Actualización sobre la peticiónRimozione campagna pubblicitaria Huggies Bimbo BimbaVittoria! Lo spot Huggies sessista non dovrà essere più diffuso.
Elli Sensi PecoraItalia
1 jul 2015
Con l’ingiunzione n. 37/2015, l’Istituto dell’Autodiscipina Pubblicitaria ha stabilito che lo spot della Huggies sui pannolini per bimba e bimbo trasmesso su Rai e Mediaset nel mese di giugno 2015 ha violato due articoli del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale, e precisamente gli art. 10 - Convinzioni morali, civili, religiose e dignità della persona - e 11 – Bambini e adolescenti. Lo IAP ha inoltre scritto, nel suo comunicato, che “Non essendo pervenuta dalle parti interessate alcuna opposizione, il provvedimento ha acquistato efficacia di decisione e pertanto la pubblicità dichiarata non conforme al Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale non dovrà essere più diffusa.”. La pubblicità, intanto, è stata difesa da diverse organizzazioni, ed è stata lanciata una contro-petizione per richiedere allo IAP di rivedere la sua posizione. La suddetta petizione ha superato le trentamila firme, e sono molte di più rispetto a quelle raggiunte dalla nostra. Tuttavia, questo non ha modificato l’azione dello IAP. Nel corso delle ultime tre settimane, mi è stato detto di tutto da persone contrarie alla mia azione. I commenti più insignificanti hanno riguardato la mia persona e la mia conformazione fisica (segno che, quando si hanno pochi argomenti, è facile cadere nel #bodyshaming); alcune persone mi hanno apostrofato con “lesbica frustrata”, concentrandosi su altri dettagli poco importanti della mia persona. Ebbene, non mi sono preoccupata di deludere queste persone comunicando che sono felicemente sposata, con un uomo! E come potrebbe essere altrimenti, visto che in questo Paese non esiste il matrimonio egualitario? Mi è stato detto che ci sono questioni più importanti per le quali lanciare petizioni. Ho sempre risposto di accomodarsi, e lanciare le petizioni desiderate su questioni più importanti, visto che esistono piattaforme che lo consentono. Ho anche detto che avrei anche firmato petizioni in linea con i miei valori. Tutte queste persone non hanno mai ribattuto al mio commento. In ogni caso sono sempre passata oltre, perché questi commenti non hanno attinenza con la mia volontà di sensibilizzare il prossimo su importanti tematiche di genere. E qui arriva il pezzo forte delle persone contrarie alla mia petizione, ci avrei scommesso: applicare ad essa l’etichetta di “ennesimo rigurgito dell'ideologia del Gender, che vuole appiattire tutte le più naturali differenze, anche comportamentali, tra maschi e femmine”. Tante persone hanno creduto e credono ad una pressante disinformazione a proposito di Teoria del Gender (?) o Ideologia del Gender (???). Con il commento sopra riportato, si intuisce il grosso fraintendimento di quei movimenti che hanno creato da soli un mostro da combattere. Infatti, tutti coloro che sollevano la simbolica bandiera di “Educare alle differenze”, lo fanno per promuovere la legittimità di diversi modelli familiari, per promuovere la valorizzazione delle differenze, anche per prevenire le violenze legate a genere e orientamento sessuale. Questo è quindi contrario all’appiattimento delle differenze sopra descritto. Con soddisfazione, lo IAP ha quindi riconosciuto che, nello spot in questione, “Le diverse necessità, a livello fisico, di raccolta della pipì per bambini e bambine vengono quindi estese ai desideri futuri dei protagonisti, inquadrati semplicisticamente e manifestati in stereotipi di genere”. Per alcune settimane, anche prima dell’intervento dello IAP, lo spot è andato in onda in forma ridotta, citando la sola ricerca di tenerezza e di avventure, rispettivamente da parte di bambine e bambini. Quella no, non era una vittoria per noi. La vittoria è arrivata quando è andato in onda il nuovo spot Huggies, stesse immagini dello spot precedente ma un diverso commento: "i miei bambini hanno molte cose in comune… Tranne quando fanno la pipí ". E quindi? Vittoria! … ma senza troppa felicità. Non fraintendete il mio poco entusiasmo, il punto è che quelle parole mi danno la dimensione di quanto poco si sia capito dello spirito della petizione. Ho sempre pensato che il prodotto reclamizzato fosse caratterizzato da importanti innovazioni, perché “pensato” sulle differenze anatomiche di bimbo e bimba. Mai e poi mai sono andata contro questo concetto, che si basa sull’anatomia e la fisiologia di bimbi e bimbe. Il nuovo spot evidenzia quindi “le cose in comune”, forse non è stato colto che non sono le differenze a rendere sgradevole un pannolino per bimbi e uno per bimbe, ma , per dirla con le parole di Massimo Guastini (copywriter & partner @ cOOkies adv e presidente Art Directors Club Italiano) il fatto che “questo spot (il primo andato in onda, ndr) assimila diversità anatomiche innegabili a differenze che non sono né anatomiche né genetiche, e per di più sono del tutto irrilevanti rispetto alla funzione dei pannolini”. Comunque, la soddisfazione è enorme, e vorrei ringraziare ogni firmatari* della petizione per il sostegno e la condivisione che ha fatto in modo di raggiungere questo importante risultato. Ora dobbiamo ampliare i nostri orizzonti e guardare oltre. Dobbiamo cercare altri interlocutori, oltre lo IAP. Dobbiamo dialogare con Consiglio d'Europa, Parlamento europeo e Commissione per i Diritti della Donna e Uguaglianza. WECAMS (Women’s European Coalition Against Media Sexism), coalizione di associazioni femminili europee specializzate da lungo tempo nella lotta contro il sessismo nei media, chiede all’Unione Europea di rafforzare la regolamentazione contro il sessismo nei media in linea con le risoluzioni del Parlamento europeo (2008/2038; 2010/1751; 2012/2116) e di considerare il sessismo alla stessa stregua del razzismo e della xenofobia. E’ stata lanciata su questa stessa piattaforma la petizione No alle pubblicità sessiste, da parte di DonneInQuota http://www.donneinquota.org/ associazione culturale che si occupa principalmente di rappresentanza politica femminile e di rappresentazione delle donne nei media. FIRMIAMO e continuiamo il nostro percorso! Ancora una volta, GRAZIE A TUTT* !!! https://www.change.org/p/no-alle-pubblicit%C3%A0-sessiste
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