghi pubblici rappresenta quindi una misura concreta di inclusione e di tutela della dignità delle persone.

È una questione di civiltà, cultura e diritti.


Tutto ciò non è un gesto simbolico o assistenziale, ma un atto politico e culturale che riconosce il ciclo mestruale come una realtà naturale e i prodotti necessari per gestirlo come beni essenziali.

Sempre più città e istituzioni pubbliche in Europa stanno adottando politiche di questo tipo, riconoscendo che l’accesso ai prodotti mestruali rientra nelle politiche di salute pubblica, di uguaglianza di genere e di giustizia sociale.

Garantire la presenza di questi prodotti negli spazi pubblici significa affermare che la comunità riconosce questo bisogno come un diritto e non come un favore.

 

Pertanto, proponiamo l'installazione di distributori o cassette di assorbenti gratuiti nei bagni pubblici comunali, una misura tangibile per sostenere le donne di ogni età e condizione socio-economica.
Non solo. 
Proponiamo anche l'istallazione di un distributore o cassetta (autoprodotta e autogestita) di assorbenti gratuiti in un luogo aperto al pubblico e accessibile a tutte.
Tale proposte verranno fatte inizialmente sul territorio comunale di Trebisacce (CS), per poi essere ampliate significativamente.
Questa iniziativa non solo contribuirà a rompere il tabù intorno al ciclo, ma garantirà dignità e accesso equo a tutte.

Vi chiediamo di unirvi a questa lotta per l'uguaglianza, affinché il ciclo mestruale non sia più motivo di stigma o difficoltà economica.
Con i nostri corpi, con la nostra voce, creiamo un cambiamento positivo.
 Insieme.
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Petizione creata in data 17 aprile 2026