Genova mai più. Nazionalizziamo tutte le autostrade

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Al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte

Al ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio

Al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli

Genova mai più. Nazionalizziamo tutte le autostrade

Autostrade bene comune: meno costi, più sicurezza, più innovazione. Siano rese pubbliche le concessioni. Ora. La tragedia di Ponte Morandi, letta nel contesto generale delle autostrade italiane dimostra che le privatizzazioni non danno vantaggi ai cittadini, ma solo agli azionisti.

Dal 2009 al 2016 tutte le concessionarie autostradali italiane hanno incassato dai cittadini quasi 41.000 milioni di euro di soli pedaggi. Un somma in aumento, che è passata dai 4.700 milioni del 2009 ai 5.7 del 2016. L'utile netto, dal 2009 al 2016, è stato di 8.800 milioni, con una punta di 1,4 nel solo 2015. Nello stesso periodo si sono investiti solo 5.400 milioni di euro in manutenzione ordinaria - passando dai 707 milioni del 2009 ai 646 del 2016 - e il numero degli addetti è calato di 883 persone. E anche gli investimenti sono in calo. Si è passati dai 1.700 milioni di euro del 2009, all'1.060 del 2016, con una diminuzione costante dal 2012 - l'anno che ha visto il massimo degli investimenti con 2.200 milioni.

La privatizzazione è stata un pessimo affare. A fronte di utili netti sempre in aumento per i privati, si è avuto un incremento costante dei pedaggi, una diminuzione della manutenzione, degli addetti e una riduzione degli investimenti. Ritornare al pubblico, quello capace di amministrare nell'interesse dei cittadini, significa ridurre i costi per le persone e viaggiare più sicuri.

Se i soli guadagni netti del 2016, 1.100 milioni di euro, fossero investiti al 50% sulle tariffe e al 50% sulla manutenzione avremmo come effetto la riduzione immediata delle tariffe di pedaggio del 10% e un incremento della manutenzione dell'85%. Ma non solo.

È necessario nazionalizzare tutte le autostrade date in concessione agli oltre venti concessionari, per investire nelle nuove tecnologie, nella nuova mobilità sostenibile, nella manutenzione e nella sicurezza dei trasporti evitando che gli utili che oggi vanno ai privati, gli oneri concessori e la fiscalità derivata da tutto ciò finiscano nel nulla senza apportare vantaggi sulla qualità della vita dei cittadini. Le nuove tecnologie applicate alle autostrade, come l'adozione del casello automatizzato con tariffe dedicate per utenti specifici gestite tramite App - cosa che il privato in regime di monopolio si guarda bene dall'utilizzare - per esempio, consentirebbe oltre ad una enorme velocizzazione del traffico legata alla eliminazione delle barriere fisiche, lo sviluppo di economie locali a basso impatto ambientale in quanto a filiera corta, al di fuori ma nei pressi della rete autostradale - uscendo dagli obblighi delle sub concessioni sulle quali i privati lucrano anche oggi - come l'ospitalità, la ristorazione il rifornimento di carburanti, anche sostenibili come il bioMetano prodotto localmente, la ricarica di veicoli elettrici.

Oltre a ciò le nuove tecnologie applicabili dallo Stato renderebbero più sicuri i viaggi non solo su fronte della manutenzione. Il sistema di esazione digitale, infatti, se gestito dallo Stato permette di controllare in tempo reale, attraverso la scansione della targa, l'aggiornamento delle revisioni e l'esistenza dell'assicurazione consentendo il sanzionamento immediato e la segnalazione alle forze dell'ordine il cui compito di repressione di questi reati sarebbe più semplice e mirato.

Per tutti questi motivi chiediamo, al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, al ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli, in primo luogo la desecretazione di tutte le convenzioni, l'avvio di indagini pubbliche e partecipate dai cittadini, dalla stampa e dai corpi sociali, approfondite sulle inadempienze di tutti i concessionari autostradali tese alle revoca di tutte le concessioni autostradali vigenti in Italia e il passaggio gestionale ad un rinnovato ente pubblico che abbia tra i suoi scopi quello di non produrre profitti se non finalizzati a sviluppo, ricerca e innovazione per il bene pubblico.

Primi firmatari:

Sergio Ferraris, giornalista

Marco Giustini, attivista

Fonte dei dati: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Direzione Generale per la Vigilanza sulle Concessionarie Autostradali Settore Autostradale in concessione. Attività 2016

Immagine: Vigili del Fuoco



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