Ripristinare il Fondo Sociale Nazionale per le Politiche sociali

Il problema

Chiediamo al Governo il ripristino del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali in una misura che garantisca livelli adeguati e dignitosi di assistenza alle persone più fragili.

Il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali era la principale fonte di finanziamento del welfare in Italia, destinata alle Regioni e agli enti locali per lo sviluppo della rete integrata di interventi e servizi sociali, come previsto dalla Legge 328/2000.

Istituito per trasferire risorse dedicate agli enti locali e garantire l’offerta di servizi sociali e socio-assistenziali, il Fondo ha subito continui tagli, emblematici anche del progressivo ridimensionamento dell’impegno pubblico sul welfare.


Le risorse assegnate al Fondo sono passate da 1,6 miliardi di euro nel 2007 a 435,3 milioni nel 2010, per poi scendere a soli 43,7 milioni nel 2012 e infine recuperare in parte negli ultimi due anni fino ai circa 300 milioni di euro attuali. Finanziamenti del tutto insufficienti in un Paese dove i continui tagli trasferimenti agli enti locali hanno determinato un peggioramento delle condizioni dei servizi socio-educativi e socio-assistenziali e un allargamento del divario tra risorse e bisogni, soprattutto nel Mezzogiorno dove si registrano le quote più basse di spesa sociale pro capite: il Sud infatti presenta una spesa media pro-capite che ammonta a meno di un terzo di quella del Nord-Est: circa 50 euro rispetto a circa 160 euro.

A un aumento della domanda sociale non sono corrisposti adeguati finanziamenti alla rete dei servizi e le politiche sociali, fondamentali per migliorare la qualità della vita e tutelare quel diritto alla salute e alla parità di trattamento di tutti i cittadini che è stabilita dalla nostra Costituzione.

Il welfare è una leva straordinaria per costruire benessere, emancipazione e sviluppo ma negli anni scorsi è stato commesso il grave errore di tagliare i fondi alla spesa sociale, mettendo a repentaglio i servizi per centinaia migliaia di cittadini e il lavoro di migliaia di operatori: servizi e lavoro senza i quali sarebbe stato impossibile avere uno stato sociale in Italia.

Oggi a causa della progressiva contrazione della spesa sociale da parte dello Stato, gli enti locali non riescono a garantire un adeguato sistema di welfare per persone anziane, disabili, senza dimora, bambini e ragazzi disagiati, famiglie e donne in difficoltà, immigrati, persone con problemi di dipendenze.

È per questo che chiediamo il ripristino del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali con la previsione di almeno un miliardo di euro e di individuare come criterio di finanziamento stabile per le politiche sociali la quota capitaria, definendo i livelli essenziali di assistenza sociale così come previsti dalla Costituzione e dalla legge 328.

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GESCO, Gruppo di Imprese SocialiPromotore della petizione
Questa petizione aveva 473 sostenitori

Il problema

Chiediamo al Governo il ripristino del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali in una misura che garantisca livelli adeguati e dignitosi di assistenza alle persone più fragili.

Il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali era la principale fonte di finanziamento del welfare in Italia, destinata alle Regioni e agli enti locali per lo sviluppo della rete integrata di interventi e servizi sociali, come previsto dalla Legge 328/2000.

Istituito per trasferire risorse dedicate agli enti locali e garantire l’offerta di servizi sociali e socio-assistenziali, il Fondo ha subito continui tagli, emblematici anche del progressivo ridimensionamento dell’impegno pubblico sul welfare.


Le risorse assegnate al Fondo sono passate da 1,6 miliardi di euro nel 2007 a 435,3 milioni nel 2010, per poi scendere a soli 43,7 milioni nel 2012 e infine recuperare in parte negli ultimi due anni fino ai circa 300 milioni di euro attuali. Finanziamenti del tutto insufficienti in un Paese dove i continui tagli trasferimenti agli enti locali hanno determinato un peggioramento delle condizioni dei servizi socio-educativi e socio-assistenziali e un allargamento del divario tra risorse e bisogni, soprattutto nel Mezzogiorno dove si registrano le quote più basse di spesa sociale pro capite: il Sud infatti presenta una spesa media pro-capite che ammonta a meno di un terzo di quella del Nord-Est: circa 50 euro rispetto a circa 160 euro.

A un aumento della domanda sociale non sono corrisposti adeguati finanziamenti alla rete dei servizi e le politiche sociali, fondamentali per migliorare la qualità della vita e tutelare quel diritto alla salute e alla parità di trattamento di tutti i cittadini che è stabilita dalla nostra Costituzione.

Il welfare è una leva straordinaria per costruire benessere, emancipazione e sviluppo ma negli anni scorsi è stato commesso il grave errore di tagliare i fondi alla spesa sociale, mettendo a repentaglio i servizi per centinaia migliaia di cittadini e il lavoro di migliaia di operatori: servizi e lavoro senza i quali sarebbe stato impossibile avere uno stato sociale in Italia.

Oggi a causa della progressiva contrazione della spesa sociale da parte dello Stato, gli enti locali non riescono a garantire un adeguato sistema di welfare per persone anziane, disabili, senza dimora, bambini e ragazzi disagiati, famiglie e donne in difficoltà, immigrati, persone con problemi di dipendenze.

È per questo che chiediamo il ripristino del Fondo Nazionale per le Politiche Sociali con la previsione di almeno un miliardo di euro e di individuare come criterio di finanziamento stabile per le politiche sociali la quota capitaria, definendo i livelli essenziali di assistenza sociale così come previsti dalla Costituzione e dalla legge 328.

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GESCO, Gruppo di Imprese SocialiPromotore della petizione

I decisori

Matteo Renzi
Ex Presidente del Consiglio dei Ministri (2014-2016)
Giuliano Poletti
Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

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Petizione creata in data 12 settembre 2016