I ricercatori della Regione Lazio beffati!


I ricercatori della Regione Lazio beffati!
Il problema
Con Atto n. G05411 del 05/05/2022 la REGIONE LAZIO lancia un bando co-finanziato dall’Unione Europea dall’oggetto accattivante “Contributi premiali per i ricercatori e assegnisti di ricerca per rafforzarne la condizione professionale e potenziare il sistema della ricerca del Lazio Annualità 2022” “L’intervento consiste nell’attribuzione di un premio di natura economica per rafforzare la propensione a pubblicare contributi scientifici da parte dei ricercatori, riconoscendo nel lavoro di pubblicazione un indicatore del valore aggiunto della funzione stessa del ricercatore”. Tale “contributo premiale” aveva valore di EURO 2000
I ricercatori e gli assegnisti degli Enti di ricerca, delle Accademie, delle Università e più genericamente di tutte le Istituzioni del settore, aventi i requisiti richiesti hanno partecipato al bando e si sono aggiudicati il “premio” che a detta dello stesso bando sarebbe dovuto essere utile per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
“- sostenere i ricercatori come asse strategico per un nuovo modello di sviluppo del Lazio e del Paese;
- contrastare la “fuga dei cervelli” investendo sui ricercatori e rafforzare i fattori di attrattività verso nuovi ricercatori;
- favorire, nell’immediato e in prospettiva, la permanenza di alte competenze nel tessuto economico e sociale del Lazio”.
Non solo, il bando specificava che
“Le principali finalità della proposta dell’intervento sono:
- fornire adeguato sostegno ai processi di empowerment del ruolo e della funzione del ricercatore nel contesto regionale, incentivando e rafforzando ambiti di approfondimento e di studio e contrastando altresì il rischio di perdita di competitività nei confronti dei ricercatori di altri paesi europei;
- incentivare le attività, la qualità e il valore aggiunto dei ricercatori (universitari e di altri enti e centri di ricerca) attraverso le pubblicazioni di articoli scientifici che contribuiscano a migliorarne la condizione professionale nei settori di riferimento;
- sostenere il ricercatore nella pubblicazione di articoli scientifici a livello internazionale con particolare interesse alle riviste Open Access (modello di revisione in grande evoluzione sulla spinta del web e dell’editoria digitale)”.
Insomma, il proposito sembrava buono, per cui molti di noi questi fondi li hanno SPESI nella ricerca, acquistando piccolo materiale da laboratorio, promuovendo la divulgazione scientifica, pagando le tasse per le pubblicazioni open access… quindi li abbiamo rinvestiti per dare lustro alla ricerca laziale!
Nel momento della dichiarazione dei redditi arriva la sorpresa!
Scopriamo che tardivamente (a giugno) nel cassetto fiscale di ciascuno di noi c’è una CU che ci aspetta…
Dalla lettura della CU si è quindi venuti a scoprire che:
non si tratta di contributo premiale ma di reddito da lavoro dipendente a tempo determinato!
Nel bando si è omesso di specificare il regime fiscale e le modalità di erogazione del contributo premiale impedendo di fatto una valutazione personale se richiedere o meno il contributo.
Da ciò ne deriva che: i ricercatori pagheranno delle tasse salate in più che andranno ad incidere direttamente sul loro reddito personale!!
Tutti sanno benissimo che l’Italia è il paese che paga ed investe meno in ricerca!
I ricercatori chiedono alla REGIONE LAZIO che venga modificata la CU in favore di un contributo esentasse a fondo perduto!
1173
Il problema
Con Atto n. G05411 del 05/05/2022 la REGIONE LAZIO lancia un bando co-finanziato dall’Unione Europea dall’oggetto accattivante “Contributi premiali per i ricercatori e assegnisti di ricerca per rafforzarne la condizione professionale e potenziare il sistema della ricerca del Lazio Annualità 2022” “L’intervento consiste nell’attribuzione di un premio di natura economica per rafforzare la propensione a pubblicare contributi scientifici da parte dei ricercatori, riconoscendo nel lavoro di pubblicazione un indicatore del valore aggiunto della funzione stessa del ricercatore”. Tale “contributo premiale” aveva valore di EURO 2000
I ricercatori e gli assegnisti degli Enti di ricerca, delle Accademie, delle Università e più genericamente di tutte le Istituzioni del settore, aventi i requisiti richiesti hanno partecipato al bando e si sono aggiudicati il “premio” che a detta dello stesso bando sarebbe dovuto essere utile per il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
“- sostenere i ricercatori come asse strategico per un nuovo modello di sviluppo del Lazio e del Paese;
- contrastare la “fuga dei cervelli” investendo sui ricercatori e rafforzare i fattori di attrattività verso nuovi ricercatori;
- favorire, nell’immediato e in prospettiva, la permanenza di alte competenze nel tessuto economico e sociale del Lazio”.
Non solo, il bando specificava che
“Le principali finalità della proposta dell’intervento sono:
- fornire adeguato sostegno ai processi di empowerment del ruolo e della funzione del ricercatore nel contesto regionale, incentivando e rafforzando ambiti di approfondimento e di studio e contrastando altresì il rischio di perdita di competitività nei confronti dei ricercatori di altri paesi europei;
- incentivare le attività, la qualità e il valore aggiunto dei ricercatori (universitari e di altri enti e centri di ricerca) attraverso le pubblicazioni di articoli scientifici che contribuiscano a migliorarne la condizione professionale nei settori di riferimento;
- sostenere il ricercatore nella pubblicazione di articoli scientifici a livello internazionale con particolare interesse alle riviste Open Access (modello di revisione in grande evoluzione sulla spinta del web e dell’editoria digitale)”.
Insomma, il proposito sembrava buono, per cui molti di noi questi fondi li hanno SPESI nella ricerca, acquistando piccolo materiale da laboratorio, promuovendo la divulgazione scientifica, pagando le tasse per le pubblicazioni open access… quindi li abbiamo rinvestiti per dare lustro alla ricerca laziale!
Nel momento della dichiarazione dei redditi arriva la sorpresa!
Scopriamo che tardivamente (a giugno) nel cassetto fiscale di ciascuno di noi c’è una CU che ci aspetta…
Dalla lettura della CU si è quindi venuti a scoprire che:
non si tratta di contributo premiale ma di reddito da lavoro dipendente a tempo determinato!
Nel bando si è omesso di specificare il regime fiscale e le modalità di erogazione del contributo premiale impedendo di fatto una valutazione personale se richiedere o meno il contributo.
Da ciò ne deriva che: i ricercatori pagheranno delle tasse salate in più che andranno ad incidere direttamente sul loro reddito personale!!
Tutti sanno benissimo che l’Italia è il paese che paga ed investe meno in ricerca!
I ricercatori chiedono alla REGIONE LAZIO che venga modificata la CU in favore di un contributo esentasse a fondo perduto!
1173
I decisori
Aggiornamenti sulla petizione
Condividi questa petizione
Petizione creata in data 5 luglio 2023
