FIRMA PER STOP ALLA QUERELA DI UN SEGRETARIO CGIL DI FERMO CONTRO UNA LAVORATRICE

Il problema

PETIZIONE CONTRO LA QUERELA ALLA DIPENDENTE PRECARIA E IN PART TIME INVOLONTARIO.

E' ACCANIMENTO. 

CHI QUERELA LA DIPENDENTI?  DUE SEGRETARI DELLA CGIL A FERMO (MARCHE).

Apprendiamo e raccontiamo, dopo opportune verifiche, la storia da "ancien regime" attuato da due alti dirigenti sindacali Cgil Marchigiani, verso una dipendente.

 Un fatto accaduto a Fermo, contro una dipendente di una società Srl - in house - controllata dalla stessa Cgil, nella quale i due dirigenti ricoprono ruoli in consiglio di amministrazione.

I fatti in sintesi: la dipendente riconosciuta da tutti come capace e di grande esperienza, dopo anni di precariato a orario ridotto involontario, esasperata, critica aspramente, ma non pubblicamente, i sindacalisti-imprenditori, i quali reagiscono con una contestazione disciplinare. Segue la sanzione disciplinare: 10gg di sospensione dal lavoro e dallo stipendio.

 Sanzione impugnata dalla dipendente, perché ritenuta palesemente sproporzionata.

La dipendente si è rivolta a un legale.  La lite viene discussa davanti al Giudice del Tribunale del lavoro di Fermo. Per evitare il giudizio sfavorevole per sproporzione, il giudice suggerisce una composizione tra le parti, si arriva ad una conciliazione giudiziale, la sanzione viene fissata tra le parti in 4 giorni.

Fin qui un classico tra impresa e lavoratori, con una anomalia: l'imprenditore è il Segretario del sindacato a cui è iscritta la lavoratrice, che dovrebbe essere seduto al suo fianco e in difesa della lavoratrice stessa.  

Ma mentre si discute della sanzione e della soluzione, probabilmente vista la mal parata e stante la palese sproporzione, ormai acclarata, con un atto che appare intimidatorio e con una condotta scorretta e impropria, i due dirigenti sindacalimprenditori querelano la dipendente. 

Atto che nessun imprenditore fa, in quanto nei rapporti di lavoro lo strumento coercitivo del datore di lavoro è appunto la sanzione disciplinare, graduata in relazione alla gravità dei fatti. 

Apparentemente i due sindacalisti danno la sensazione di non essere adatti, né come sindacalisti, né come imprenditori. 

E certamente è solo un gravissimo episodio locale, attribuibile ai due che agiscono a titolo personale, ma che inevitabilmente compromettono l’Organizzazione sindacale, visto i ruoli ricoperti. 

Va detto che uno dei due ha infine ritirato la querela, anche su suggerimento e pressione dei livelli superiori della Cgil. 

Con questa petizione chiediamo che venga ritirata definitivamente la querela e che si provveda a sanzionare quel comportamento del segretario, con proporzionalità della sanzione. Proporzione che non hanno saputo cogliere né da capitani d'impresa, né da sindacalisti.


Delegati RSU Fiom Cgil Electrolux Susegana (TV)

Firma e condividi. Grazie.

 

avatar of the starter
Augustin BredaPromotore della petizione

599

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PETIZIONE CONTRO LA QUERELA ALLA DIPENDENTE PRECARIA E IN PART TIME INVOLONTARIO.

E' ACCANIMENTO. 

CHI QUERELA LA DIPENDENTI?  DUE SEGRETARI DELLA CGIL A FERMO (MARCHE).

Apprendiamo e raccontiamo, dopo opportune verifiche, la storia da "ancien regime" attuato da due alti dirigenti sindacali Cgil Marchigiani, verso una dipendente.

 Un fatto accaduto a Fermo, contro una dipendente di una società Srl - in house - controllata dalla stessa Cgil, nella quale i due dirigenti ricoprono ruoli in consiglio di amministrazione.

I fatti in sintesi: la dipendente riconosciuta da tutti come capace e di grande esperienza, dopo anni di precariato a orario ridotto involontario, esasperata, critica aspramente, ma non pubblicamente, i sindacalisti-imprenditori, i quali reagiscono con una contestazione disciplinare. Segue la sanzione disciplinare: 10gg di sospensione dal lavoro e dallo stipendio.

 Sanzione impugnata dalla dipendente, perché ritenuta palesemente sproporzionata.

La dipendente si è rivolta a un legale.  La lite viene discussa davanti al Giudice del Tribunale del lavoro di Fermo. Per evitare il giudizio sfavorevole per sproporzione, il giudice suggerisce una composizione tra le parti, si arriva ad una conciliazione giudiziale, la sanzione viene fissata tra le parti in 4 giorni.

Fin qui un classico tra impresa e lavoratori, con una anomalia: l'imprenditore è il Segretario del sindacato a cui è iscritta la lavoratrice, che dovrebbe essere seduto al suo fianco e in difesa della lavoratrice stessa.  

Ma mentre si discute della sanzione e della soluzione, probabilmente vista la mal parata e stante la palese sproporzione, ormai acclarata, con un atto che appare intimidatorio e con una condotta scorretta e impropria, i due dirigenti sindacalimprenditori querelano la dipendente. 

Atto che nessun imprenditore fa, in quanto nei rapporti di lavoro lo strumento coercitivo del datore di lavoro è appunto la sanzione disciplinare, graduata in relazione alla gravità dei fatti. 

Apparentemente i due sindacalisti danno la sensazione di non essere adatti, né come sindacalisti, né come imprenditori. 

E certamente è solo un gravissimo episodio locale, attribuibile ai due che agiscono a titolo personale, ma che inevitabilmente compromettono l’Organizzazione sindacale, visto i ruoli ricoperti. 

Va detto che uno dei due ha infine ritirato la querela, anche su suggerimento e pressione dei livelli superiori della Cgil. 

Con questa petizione chiediamo che venga ritirata definitivamente la querela e che si provveda a sanzionare quel comportamento del segretario, con proporzionalità della sanzione. Proporzione che non hanno saputo cogliere né da capitani d'impresa, né da sindacalisti.


Delegati RSU Fiom Cgil Electrolux Susegana (TV)

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I decisori

e.fontana@marche.cgil.it
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SEGRETARIA CGIL MARCHE
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