Equiparare lo stipendio degli operatori della salute a quelli della media Europea

0 hanno firmato. Arriviamo a 15.000.


L'infermiere in Italia, come nel mondo, è sempre impegnato in prima linea che vi siano urgenze o emergenze o situazioni di normalità, noi siamo sempre impegnati 365 giorni l’anno, compreso i giorni dove tutti si riposano o festeggiano, spesso in condizioni di grossa precarietà, disagio e disorganizzazione, ma riusciamo a superare tutto.

Nei festivi, quando le altre figure sono a casa noi siamo in silenzio in prima linea con meno personale ma con gli stessi problemi, responsabilità e carichi di lavoro.

Abbiamo sempre lavorato in silenzio ( e mi piace ripeterlo), con carichi di lavoro enormi, responsabilità più grandi di quanto ci possiamo permettere se sbagliamo, dato il nostro “mortificante” stipendio.

Molti di noi si ammalano con gli anni o accidentalmente, inevitabile. Rischiamo di portare un batterio killer o un virus pericoloso a casa dai nostri cari. Troppo spesso siamo chiamati a fare da capro espiatorio, valvola di sfogo, presi di mira anche dai media anche quando la nostra figura non è presente sul luogo del misfatto.

Ad una collega questa settimana non hanno voluto affittare l’appartamento perché infermiera, BASTA.

Tutto questo per uno stipendio che offende, disonora l’intera professione, considerata la più nobile e difficile nei paesi avanzati (civili).

L’infermiere italiano è il più apprezzato e stimato a livello europeo ma il meno retribuito dopo i colleghi greci, con uno stipendio così basso che difficilmente si riesce ad arrivare a fine mese in una famiglia monoreddito.

Sicuramente uno stipendio non proporzionale ai carichi di lavoro, doveri, responsabilità e rischi (di far male qualcuno e portarlo sulla coscienza, pagare un risarcimento di migliaia di euro o come già detto portare un batterio killer o virus a casa,).

Spesso quando ci devono caricare di lavoro parlano di studi, adesso ve lo do io uno studio...

Recenti studi (Studio RN4CAST, GranBretagna, Pennsylvania, etc) dimostrano che una carenza di personale infermieristico porta ad aumenti significativi di infezioni e morti ospedaliere con una spesa sanitaria non indifferente. Studio Lancet 2014: Ogni volta che aumenti 1 paziente ad un infermiere aumenta l’indice di burnout del 23%, aumenta del 7% la mortalità del paziente, aumenta del 7% che l’infermiere non si renda conto delle complicanze a cui il paziente sta andando incontro. Lo studio ha inoltre stimato che se i tassi di 'burnout' degli infermieri fossero ridotti del 10% si potrebbero prevenire circa 4.160 contagi ospedalieri ogni anno, risparmiando 41 milioni di dollari in costi del servizio sanitario in una sola regione. Le ricerche parlano di rapporto ottimale infermiere/paziente 1 a 6 (in Italia siamo abituati a numeri ben più importanti 1 a 12, 1 a 22 in alcune realtà drammatiche anche di più…). Addirittura in California per legge il rapporto infermiere/paziente deve essere massimo di 1 a 5, fino ad arrivare ad 1 a 1 in terapia intensiva.

Il burnout non è però creato solo dal demansionamento o carichi di lavoro ma anche percependo uno stipendio che non gratifica e giustifica l'enorme mole di lavoro, rischi e responsabilità che sei chiamato ogni giorno a fare.

Durante le precedenti campagne politiche sono stati molti i partiti e movimenti, non voglio fare un elenco in questo momento, a parlare bene di noi, lasciandoci intendere che ci avrebbero aiutato ma poi letteralmente dimenticandosi di noi, dopo le elezioni.

Su questo noi sanitari in futuro saremo uniti e preparati aiuteremo solo chi ci aiuterà sul campo ad ottenere i giusti riconoscimenti, al pari dei colleghi europei.

NOI NON CHIEDIAMO SOLDI MA DIGNITA’, per la nostra professione, per i nostri figli, NON SI VIVE DI SOLO ONORE O ILLUSIONE, i nostri figli, come quelli delle altre e nobili professioni, hanno bisogno anche loro di andare in piscina, di comprare libri per l’università e mi dite una famiglia monoreddito o un collega single con figlio/i come fa a permettersi ? C’è da dire che anche i nostri cari, dispiace dirlo, hanno un minimo di rischio a causa della nostra attività lavorativa (coronav. HIV,HCV, batterio killer, etc). Basta una piccola distrazione dovuta alla stanchezza.

Oggi ai tavoli che contano osserviamo che si parla sempre e solo di medici e non di infermieri. Tra 6 anni mancheranno 16.500 medici ? Oggi mancano 70.000 e il Governo (non per colpa sua diretta) non può permettersi di metterli in quarantena quelli esposti al coronavirus.

Rimaniamo fiduciosi che l’attuale Governo faccia qualcosa per queste figure professionali (infermieri, oss in particolare) da troppi anni martoriati e offesi da stipendi non proporzionali alla professionalità, ai rischi, doveri, responsabilità e sacrifici che queste figure sono chiamate ogni giorno a fare.

Un infermiere felice, messo in condizioni mentali e fisiche di fare bene il suo lavoro, come dimostrano le ricerche, potrebbe non solo far risparmiare milioni di euro ma diminuire di molto infezioni e morti ospedaliere.

Vi ringrazio e vi chiedo di sensibilizzare più colleghi, amici, parenti, studenti e di farli condividere, bastano pochi secondi per firmare la petizione.

Non vi prometto che riusciremo ma se raggiungeremo un numero di firme soddisfacenti, almeno 1/3 del numero degli infermieri e oss presenti sul territorio nazionale, vi prometto che a costo di incatenarmi davanti al parlamento si parlerà di noi per molto, io ci metto la faccia voi metteteci un click, convincente un collega al giorno a firmare e condividere, uno solo al giorno.

ORA O MAI PIU’.

VI ASSICURO CHE DOPO QUESTA EMERGENZA MONDIALE VERREMO DIMENTICATI COME AL SOLITO.

L’INFERMIERE E’ UN GRANDE CENTROCAMPISTA, L’OSS UN GRANDE DIFENSORE, MA NELLA STORIA PASSA CHI FA GOAL, ANCHE SE MAGARI NON E’ UN GRANDE ATTACCANTE.

Non abbiamo nulla da perdere ma avremo mostrato per una volta nella storia della nostra professione che siamo uniti almeno in qualcosa…

IN FONDO CHIEDEREMO SOLO QUELLO CHE CI SPETTA, UN GIUSTO RICONOSCIMENTO ANCHE ECONOMICO E SOPRATTUTTO PROPORZIONALE AL COSTO DELLA VITA, AI CARICHI DI LAVORO, ALLE RESPONSABILITA’, AI RISCHI E DOVERI.

ORA O MAI PIU’VINCENZO PARISI

INFERMIERE