AIUTIAMO UN MAESTRO DELLA FOTOGRAFIA A PUBBLICARE I SUOI SCATTI

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Propongo questa petizione per cercare di sanare quella che secondo me è una grande ingiustizia: il contenzioso fra il Maestro Ugo Borsatti, un fotografo di fama internazionale che ha fissato con le sue immagini meravigliose la storia di Trieste dalla guerra, alla liberazione, al boom economico e fino ai giorni nostri e la Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, la filiazione di una grande banca (Unicredit), che ne ha comprato l’archivio, sostenendo, attraverso una dubbia interpretazione del contratto, di averne l’esclusivo utilizzo e, pur non avendo realizzato nulla per renderlo disponibile a tutti, nega nello stesso tempo la possibilità al Maestro di utilizzare i suoi scatti, che sono ormai la sua sola fonte di reddito, per la pubblicazione di libri o l’organizzazione di eventi e, non contenta, chiede un indennizzo abnorme.

Con questa petizione non si vuole entrare nel merito del giudizio in corso davanti al magistrato, quanto piuttosto di chiedere alla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste di recedere dalla causa contro il Maestro Borsatti e di procedere ad una interpretazione o, nel caso, una modificazione del contratto che consenta al Maestro l’utilizzo dei suoi scatti per la pubblicazione di libri o la predisposizione di mostre o incontri.

Il Maestro Borsatti merita l’aiuto di tutti, triestini e non, per aver fatto conoscere la storia di Trieste con foto splendide ed usufruire di un patrimonio così importante che costituisce anche, per qualità tecnica e artistica, una eccellenza italiana; il minimo che si possa fare è riconoscergli la possibilità di utilizzare quegli scatti per vivere, senza contare che così otterremo per noi la possibilità di sentire direttamente da lui il racconto delle sue immagini.

Vi prego di spendere qualche minuto per conoscere i protagonisti e i fatti di questa vicenda e, se quanto detto vi convincerà, di firmare la petizione e di farla girare quanto più possibile.

 I PROTAGONISTI

 Ugo Borsatti è un decano dei fotografi triestini che per oltre mezzo secolo ha fermato sulla sua pellicola, con sensibilità e maestria, la storia di una città per molti versi segnata dagli eventi che l’hanno coinvolta insieme alla sua gente. Per capire gli scatti del Maestro vale spendere due parole su Trieste, una città che ha conosciuto un sanguinoso irredentismo già segnato da una componente anti-slava, l’annessione al Regno d’Italia calata in confini ben più ristretti di quelli conosciuti con l’impero e all’interno di un paese giovane e già rigato dai disegni di una dittatura violentemente incalzante, la drammaticità dell’essere contesa fra nazionalismi diversi e terra di confine degli stessi, gli orrori dei bombardamenti, dell’unico lager italiano, delle foibe, l’occupazione nazista, jugoslava poi e infine anglo-americana, lo strazio dell’esodo di molti giuliani e dalmati dalle zone occupate dalla Jugoslavia, la spartizione del territorio istriano e giuliano nelle zone A e B: la zona A, comprendente il Territorio Libero di Trieste con un Governo Militare alleato; la zona B, comprendente la parte nord-occidentale dell'Istria, in amministrazione alla Jugoslavia.

Con questa situazione, subito dopo la guerra, cominciarono le tensioni per un rientro di Trieste all’Italia, che avvenne nel 1954, ma Trieste dovette rinunciare a una provincia sufficientemente estesa e si ritrovò stretta in un lembo di terra che ne ridusse le potenzialità economiche.

