DIFENDIAMO LA LEGGE 194/78. MATERNITÀ CONSAPEVOLE. AUTODETERMINAZIONE. RISPETTO.

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Da alcuni giorni ha preso il via su scala nazionale la campagna pubblicitaria contro la legge 194/78, lanciata dalla associazione ProVita allo scopo di giungere alla sua abrogazione. Detta campagna si avvale di imponenti cartelloni mobili in giro per i territori delle regioni e recanti immagini e slogan volti a convincere che, sin dalla fecondazione dell’ovulo, si formi un “bambino” e conseguentemente che la donna, dal primo minuto di tale fecondazione, si trasformi in una ‘mamma’. Uno di suddetti cartelloni formula difatti tale quesito “Credi che sia buona la legge che consentiva di eliminarti?”.


Leggiamo sul sito dei ProVita, “Da lunedì 21 maggio l’Italia sarà coperta da messaggi portati da camion vela che ricorderanno in 100 Province una verità scomoda: con l’aborto muore sempre almeno un essere umano (il figlio non voluto di una mamma). La legalizzazione consente, tutela e moltiplica questa pratica, al 100% mortale!” Se non ora quando ritiene che questo tipo di messaggio, oltre a ledere il rispetto delle libertà individuali e dei diritti civili e politici delle donne, diffonda in modo vergognoso alcune falsità macroscopiche in campo scientifico e biologico, tali da non essere sottaciute.


Nel 1978 il governo di allora, un governo a guida di Giulio Andreotti, approvò una legge che fissava al terzo mese di gravidanza il limite ultimo per una IVG (con esclusione dell’aborto terapeutico)

L’embrione, infatti, sviluppatosi in feto, non possiede, in quello stadio di sviluppo, nessuno dei requisiti che ne facciano una persona, dotata di pensiero, sentimenti ed emozioni. Difatti solo intorno alla 23esima settimana sono presenti le connessioni tra organi di senso e corteccia, connessioni che rendono possibile la capacità di reagire ad uno stimolo esterno e quindi la possibilità di vita in caso di nascita prematura.


Conseguentemente i fuorvianti messaggi inducono l’opinione pubblica a colpevolizzare le donne, a ridurle a mero contenitore e, con dati falsi e manipolati, ad additarle come assassine. Ne discende un palese attacco non solo alla loro dignità ma anche alla loro potenziale libertà di scelta, legittimata invece dalla 194 che rende le donne libere di autodeterminarsi e di scegliere il futuro proprio e quello di un potenziale figlio, decidendo di metterlo al mondo solo in condizioni di sicurezza e di cura.

A distanza di quarant’anni dalla sua approvazione ci troviamo ancora oggi a dover difendere una legge  resasi necessaria per sanare una situazione all’epoca inaccettabile, caratterizzata da migliaia di donne morte sotto i ferri delle mammane, da nessun tipo di assistenza a quante erano in difficoltà per una procreazione sicura e da alcun tipo di educazione sessuale e contraccezione idonea a condurre ad una maternità cosciente e consapevole.


All’associazione Provita ed a quanti diffondono l’idea che le donne che interrompono volontariamente una gravidanza o affrontano un aborto terapeutico siano assassine di bambini, con l’intento di indurre in esse sensi di colpa e frustrazione, rimarchiamo una verità inconfutabile:

il corpo delle donne appartiene alle donne e così  il diritto di scegliere se essere madri, seppure da millenni società patriarcali e retrograde cerchino di negare tale verità. Riaffermare con fermezza e tenacia che sia la donna a dovere scegliere, senza violenza ed imposizioni come e quando diventare madre, diventa per Se non ora quando un imperativo categorico.


Vanno CREATE E RAFFORZATE le condizioni  per facilitare una gravidanza: maggiore accesso al lavoro, rispetto dei diritti, implementazione della rete dei servizi (nidi, scuole materne, consultori).

 

Vogliamo chiarire, senza possibilità di dubbi, che abbiamo assolutamente a cuore la vita e la felicità dei nascituri. Di quelli, come già detto sopra, per i quali una madre consapevole possa programmare un futuro degno di essere vissuto, nonché calore, amore, cura. Di quelli ai quali possano essere garantiti un’accoglienza e un’assistenza in grado di renderli persone forti e vitali, capaci di fronteggiare il mondo di oggi e pensare a quello di domani. Amiamo i nascituri, anche se sono quelli degli altri, e noi non vogliamo o possiamo averne di nostri. In tal modo pensiamo che si debba difendere libertà di esistere dei nostri figli o di quelli altrui, consentendogli di nascere e crescere nell’amore e nella considerazione.


La pubblicità dei ProVita nega tutto ciò e per questo motivo intendiamo opporci con forza a questa propaganda vergognosa che ci vuole tutte carnefici. Nel contempo chiediamo la solidarietà di tutte e tutti, associazioni femminili e femministe, donne singole e uomini amici delle donne, perché siamo convinte che la condivisione di questo impegno ideale sia più che necessaria


DIFENDIAMO LA LEGGE 194/78
DIFENDIAMO IL CORPO E LA LIBERTÀ    DELLE DONNE 
DIFENDIAMO LA DIGNITÀ DELLA VITA


SNOQ - SE NON ORA QUANDO?

SNOQ COMITATI E TERRITORI

 

aderiscono

 
ASSOCIAZIONE SALUTE DONNA

 
ELVIRA REALE

 
 MARINA MORPURGO scrittrice e traduttrice


BEATRICE BRIGNONE segretaria nazionale POSSIBILE


CRISTINA PECCHIOLI RONZONI

MONICA LANFRANCO  giornalista 

 



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