

Giustizia Fiscale nell'Istruzione: il Diritto allo Studio deve valere per tutti.
Il problema
In Italia, il Diritto allo Studio e l’equità fiscale dovrebbero proteggere ogni studente, indipendentemente dalla modalità di frequenza scelta. Attualmente, però, esiste una profonda disparità tra il sistema universitario pubblico e quello delle università private telematiche legalmente riconosciute.
Nelle università statali, la "No Tax Area" garantisce l'esonero totale dalle tasse per chi ha un ISEE inferiore a 22.000€, supportando i pendolari con borse di studio che coprono le spese di trasporto e sussistenza. Al contrario, gli studenti delle università telematiche non beneficiano di alcuna agevolazione legata al reddito, trovandosi a sostenere rette elevate anche in presenza di un ISEE inferiore a 5.000€.
Il modello della didattica digitale è profondamente cambiato: oggi gli studenti delle telematiche devono comunque affrontare frequenti trasferte e spese di viaggio per sostenere gli esami e le verifiche in presenza. A questi costi logistici si aggiunge l'obbligo di versare la tassa regionale per il diritto allo studio, un contributo che grava sulle famiglie ma che non si traduce in servizi o tutele concrete per chi studia online. Questa combinazione di spese rappresenta una barriera economica insostenibile per le fasce più deboli.
Chiediamo pertanto al Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) di intervenire per sanare questa disparità, introducendo politiche di agevolazione fiscale, detrazioni mirate o borse di studio dedicate agli studenti delle università telematiche con reddito basso. Rendere l’istruzione accessibile e sostenibile è un dovere costituzionale che deve includere tutti gli studenti, senza distinzioni basate sulla natura dell'istituto frequentato.
Unisciti a noi per chiedere pari dignità e giustizia fiscale nell'istruzione universitaria. Firma questa petizione.
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Il problema
In Italia, il Diritto allo Studio e l’equità fiscale dovrebbero proteggere ogni studente, indipendentemente dalla modalità di frequenza scelta. Attualmente, però, esiste una profonda disparità tra il sistema universitario pubblico e quello delle università private telematiche legalmente riconosciute.
Nelle università statali, la "No Tax Area" garantisce l'esonero totale dalle tasse per chi ha un ISEE inferiore a 22.000€, supportando i pendolari con borse di studio che coprono le spese di trasporto e sussistenza. Al contrario, gli studenti delle università telematiche non beneficiano di alcuna agevolazione legata al reddito, trovandosi a sostenere rette elevate anche in presenza di un ISEE inferiore a 5.000€.
Il modello della didattica digitale è profondamente cambiato: oggi gli studenti delle telematiche devono comunque affrontare frequenti trasferte e spese di viaggio per sostenere gli esami e le verifiche in presenza. A questi costi logistici si aggiunge l'obbligo di versare la tassa regionale per il diritto allo studio, un contributo che grava sulle famiglie ma che non si traduce in servizi o tutele concrete per chi studia online. Questa combinazione di spese rappresenta una barriera economica insostenibile per le fasce più deboli.
Chiediamo pertanto al Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) di intervenire per sanare questa disparità, introducendo politiche di agevolazione fiscale, detrazioni mirate o borse di studio dedicate agli studenti delle università telematiche con reddito basso. Rendere l’istruzione accessibile e sostenibile è un dovere costituzionale che deve includere tutti gli studenti, senza distinzioni basate sulla natura dell'istituto frequentato.
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Petizione creata in data 29 giugno 2026