Il Maestro Borsatti nasce nel 1927; a diciassette anni, studente chiamato al "Servizio del Lavoro", si trova proiettato in un universo che non conosce. Nel suo diario, miracolosamente salvato, narra quei giorni: dal lavoro coatto sotto i tedeschi alla cattura da parte degli jugoslavi e alla deportazione a Delnice; i lavori forzati, le fughe, le sevizie e l'eliminazione, a raffiche di mitra, di ventitré compagni di prigionia, italiani e tedeschi, militari e civili, inermi e senza colpa. Nel settembre del 1943, scatta le sue prime foto importanti: dalle finestre della casa dove abita riprende un gruppo di militari italiani prigionieri dei tedeschi, sfidando le machine-pistole dei soldati della Wehrmacht che li stanno scortando. Nel 1952 decide di dedicarsi totalmente alla Fotografia e fonda la ditta individuale Foto Omnia. Ha collaborato con le più prestigiose testate giornalistiche tra cui: Il Corriere della Sera, Il Gazzettino, Il Messaggero Veneto, Agenzia RotoFoto di Fedel Toscani (il grande fotografo padre di Oliviero), Corriere dello Sport e Tutto Sport.

Il Maestro Borsatti è testimone, da quelle prime foto del 1943 ad oggi, di una storia che lui stesso ha documentato con oltre oltre 365.000 scatti; bisogna tener presente tutto questo quando si guardano le sue foto per coglierne l’intimo significato così amorevolmente legato alla sua città; scatti che registrano personaggi famosi, come gente qualunque, attimi intensi come quotidianità preziose, scorci di folle come attimi di solitudine e ripensamento, tutto sempre con una delicatezza di inquadratura che riesce a celare una maestria tecnica e professionale che però è la sola che possa elevare un’inquadratura a immagine e significante oltre che significato.

 La Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste si costituisce nel 1992 quando, in seguito alla legge Amato la Cassa di Risparmio di Trieste si sdoppiò: le attività bancarie furono conferite alla CRTrieste-Banca s.p.a., mentre le attività non lucrative diventavano Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste; nel 1999, la Fondazione cedette il pacchetto azionario di maggioranza a UniCredito Italiano, uno tra i più grandi gruppi bancari nazionali, ottenendo anche in tal caso un cospicuo flusso di dividendi. Siamo quindi di fronte ad un “energumeno” finanziario, infatti, per avere una dimensione di chi stiamo parlando, basti pensare che la Fondazione è stata coinvolta nella partecipazione nel capitale sociale di STX France con una quota del 7%, stiamo parlando dell’acquisizione italiana degli storici cantieri francesi di Saint Nazaire da parte di Fincantieri, con la tormentata trattativa fra Governo italiano e Macron. A leggere sulla loro home page (www.fondazionecrtrieste.it/ ), “la Fondazione CRTrieste si propone di promuovere lo sviluppo economico di Trieste e del suo territorio, rispondendo alle istanze sociali che in esso si manifestano. Attraverso l’attuazione di iniziative anche complesse, la Fondazione CRTrieste si impegna sempre più a fondo per consolidare il proprio ruolo di soggetto di riferimento nello sviluppo socio-economico della città di Trieste e del suo territorio”.

 I FATTI

Nel 1995 i Beni culturali hanno dichiarato di interesse storico l’archivio del Maestro Borsatti, con circa 350 mila negativi. Con un contratto sottoscritto il 29 dicembre del 2000 la Fondazione acquista dal fotografo tutto l’archivio storico fotografico di sua proprietà, ciò mediante la cessione di tutti i negativi di “Foto Omnia di Ugo Borsatti” con la clausola “non in esclusiva” (dal 1 settembre 1952 al 6 febbraio 1995 più alcune foto del 1943 dietro un corrispettivo di 165 milioni di lire).

Rispettivamente nel 2003 e nel 2004 vengono pubblicati dalla Lindt i volumi “Trieste 1953” dove viene narrato con le foto il periodo di occupazione anglo-americana, con le sommosse e gli scontri fra la polizia civile posta sotto il Governo alleato e i cittadini che chiedevano l'unione all'Italia e “Trieste 1954” che contiene le immagini più belle di fatti curiosi e importanti accaduti nella città adriatica nell’anno del ritorno all’Italia: i nuovi confini, le case e i campi tagliati in due, gli ultimi profughi dall'Istria, gli emigranti, e, come nel 1918, l'abbraccio ai bersaglieri. Questi volumi vengono stampati e distribuiti senza alcuna rivendicazione da parte della Fondazione

