

Il cambiamento climatico sia una priorità della politica!
Il problema
Gli incendi che in questi giorni stanno devastando il Carso tra Italia e Slovenia, a prescindere da che cosa o chi li ha generati, sono fuori dal comune per gravità ed estensione e sono stati facilitati dalla prolungata ed eccezionale siccità di quest'anno, dalle temperature elevatissime, dall’incuria e dalla mancanza di politiche preventive. Sono pochi tra i tanti incendi che stanno infiammando l'Italia, l'Europa ed il mondo e solo una delle tante forme visibili dei cambiamenti in atto.
Le conseguenze in termini di distruzione degli ecosistemi locali, di inquinamento dell'aria, di vulnerabilità del territorio e delle comunità che lo abitano sono sotto gli occhi di tutti, saranno pesanti e durature. Per non parlare dei pericoli legati agli incendi stessi: aria irrespirabile, grande pericolo per gli abitanti e per coloro che sono intervenuti per spegnerli, rischio di blackout energetico…
Quel che è peggio è che non rimarranno casi isolati. Di anno in anno le temperature medie si alzano, le estati sono sempre più roventi, così come diventano più frequenti gli eventi meteorologici estremi. Questo già impatta sullo stile di vita di tutti e minaccia in modo concreto il nostro futuro non solo in termini di vivibilità delle temperature nei mesi estivi, ma soprattutto in termini di capacità degli ecosistemi di sostenere la vita, la produzione di cibo, la salubrità dell'aria e dell'acqua, risorse senza le quali nessuna vita è possibile.
Siamo due persone normali, con abitudini di vita normali e siamo stanche di vedere che per la politica, per i giornali, per la televisione, il problema del cambiamento climatico è - quando presente - un argomento trascurabile. Siamo stanche della retorica dell'emergenza, che si spegne quasi subito e non porta mai all'individuazione di misure concrete per evitare che la stessa si ripresenti.
Richiamiamo quanto tutelato nei principi fondamentali della Costituzione italiana all'articolo 2 ed all'articolo 9, laddove si fa riferimento ai diritti inviolabili dell'uomo - uno su tutti la vita - ed ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, nonché più esplicitamente alla tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.
Con questa azione collettiva chiediamo che la politica prenda chiaramente posizione e che il cambiamento climatico venga inserito tra le priorità di governo a livello nazionale ed in primis locale, con precise indicazioni relativamente alle azioni concrete da mettere in atto per mettere in sicurezza il territorio, per mitigare gli effetti del riscaldamento globale ed evitare il ripetersi di questi disastri, nonché ulteriori peggioramenti negli anni a venire.
Chiediamo alla Regione Friuli Venezia Giulia di promuovere attivamente e sostenere tutte le azioni utili in tal senso, facendosi carico delle problematiche concrete legate ai cambiamenti climatici.
Chiediamo inoltre una presa di responsabilità da parte dei mezzi di informazione.
Aiutateci firmando e condividendo la petizione.
VOGLIAMO CHE DI CAMBIAMENTO CLIMATICO SI PARLI, E CHE SI AGISCA.
Con questo piccolo passo che speriamo sia condiviso desideriamo anche ringraziare i vigili del fuoco, i forestali regionali, la protezione civile e tutte le forze dell’ordine che hanno lavorato e continuano a lavorare senza sosta. Un pensiero per la volontaria della protezione civile, Elena Lo Duca, che ha perso la vita.
Per informazioni: petizionemergenzaclimatica@gmail.com
Paola Cavalieri e Sandra Zoglia
Il problema
Gli incendi che in questi giorni stanno devastando il Carso tra Italia e Slovenia, a prescindere da che cosa o chi li ha generati, sono fuori dal comune per gravità ed estensione e sono stati facilitati dalla prolungata ed eccezionale siccità di quest'anno, dalle temperature elevatissime, dall’incuria e dalla mancanza di politiche preventive. Sono pochi tra i tanti incendi che stanno infiammando l'Italia, l'Europa ed il mondo e solo una delle tante forme visibili dei cambiamenti in atto.
Le conseguenze in termini di distruzione degli ecosistemi locali, di inquinamento dell'aria, di vulnerabilità del territorio e delle comunità che lo abitano sono sotto gli occhi di tutti, saranno pesanti e durature. Per non parlare dei pericoli legati agli incendi stessi: aria irrespirabile, grande pericolo per gli abitanti e per coloro che sono intervenuti per spegnerli, rischio di blackout energetico…
Quel che è peggio è che non rimarranno casi isolati. Di anno in anno le temperature medie si alzano, le estati sono sempre più roventi, così come diventano più frequenti gli eventi meteorologici estremi. Questo già impatta sullo stile di vita di tutti e minaccia in modo concreto il nostro futuro non solo in termini di vivibilità delle temperature nei mesi estivi, ma soprattutto in termini di capacità degli ecosistemi di sostenere la vita, la produzione di cibo, la salubrità dell'aria e dell'acqua, risorse senza le quali nessuna vita è possibile.
Siamo due persone normali, con abitudini di vita normali e siamo stanche di vedere che per la politica, per i giornali, per la televisione, il problema del cambiamento climatico è - quando presente - un argomento trascurabile. Siamo stanche della retorica dell'emergenza, che si spegne quasi subito e non porta mai all'individuazione di misure concrete per evitare che la stessa si ripresenti.
Richiamiamo quanto tutelato nei principi fondamentali della Costituzione italiana all'articolo 2 ed all'articolo 9, laddove si fa riferimento ai diritti inviolabili dell'uomo - uno su tutti la vita - ed ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, nonché più esplicitamente alla tutela dell'ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi.
Con questa azione collettiva chiediamo che la politica prenda chiaramente posizione e che il cambiamento climatico venga inserito tra le priorità di governo a livello nazionale ed in primis locale, con precise indicazioni relativamente alle azioni concrete da mettere in atto per mettere in sicurezza il territorio, per mitigare gli effetti del riscaldamento globale ed evitare il ripetersi di questi disastri, nonché ulteriori peggioramenti negli anni a venire.
Chiediamo alla Regione Friuli Venezia Giulia di promuovere attivamente e sostenere tutte le azioni utili in tal senso, facendosi carico delle problematiche concrete legate ai cambiamenti climatici.
Chiediamo inoltre una presa di responsabilità da parte dei mezzi di informazione.
Aiutateci firmando e condividendo la petizione.
VOGLIAMO CHE DI CAMBIAMENTO CLIMATICO SI PARLI, E CHE SI AGISCA.
Con questo piccolo passo che speriamo sia condiviso desideriamo anche ringraziare i vigili del fuoco, i forestali regionali, la protezione civile e tutte le forze dell’ordine che hanno lavorato e continuano a lavorare senza sosta. Un pensiero per la volontaria della protezione civile, Elena Lo Duca, che ha perso la vita.
Per informazioni: petizionemergenzaclimatica@gmail.com
Paola Cavalieri e Sandra Zoglia
I decisori
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Petizione creata in data 29 luglio 2022