FIRMA ANCHE TU PER UNA TRANSIZIONE ENERGETICA SOSTENIBILE E CONDIVISA

Il problema

FIRMA ANCHE TU PER DIFENDERE TERRITORIO E CITTADINI!
L’Italia sta finalmente avviando la transizione verso la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma questo atteso cambiamento si sta traducendo in una corsa incontrollata all’installazione di impianti, in assenza di una pianificazione attenta al territorio e in un contesto normativo ancora frammentato e incoerente.
Il riconoscimento della “pubblica utilità” viene infatti utilizzato come criterio prevalente per autorizzare maxi impianti, anche in aree soggette a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, in netto contrasto con i principi costituzionali che invocano un bilanciamento tra i diversi interessi in gioco.
Le stesse Commissioni di Valutazione Ambientale (VIA) arrivano a decisioni che spesso, agli occhi dei cittadini, risultano prive di logica e buon senso: manca una valutazione integrata che consideri l’insieme degli effetti territoriali, ambientali e sociali. Questo approccio rischia di generare decisioni certamente coerenti a livello formale, ma del tutto disallineate rispetto a una visione sostenibile e di lungo termine.
Anche il Veneto, come tante altre Regioni, sta subendo una trasformazione profonda che, invece di rispondere a esigenze reali e sostenibili, calpesta ogni buona regola di pianificazione e sostenibilità territoriale.
Un caso emblematico è Mogliano Veneto, città d’arte da cui nasce questa petizione. Qui, in via d’Azeglio/via Marignana, è previsto l’ennesimo impianto fotovoltaico che non trova appoggio né dall’Amministrazione comunale né dai cittadini. L’intervento -17.850 pannelli alti fino a 5 metri su 17 ettari di terreno- sorgerebbe a pochi metri da ville venete, casali storici e dalla strada napoleonica del Terraglio, nel cuore di un corridoio ecologico.
Nello stesso Comune sono già più di 130 gli ettari di terreni agricoli destinati, nei prossimi anni, alla produzione di energia rinnovabile: consentirebbero di produrre 83,4 MW, quando la quota obiettivo di tutto il Veneto per il 2030 è di 5828 MW.
Quindi Mogliano, che, con 28.000 abitanti su 4,8 milioni del Veneto, pesa lo 0,05% e dovrebbe contribuire con un obiettivo 2030 di 34 MW, si vedrebbe attribuire una quota di quasi 3 volte la sua taglia, in evidente deroga ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità stabiliti dalla normativa.
Una transizione energetica così concepita è, paradossalmente, insostenibile.
COSA CHIEDIAMO ALLA POLITICA:
➢ Installazione prioritaria degli impianti su aree già compromesse, in linea con le normative europee e nazionali. I terreni e l’agricoltura vanno salvaguardati, anche dagli impianti agrivoltaici che non consentono una gestione agronomica diversificata e compromettono la capacità di adattarsi alle necessità stagionali e/o produttive.

➢ Destinazione degli incentivi economici alla riqualificazione di zone industriali, cave o discariche dismesse: secondo i dati forniti da ISPRA ed ENEA queste aree sono sufficienti a coprire il fabbisogno energetico, senza sacrificare ulteriormente la superficie agricola disponibile.
➢ Tutela del paesaggio e della biodiversità, patrimonio culturale, sociale ed economico fondamentale per il nostro Paese. La transizione energetica non può, in alcun modo, metterli a rischio, poiché parte integrante della nostra identità, del nostro passato e del nostro futuro.
➢ Riconoscimento del potere decisionale alle amministrazioni locali, che conoscono il territorio, per scongiurare scelte incoerenti con le specificità locali e la qualità della vita di chi ci vive. Decisioni imposte a livello regionale o nazionale risultano non solo inefficaci, ma potenzialmente controproducenti.
➢ Riconversione dei progetti non ancora avviati, coinvolgendo amministrazioni e comunità locali e sfruttando i fondi esistenti per orientare la transizione verso soluzioni davvero sostenibili e condivise, spostandoli in aree realmente idonee.
Solo puntando sulla qualità e non sulla quantità dei progetti, possiamo davvero custodire il nostro territorio e salvaguardare il futuro delle prossime generazioni.
VOGLIAMO UNA TRANSIZIONE GIUSTA, EQUA E SOSTENIBILE, CHE RISPETTI PAESAGGIO, BIODIVERSITÀ E COMUNITÀ LOCALI.
FAI SENTIRE LA TUA VOCE: FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE!