Nel 2013 il Maestro Borsatti pubblica il libro fotografico “Ugo e Noi” per il quale la Fondazione comunica un “ammonimento” che però pare rientrare a seguito di una risposta dell’avvocato del Maestro e la diffusione continua senza nessun apparente problema, ma allorquando, nel 2016 viene dato alle stampe "Leica e le altre”, la Fondazione fa causa al Maestro, mobilitando quattro tra i più importanti civilisti a livello nazionale sotto l’egida del prestigioso studio Rodl e partner di Padova, e ottiene il blocco della distribuzione di entrambi i volumi, e chiede inoltre 125mila euro di penale al fotografo, vale a dire 242 milioni delle vecchie lire quando l’acquisizione era costata 165 milioni (https://it.coinmill.com/EUR_ITL.html Si tratta di circa 300 immagini dello smisurato archivio ceduto alla Fondazione CRT.

Il contenzioso si basa tutto, quindi, sul valore che viene dato alla clausola “non in esclusiva”: evidentemente irrilevante per la Fondazione, mentre fondamentale per il Maestro Borsatti perché consentendogli l’uso dei suoi scatti, gli assicura un minimo di guadagno con la pubblicazione di libri e altre attività a questi collegati.

Tuttavia non è del contenzioso, come si è detto, che si vuole trattare, mentre invece vale fare un po’ di chiarezza su quanto abbia valutato la Fondazione le foto del Maestro, facendo un po’ i “conti della serva”: 165 milioni di lire per oltre 350.000 scatti vuol dire circa 471 lire a scatto e volendo “storicizzare” il costo all’Euro attuale (utilizzando il convertitore storico della Banca d’Italia e impostando la data sul 30.11.2000 poiché l’acquisto avvenne a dicembre di quell’anno - https://bit.ly/2qSetl9  ) si ricava che ogni scatto è stato pagato 0.2432512 € !!!! (Informazioni prese da https://bit.ly/2exALV9 e da https://bit.ly/2Hianxz

Per avere la dimensione di quanto ridicolo sia il prezzo corrisposto conviene farsi un’idea sul costo delle foto d’epoca in un sito come Ebay, considerando di più che ci troviamo di fronte non certo ad un archivio storico di un unico Maestro fotografo, ma a foto sparse spesso di incerta provenienza e mi limito a qualche esempio:

1954 TRIESTE Crollo di una gru sulle case per effetto della bora: 36 € https://bit.ly/2Hlkq0X

1956 CELLE LIGURE Costruzione del viadotto dell'AUTOSTRADA DEI FIORI: 50 € https://bit.ly/2Hks4bI

1948 Trieste Partito Comunista TLT Regione Giulia: 60 € https://bit.ly/2JfA7Ht

1970 Anni di Piombo Milano - Corteo Primo Maggio - Gruppi comunisti: 100 € https://bit.ly/2HhZ1d2

1940 Foto arte R.Beccarini Milano Mignon Regina della fisarmonica: 110,50 € https://bit.ly/2HGs1ud

Fotografia originale Aldo Bonasia anni '70: 150 € https://bit.ly/2HFazGO

1940 WW2 BELGIO Una madre con i tre figli dopo i bombardamenti: 200 € https://bit.ly/2K0Msk9

Tutte foto che non sono superiori certo alle foto del Maestro quali queste: https://bit.ly/2HOQb3n e https://bit.ly/2qPt3uz o come quelle esposte alla mostra fotografica di Ugo Borsatti - Trieste e una donna https://bit.ly/2F78gqq ma per apprezzare a pieno il valore umano e professionale di questo Maestro della fotografia vi propongo:

-           un video, https://bit.ly/2JbCQl6

-          un’intervista, https://bit.ly/2HlmBBu

-          una pagina uscita in occasione di una prima sottoscrizione in suo favore https://bit.ly/2vAWS6H

Ultime considerazioni:

1)      La Fondazione con una nota a suo tempo redatta (https://bit.ly/2vBr8OQ ) ha fatto sapere che «Tutto il materiale, catalogato e digitalizzato, da settembre 2007 è depositato presso la Fototeca dei Civici Musei di Storia e Arte di Trieste ed è messo a disposizione del pubblico affinché possa essere fruito da tutti i cittadini... La Fondazione quindi - prosegue la nota - di aver agito in giudizio al fine di tutelare i propri diritti e di far cessare il comportamento illecito, per garantire la diffusione gratuita del materiale fotografico acquisito e di impedire che le immagini possano essere ulteriormente usate a scopo commerciale». 

