COVID-19: L'Università e la ricerca non possono fermarsi

Il problema

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TESTO DELLA PETIZIONE
Gentilissimi,
Con questa petizione vogliamo chiedere con vigore una strategia per il futuro del mondo accademico di questo Paese. In un frangente drammatico come quello che stiamo vivendo è veramente impietoso constatare ogni giorno il susseguirsi di comunicati con la totale assenza di qualsiasi riferimento all'Università (in questi giorni è stato eliminato anche il riferimento alla U di Università e alla R di Ricerca all'interno delle Pagine Social ufficiali dei ministeri).

Da giorni gli Atenei, docenti e studenti, sono impegnati nell'affrontare una sfida che fino ad un mese fa era impensabile: rendere digitalmente evoluta la nostra didattica. Con sforzi enormi stanno affrontando la più grande crisi che dall'avvento della Costituzione e del diritto allo studio si sia mai affrontata.

Tutto questo è un valore che fa ancora una volta onore al nostro sistema universitario e di ricerca, ma non basta. Ci sono decisioni importanti e fondamentali da prendere e problematiche che esigono risposte:

  • Didattica a distanza: non tutti gli Atenei hanno gli strumenti per garantirla, e soprattutto serve chiarezza sul futuro della didattica da settembre.
  • Sessioni di laurea: serve un piano di azione serio per garantire agli studenti di laurearsi senza intoppi e permettere a chi è stato danneggiato dall'epidemia di Covid-19 di raggiungere il termine del suo percorso universitario.
  • Tasse universitarie: garantire agli studenti una tassazione che rimanga equa ma che permetta comunque di affrontare la problematica del vincolo del fabbisogno finanziario (fino a valutare uno stop per tutto l'anno in corso e per il prossimo).
  • Servizi di biblioteca: trovare soluzioni per garantire la digitalizzazione e l'accesso alle risorse documentali e librarie del nostro patrimonio archivistico, solo così la ricerca potrà proseguire.
  • Tirocini ed Erasmus: servono risposte per i molti studenti che hanno visto queste esperienze formative interrotte dall'epidemia. Certezza anche per i tirocini sanitari di cui attualmente non si hanno indicazioni precise rispetto al loro recupero e svolgimento delle ore.
  • Test a numero programmato: chiarezza sui test per l'accesso ai corsi a numero programmato e quale sarà la loro modalità di svolgimento.

Queste e molte altre questioni esigono risposte certe, chiare e precise. Oltre alla scuola dell'obbligo, cardine della nostra istruzione, ci sono però anche oltre 1 milione di persone tra studenti universitari, personale docente e tecnico amministrativo che chiedono risposte agli interrogativi che pongono al loro Ministro: anche l'Università non può e non deve fermarsi. Senza provvedimenti e una linea chiara che descriva come agire, il nostro sistema che contribuisce al sapere e alla ricerca, molto spesso anche attraverso le proprie strutture ospedaliero-universitarie, rischia di bloccarsi rendendo vani gli sforzi di studenti che si vedranno bloccare la loro carriera, e di professori e ricercatori che vedranno svanire i loro sforzi di anni.

#universitànonsifermi

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Pietro CristoferiPromotore della petizione
Questa petizione aveva 985 sostenitori

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Gentilissimi,
Con questa petizione vogliamo chiedere con vigore una strategia per il futuro del mondo accademico di questo Paese. In un frangente drammatico come quello che stiamo vivendo è veramente impietoso constatare ogni giorno il susseguirsi di comunicati con la totale assenza di qualsiasi riferimento all'Università (in questi giorni è stato eliminato anche il riferimento alla U di Università e alla R di Ricerca all'interno delle Pagine Social ufficiali dei ministeri).

Da giorni gli Atenei, docenti e studenti, sono impegnati nell'affrontare una sfida che fino ad un mese fa era impensabile: rendere digitalmente evoluta la nostra didattica. Con sforzi enormi stanno affrontando la più grande crisi che dall'avvento della Costituzione e del diritto allo studio si sia mai affrontata.

Tutto questo è un valore che fa ancora una volta onore al nostro sistema universitario e di ricerca, ma non basta. Ci sono decisioni importanti e fondamentali da prendere e problematiche che esigono risposte:

  • Didattica a distanza: non tutti gli Atenei hanno gli strumenti per garantirla, e soprattutto serve chiarezza sul futuro della didattica da settembre.
  • Sessioni di laurea: serve un piano di azione serio per garantire agli studenti di laurearsi senza intoppi e permettere a chi è stato danneggiato dall'epidemia di Covid-19 di raggiungere il termine del suo percorso universitario.
  • Tasse universitarie: garantire agli studenti una tassazione che rimanga equa ma che permetta comunque di affrontare la problematica del vincolo del fabbisogno finanziario (fino a valutare uno stop per tutto l'anno in corso e per il prossimo).
  • Servizi di biblioteca: trovare soluzioni per garantire la digitalizzazione e l'accesso alle risorse documentali e librarie del nostro patrimonio archivistico, solo così la ricerca potrà proseguire.
  • Tirocini ed Erasmus: servono risposte per i molti studenti che hanno visto queste esperienze formative interrotte dall'epidemia. Certezza anche per i tirocini sanitari di cui attualmente non si hanno indicazioni precise rispetto al loro recupero e svolgimento delle ore.
  • Test a numero programmato: chiarezza sui test per l'accesso ai corsi a numero programmato e quale sarà la loro modalità di svolgimento.

Queste e molte altre questioni esigono risposte certe, chiare e precise. Oltre alla scuola dell'obbligo, cardine della nostra istruzione, ci sono però anche oltre 1 milione di persone tra studenti universitari, personale docente e tecnico amministrativo che chiedono risposte agli interrogativi che pongono al loro Ministro: anche l'Università non può e non deve fermarsi. Senza provvedimenti e una linea chiara che descriva come agire, il nostro sistema che contribuisce al sapere e alla ricerca, molto spesso anche attraverso le proprie strutture ospedaliero-universitarie, rischia di bloccarsi rendendo vani gli sforzi di studenti che si vedranno bloccare la loro carriera, e di professori e ricercatori che vedranno svanire i loro sforzi di anni.

#universitànonsifermi

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Pietro CristoferiPromotore della petizione

I decisori

Anna Ascani
Viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Patrizio Bianchi
Patrizio Bianchi
Ministro dell'Istruzione
Mario Draghi
Mario Draghi
Presidente del Consiglio dei Ministri
Maria Cristina Messa
Maria Cristina Messa
Ministro dell'Università e della Ricerca
Giuseppe de Cristofaro
Giuseppe de Cristofaro
Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Istruzione

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Petizione creata in data 15 aprile 2020