avatar of the starter
Nicoletta giustettiPromotore della petizione

1989

Il problema

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L’Italia sta finalmente avviando la transizione verso la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma questo atteso cambiamento si sta traducendo in una corsa incontrollata all’installazione di impianti, in assenza di una pianificazione attenta al territorio e in un contesto normativo ancora frammentato e incoerente.
Il riconoscimento della “pubblica utilità” viene infatti utilizzato come criterio prevalente per autorizzare maxi impianti, anche in aree soggette a vincoli ambientali, paesaggistici o culturali, in netto contrasto con i principi costituzionali che invocano un bilanciamento tra i diversi interessi in gioco.
Le stesse Commissioni di Valutazione Ambientale (VIA) arrivano a decisioni che spesso, agli occhi dei cittadini, risultano prive di logica e buon senso: manca una valutazione integrata che consideri l’insieme degli effetti territoriali, ambientali e sociali. Questo approccio rischia di generare decisioni certamente coerenti a livello formale, ma del tutto disallineate rispetto a una visione sostenibile e di lungo termine.
Anche il Veneto, come tante altre Regioni, sta subendo una trasformazione profonda che, invece di rispondere a esigenze reali e sostenibili, calpesta ogni buona regola di pianificazione e sostenibilità territoriale.
Un caso emblematico è Mogliano Veneto, città d’arte da cui nasce questa petizione. Qui, in via d’Azeglio/via Marignana, è previsto l’ennesimo impianto fotovoltaico che non trova appoggio né dall’Amministrazione comunale né dai cittadini. L’intervento -17.850 pannelli alti fino a 5 metri su 17 ettari di terreno- sorgerebbe a pochi metri da ville venete, casali storici e dalla strada napoleonica del Terraglio, nel cuore di un corridoio ecologico.
Nello stesso Comune sono già più di 130 gli ettari di terreni agricoli destinati, nei prossimi anni, alla produzione di energia rinnovabile: consentirebbero di produrre 83,4 MW, quando la quota obiettivo di tutto il Veneto per il 2030 è di 5828 MW.
Quindi Mogliano, che, con 28.000 abitanti su 4,8 milioni del Veneto, pesa lo 0,05% e dovrebbe contribuire con un obiettivo 2030 di 34 MW, si vedrebbe attribuire una quota di quasi 3 volte la sua taglia, in evidente deroga ai criteri di ragionevolezza e proporzionalità stabiliti dalla normativa.
Una transizione energetica così concepita è, paradossalmente, insostenibile.
COSA CHIEDIAMO ALLA POLITICA:
➢ Installazione prioritaria degli impianti su aree già compromesse, in linea con le normative europee e nazionali. I terreni e l’agricoltura vanno salvaguardati, anche dagli impianti agrivoltaici che non consentono una gestione agronomica diversificata e compromettono la capacità di adattarsi alle necessità stagionali e/o produttive.

➢ Destinazione degli incentivi economici alla riqualificazione di zone industriali, cave o discariche dismesse: secondo i dati forniti da ISPRA ed ENEA queste aree sono sufficienti a coprire il fabbisogno energetico, senza sacrificare ulteriormente la superficie agricola disponibile.
➢ Tutela del paesaggio e della biodiversità, patrimonio culturale, sociale ed economico fondamentale per il nostro Paese. La transizione energetica non può, in alcun modo, metterli a rischio, poiché parte integrante della nostra identità, del nostro passato e del nostro futuro.
➢ Riconoscimento del potere decisionale alle amministrazioni locali, che conoscono il territorio, per scongiurare scelte incoerenti con le specificità locali e la qualità della vita di chi ci vive. Decisioni imposte a livello regionale o nazionale risultano non solo inefficaci, ma potenzialmente controproducenti.
➢ Riconversione dei progetti non ancora avviati, coinvolgendo amministrazioni e comunità locali e sfruttando i fondi esistenti per orientare la transizione verso soluzioni davvero sostenibili e condivise, spostandoli in aree realmente idonee.
Solo puntando sulla qualità e non sulla quantità dei progetti, possiamo davvero custodire il nostro territorio e salvaguardare il futuro delle prossime generazioni.
VOGLIAMO UNA TRANSIZIONE GIUSTA, EQUA E SOSTENIBILE, CHE RISPETTI PAESAGGIO, BIODIVERSITÀ E COMUNITÀ LOCALI.
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