A proposito di questo va detto che la Fondazione, dal momento dell’acquisizione degli archivi, non ha prodotto alcuna pubblicazione e neanche organizzato mostre e occasioni per garantire al pubblico la conoscenza di questo patrimonio; quanto all’accesso agli archivi della Fototeca e il servizio di ricerca del materiali, va rilevato che:

a)      il censimento e la sistemazione delle immagini non si è ancora conclusa a ormai 10 anni dal conferimento e quindi non tutte le immagini sono disponibili;

b)      il sistema di ricerca on line non è certo intuitivo, ma farraginoso e di scarsa praticabilità;

c)       la diffusione non è certo gratuita, ma i Servizi sono pagamento con i seguenti tariffario:

TARIFFE SERVIZIO DIGITALE Prodotti digitali e fornitura materiale esclusi i corrispettivi per uso d’immagine

-          Supporto CD (se fornito dall’amm.ne)              €  2,70

-          Riproduzione su carta fotogr. dell’amm.ne      €  3,15

-          Riproduzione digitale 1 Mb                                  €  1,28

-          Uso d’immagine a fini commerciali

-          Corrispettivo fisso per immagine                        € 64,77

TARIFFE SERVIZI DI RICERCA

-          Ricerca semplice                                                     € 00,00

-          Ricerca breve                                                           € 25,84

-          Ricerca complessa (tariffa oraria)                      € 38,82

(per quanto sopra esposto si veda:

-          per l’archivio

http://biblioteche.comune.trieste.it/ListRecord.htm?idinlist=0&list=request&NumReq=6&objecttype_06Autore=on&oper_1=20010000&cluster_1=ugo+borsatti&inselect=0

-          per i tariffari http://www.fototecatrieste.it/consultazione/

2)      da un articolo de Il Piccolo (https://bit.ly/2HW7nUZ ) la Fondazione avrebbe avanzato una proposta che darebbe al Maestro Borsatti “la possibilità di utilizzare a piacimento il suo archivio per libri, mostre e altre iniziative. Tutto ciò a un’unica condizione: il fotografo tenga pure per sè metà del ricavato, ma l’altro 50% lo devolva in beneficenza”.

A proposito di questo va detto che non si ha notizia di una formalizzazione di questa proposta, né tantomeno della volontà di recedere dalla causa intentata; in secondo luogo appare del tutto “arzigogolata”: non si vede perché il Maestro debba essere obbligato a effettuare lui un atto di beneficenza sugli introiti che percepirebbe dalla vendita dei volumi o altra attività a questi connessa, instaurando così un circolo vizioso di debito – credito nei confronti della Fondazione ed essere con ciò legata a questa in un rapporto francamente inaccettabile; sembrerebbe infatti che alla Fondazione si dovrebbero rendicontare gli introiti percepiti per dimostrare poi di averne versati il 50% in beneficenza … e con che meccanismo e quali penalità se ciò non avviene? Pare in realtà quasi un tentativo di “gettare la palla nel campo avversario” ostentando una munificenza che in nasconde l’attribuzione di responsabilità al Maestro per non accogliere una soluzione che può apparire a prima vista conveniente, ma che è in realtà impraticabile. Si consideri inoltre che i proventi della vendita dei libri con l’utilizzo delle foto contestate costituiscono oggi il quasi esclusivo introito del Maestro;

