

Oggi la sicurezza stradale non tutela con pari dignità e adeguate infrastrutture tutti gli utenti della strada.
Questo è un cambiamento non più rinviabile!
Dobbiamo trovare tutti assieme un nuovo e più sicuro modo per spostarci sia in città che sul territorio extraurbano.
Le persone non useranno le biciclette come primo mezzo di trasporto finchè non avranno percorsi dedicati e protetti, un Codice della Strada che dia loro la precedenza agli incroci e il promiscuo con i mezzi a motore limitato.
Rendiamo vivibile e percorribile la nostra Città a piedi e in bicicletta e camminiamo insieme gestendo lo spazio pubblico in modo diverso, togliendolo parzialmente alle automobili per darlo ai percorsi ciclabili e alle aree pedonali, ma anche e soprattutto al TPL(trasporto pubblico), che in questo difficile momento va aiutato, potenziato e riorganizzato!
Non si sta proponendo di portare le persone a pedalare per ogni dove, ma di iniziare a togliere le auto dalle strade e suggerire una reale alternativa che renderà le bici e ora anche i nuovi mezzi della micromobilità la scelta di default da collegare alla rete di trasporto pubblico.
È solo una questione di progetto: abbiamo bisogno di strade che siano luoghi disegnati per le persone, non più ingegnerizzate per le auto!
Le strade sono spazi pubblici, e dove si può, dovrebbero essere riprogettate per accogliere tutti i sistemi di trasporto urbano, non più uno solo: l'AUTOMOBILE.
Tutti possibilmente sulla stessa strada, ma se i limiti di velocità sono superiori a 30km/h(velocità considerata NON LETALE in caso di investimento) l'utenza vulnerabile (pedoni,ciclisti e parificati) DEVE transitarvi in sede propria, separata e protetta.
La legge sulla parificazione dei monopattini alle biciclette, nel campo della sicurezza stradale è alquanto "approssimativa" e senza sperimentazione ha creato ulteriore confusione e pericolo a tutta l'utenza stradale aggravandone la sicurezza.
Pertanto ai fini di snellire il traffico, abbattere l'inquinamento e favorire il distanziamento sociale nel post-Covid è necessario migliorare la sicurezza stradale tra mezzi a motore e velocipedi(biciclette, monopattini e mezzi della micromobilita) che siano destinati a circolare in città:
• su aree pedonali, in promiscuo distanziato con i pedoni, alla velocità massima di 6 km/h;
• in isole ambientali(strade residenziali e scolastiche ) e zone30 da istituire quanto prima in promiscuo distanziato con i pedoni e veicoli adeguatamente rallentati con limiti di velocità da 10 a 30Km/h, secondo tipologia della strada;
• su ciclabili possibilmente bidirezionali in sede propria e contiguo marciapiedi per la socializzazione, in strade urbane scorrevoli con limiti di 50km/h.
E fuori città:
• su ciclabili bidirezionali “contraflow” in sede propria(in modo che il ciclista o velocipedista possa vedere il veicolo incrociante) e contiguo marciapiedi, delimitate da guardrail, in strade extraurbane con limiti di 50km/h o superiori.
TRIESTE IN BICI
L' associazione che si occupa di mobilità sostenibile, rispettando l'ambiente(naturale e urbano) e la salute dei cittadini.