

HANNO TOLTO IL CONSENSO LIBERO E ATTUALE DAL DDL SULLA VIOLENZA SESSUALE


HANNO TOLTO IL CONSENSO LIBERO E ATTUALE DAL DDL SULLA VIOLENZA SESSUALE
Il problema
Il 19 novembre 2025 la Camera ha approvato all’unanimità una riforma sul reato di violenza sessuale di cui all’art. 609bis codice penale, trasmettendo il testo al Senato per l’approvazione.
Il testo approvato all’unanimità alla Camera segna una svolta epocale perché recepisce quanto in molte sentenze della Corte di Cassazione è stato statuito: SENZA CONSENSO LIBERO E ATTUALE, E‘ VIOLENZA SESSUALE.
L’esame del testo è stato bloccato letteralmente al Senato per paventati approfondimenti.
La proposta presentata in Senato nella seduta del 22 gennaio 2026 elimina completamente il concetto basilare e già unanimemente condiviso di “consenso libero e attuale” per introdurre un concetto esattamente contrario e cioè quello di “volontà contraria all'atto sessuale da parte di una persona”, volontà che “…deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”.
Inoltre il testo proposto in Senato prevede che “ L'atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando dell’impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”.
Questo impianto normativo adombrato dal Senato determina il ritorno, o meglio, consolida quanto alla Camera all’unanimità si è voluto estirpare e cioè la colpevolizzazione delle donne che subiscono violenza sessuale, perché torna a sindacare sul loro esclusivo comportamento, sulla loro “lucidità”, sulla loro vita relazionale, sulla loro mancata reazione, sulla loro mancata o ritardata denuncia e via discorrendo.
Non solo, ma nel testo in discussione al Senato, oltre al concetto di dissenso espresso e di volontà contraria all’atto sessuale, si opera una grave riduzione delle pene: da 4 a 10 anni anziché da 6 a 12 anni come nel testo concordato alla Camera
Molti magistrati, giuristi, professori universitari e associazioni nazionali a difesa delle donne sono unanimi nel ritenere che non ci sia inversione dell’onere della prova perché l’imputato in ogni caso potrà continuare a difendersi come già accade oggi e che il testo in discussione al Senato rappresenti un’arretratezza nella volontà di combattere il fenomeno della violenza sessuale e mortifichi la posizione della donna vittima.
Da 2023 anche la Corte Europea dei Diritti Umani sostiene che la migliore legge che garantisca alle donne il proprio diritto di autodeterminarsi è quella e solo quella fondata sull’assenza del consenso.
Diciamo NO alla modifica dell'articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale, come presentato in Senato in data giovedì 22 gennaio.
Il tempo stringe! Martedì 27 gennaio 2026 la proposta sarà discussa in Senato per l’approvazione del testo base del nuovo art. 609 bis codice penale.
Riportiamo il consenso libero e attuale al centro della tutela della dignità e dell’autodeterminazione delle donne!
Unisciti firmando questa petizione!

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Il problema
Il 19 novembre 2025 la Camera ha approvato all’unanimità una riforma sul reato di violenza sessuale di cui all’art. 609bis codice penale, trasmettendo il testo al Senato per l’approvazione.
Il testo approvato all’unanimità alla Camera segna una svolta epocale perché recepisce quanto in molte sentenze della Corte di Cassazione è stato statuito: SENZA CONSENSO LIBERO E ATTUALE, E‘ VIOLENZA SESSUALE.
L’esame del testo è stato bloccato letteralmente al Senato per paventati approfondimenti.
La proposta presentata in Senato nella seduta del 22 gennaio 2026 elimina completamente il concetto basilare e già unanimemente condiviso di “consenso libero e attuale” per introdurre un concetto esattamente contrario e cioè quello di “volontà contraria all'atto sessuale da parte di una persona”, volontà che “…deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”.
Inoltre il testo proposto in Senato prevede che “ L'atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando dell’impossibilità della persona stessa, nelle circostanze del caso concreto, di esprimere il proprio dissenso”.
Questo impianto normativo adombrato dal Senato determina il ritorno, o meglio, consolida quanto alla Camera all’unanimità si è voluto estirpare e cioè la colpevolizzazione delle donne che subiscono violenza sessuale, perché torna a sindacare sul loro esclusivo comportamento, sulla loro “lucidità”, sulla loro vita relazionale, sulla loro mancata reazione, sulla loro mancata o ritardata denuncia e via discorrendo.
Non solo, ma nel testo in discussione al Senato, oltre al concetto di dissenso espresso e di volontà contraria all’atto sessuale, si opera una grave riduzione delle pene: da 4 a 10 anni anziché da 6 a 12 anni come nel testo concordato alla Camera
Molti magistrati, giuristi, professori universitari e associazioni nazionali a difesa delle donne sono unanimi nel ritenere che non ci sia inversione dell’onere della prova perché l’imputato in ogni caso potrà continuare a difendersi come già accade oggi e che il testo in discussione al Senato rappresenti un’arretratezza nella volontà di combattere il fenomeno della violenza sessuale e mortifichi la posizione della donna vittima.
Da 2023 anche la Corte Europea dei Diritti Umani sostiene che la migliore legge che garantisca alle donne il proprio diritto di autodeterminarsi è quella e solo quella fondata sull’assenza del consenso.
Diciamo NO alla modifica dell'articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale, come presentato in Senato in data giovedì 22 gennaio.
Il tempo stringe! Martedì 27 gennaio 2026 la proposta sarà discussa in Senato per l’approvazione del testo base del nuovo art. 609 bis codice penale.
Riportiamo il consenso libero e attuale al centro della tutela della dignità e dell’autodeterminazione delle donne!
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Petizione creata in data 25 gennaio 2026