Aggiornamento sulla petizioneAllattamento è...ovunque lo desideriIn Kirghizistan è polemica allattamento

Raffaella SottileItalia
19 apr 2017
In Kirghizistan si è scatenata la polemica dopo che Aliya Shagieva, la figlia del presidente Atabayev, ha pubblicato su Instagram una foto che la ritrae mentre allatta il suo bambino. Ma lei ha risposto per le rime a chi le ha detto di vergognarsi
L’hanno accusata di avere umiliato pubblicamente la sua famiglia, pubblicando quell’immagine sul suo profilo Instagram. Nella foto, Aliya Shagieva, 20 anni, la figlia più giovane del presidente del Kirghizistan Atabayev, è in reggiseno e slip e allatta il suo bambino, Tagir, nato a marzo. Nel suo Paese, dove 75 abitanti su 100 sono musulmani, è bastato quello scatto a infiammare una polemica aspra: i più tradizionalisti l’hanno criticata dicendo che è sbagliato, per una donna musulmana, mostrare il proprio corpo.
Shagieva, che è sposata con il marito Konstantin dallo scorso settembre, ha deciso di ribattere a quelle accuse con un altro post, sempre sul profilo Instagram (che però ora non più visibile): «Errore numero uno: la sessualizzazione del seno femminile. Errore numero due: la discriminazione delle persone i cui genitori hanno una posizione di rilievo. Molto tempo fa, la gente ha dimenticato il vero scopo del seno femminile e ne ha fatto un oggetto per soddisfare gli occhi degli uomini. La società ha reso il seno un oggetto sessuale e di attrazione, per poi giudicare le donne che utilizzano la chirurgia plastica perché i loro seni sono troppo piccoli o grandi o sono di forma diversa».
E ancora: «Le regole e le idee su che cosa sia la morigeratezza sono indefinite, e possono cambiare a seconda della cultura, dell’epoca e di altri fattori. Questo è il motivo per cui è inutile discuterne. Come possiamo sapere che cosa sarà socialmente accettabile nelle prossime generazioni?».
Shagieva ha anche aggiunto che, quando si dice a una ragazza di essere più riservata e la si accusa di non esserlo abbastanza, si sta facendo poco per aiutare la parità di genere.
Lo conferma uno studio pubblicato nel 2015 dal Forum of Women’s NGOs of Kyrgyzstan, che rappresenta oltre 80 associazioni: dice che l’influenza dell’ideologia religiosa «contribuisce in modo sostanziale alla discriminazione nei confronti delle donne» nel Paese.
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