3)      l’acquisizione da parte della Fondazione dell’archivio fotografico del Maestro, per altro tutelato dalla Soprintendenza delle Belle Arti, sicuramente rappresenta un gesto per tutelare un patrimonio che appartiene alla storia di Trieste, ma occorre anche sottolineare che dal momento dell’acquisizione a oggi, vale a dire 18 anni, non si ha notizia di alcuna attività della Fondazione con il fine di far conoscere questo patrimonio inestimabile proprio ai cittadini di Trieste, in fondo venendo meno così l’obiettivo statutario di promuovere lo sviluppo culturale e sociale, fra gli altri, di Trieste e del territorio di riferimento. A partire dall’anno di acquisizione, il 2000, a ben vedere sono state solo le pubblicazioni realizzate dal Maestro Borsatti e alcune iniziative quali la mostra di Ugo Borsatti "60 anni di fotografia"vsvolta nell'ambito della manifestazione "Festival dell'arte e della creatività" organizzata dal Comune di Capriva, nel 2014 o quella bellissima “Trieste è una donna” del 2016 ideata dalla Commissione Pari Opportunità e promossa dal Comune di Trieste, a essere occasione di conoscenza del patrimonio storico e artistico della collezione del Maestro. Si dice questo perché non si vorrebbe che un’operazione lodevole, come si è detto, di tutela si trasformi in un atto di occultamento e di perdita della memoria;

4)      da considerare in ultimo il valore aggiunto di pubblicazioni curate direttamente dal Maestro; se infatti egli non può utilizzare i suoi scatti per far uscire dei volumi in cui descrive anche emozioni, contesti, tecniche, chi potrà mai farlo al posto suo? Il valore aggiunto di una raccolta di foto è data proprio dal fatto che sia il medesimo autore a farne il commento; la Fondazione o chi per essa potrà mai colmare adeguatamente questo valore aggiunto? Sinceramente non credo e quindi ritengo che più che fare la guerra al Maestro Borsatti, la Fondazione anzi dovrebbe, proprio per rispondere a quegli scopi statutari che la legano alla città di Trieste, cercare la sua collaborazione e il suo coinvolgimenti per un progetto che valorizzi un patrimonio di foto ineguagliabile per la città e anche per la nazione, sia sotto l’aspetto storico che artistico.

Vi chiedo quindi di firmare questa petizione che, come detto in premessa, non vuole entrare nel merito di un procedimento di accertamento di diritto che, fra l’altro, non gli compete, ma ha i soli obiettivi di riconoscere alla figura del Maestro Borsatti il valore e la riconoscenza della città tutta, e non solo, per aver documentato in modo così sensibile e artistico 70 anni importantissimi per Trieste e l’Italia chiedendo, di conseguenza, di far cessare un contenzioso che nuoce anche alla cittadinanza privandola della possibilità di usufruire concretamente del patrimonio di un archivio unico nel suo genere commentato dall’autore delle immagini.

Firmando questa petizione si chiede pertanto alla Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste di:

a)      abbandonare ogni azione legale nei confronti del Maestro Ugo Borsatti concedendo che si proceda alla pubblicazione dei due volumi già realizzati “Ugo e Noi” e “Leica e le altre” sospesa in seguito a provvedimento del Tribunale di Trieste;

b)      rivedere il rapporto di cessione del suo archivio fotografico in modo che egli possa utilizzare i suoi scatti per la pubblicazione di libri od organizzazione di mostre o incontri oppure, ferma restando la proprietà dell’archivio in capo alla Fondazione, questa stipuli con il Maestro uno specifico contratto con il quale, verso un determinato corrispettivo, si impegni a specifiche pubblicazioni e a prestabilite mostre e incontri di cui egli sarà curatore e responsabile.

Questa petizione verrà inviata per conoscenza agli Enti che per statuto della Fondazione stessa, fanno parte del suo Consiglio Generale, ovvero sia:

a)      Comune di Trieste (tre componenti);

a)      Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (un componente);

b)      Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura Venezia Giulia (tre componenti);

c)       Vescovo della Diocesi di Trieste(un componente);

d)      Comitato Regionale del CONI del Friuli Venezia Giulia (un componente);

e)      Rettore dell’Università degli Studi di Trieste pro tempore;

f)       Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia pro tempore.



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