PETIZIONE CHIUSA

#stopOrban: fermiamo le violenze sui rifugiati in Ungheria

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“La tua magia ricongiunge

ciò che la moda ha rigidamente diviso,
tutti gli uomini diventano fratelli,
dove la tua ala soave freme.”
Inno Europeo

Quanto sta succedendo in questi giorni in Ungheria è assolutamente inaccettabile per i valori fondanti dell'Unione Europea. Qualunque cittadino, uomo o donna, giovane o anziano dovrebbe, di fronte a queste immagini, alzare la testa e dire “ora basta!”.
Guardando quelle persone colpite da manganellate, da spray al peperoncino, spogliate dal fil di ferro tutti noi dovremmo avere un sussulto e chiederci: è questo che volevamo?

Noi, Giovani Democratici, sentiamo di non poter rimanere inerti di fronte a queste atrocità che sono, senza alcun dubbio, annoverabili tra i crimini contro l'umanità.
Noi speravamo che la foto del corpo di Aylan fosse bastata a suscitare l'indignazione necessaria a capire che un limite è stato superato, ma le azioni compiute da Viktor Orbán e dal governo da lui presieduto ci dicono che non è così.
Esse, infatti, víolano quasi integralmente la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani nonché il secondo articolo della costituzione Europea (articolo poi completamente trasfuso all'interno del Trattato sull'Unione Europea).
Sono, inoltre, gravissime le misure che il governo Orbán ha incluso nel pacchetto approvato dall’Assemblea nazionale riguardante i richiedenti asilo, come, ad esempio, l'uso delle forze militari in maniera arbitraria con regole di ingaggio pari a quelle delle forze di polizia, il diritto di irruzione e di perquisizione senza bisogno di mandato ma per il solo sospetto che vi siano dei migranti clandestini o il fatto che il superamento dei confini in maniera illegale o il danneggiamento del muro di separazione siano considerati un crimine punibile con il carcere fino a tre anni.

Crediamo sia giunto il tempo di vincere tutte le resistenze degli Stati membri, di qualunque colore politico essi siano: in materia di politiche di migrazione e di asilo, è necessario dimostrare solidarietà reale, istituendo meccanismi adeguati ed obbligatori di condivisione delle responsabilità nella gestione dei flussi di richiedenti asilo, superando una volta per tutte il Regolamento di Dublino III, ormai palesemente insufficiente. Allo stesso modo, bisogna stanziare risorse congrue ad intensificare la lotta alla tratta degli esseri umani, ad attivare programmi di assistenza nei confronti dei Paesi da cui partono i migranti e politiche di accoglienza ed integrazione efficaci, a salvare vite umane ed evitare tragedie ulteriori. 
Questo è quanto andrebbe fatto.
Quella che traspare oggi, invece, è l'immagine di un'Unione veloce nel prendere provvedimenti nei confronti dei paesi quando si tratta di questioni economiche, ma estremamente lenta quando si tratta di diritti umani.
Il silenzio assordante degli anni passati e il dibattito svilente, tutto concentrato sui numeri, degli ultimi mesi ci portano a dire che questa Unione Europea è, di fatto, caduta sotto il controllo dei tratti più biechi e meschini di cui l'essere umano è capace: avidità, egoismi, miopia e paura.

Questo non è più accettabile.

Chiediamo:

  1. che l'Unione Europea prenda provvedimenti nei confronti del governo ungherese, con sanzioni adeguate alla gravità del suo comportamento e alla crudeltà che i richiedenti asilo sperimentano da parte delle autorità ungheresi;
  2. che il Partito Popolare Europeo disconosca Fidesz – Magyar Polgári Szövetség in quanto partito membro. I valori fondanti espressi dal secondo articolo della nostra costituzione non possono essere messi in discussione sulla base di diverse vedute politiche;
  3. che il Partito Popolare Europeo, il Partito dei Socialisti Europei e l’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa pretendano un cambio di rotta da parte delle istituzioni europee in tema di politiche migratorie.

 

Come conseguenza delle azioni del governo al confine tra Ungheria e Serbia, ci sono centinaia di persone che soffrono al di là della barriera, tra cui donne incinte e tantissimi bambini, senza acqua, cibo, rifugio o speranza. L’Unione Europea e il Parlamento Europeo non possono tollerare questa catastrofe umanitaria e le politiche del governo ungherese.
Qualsiasi cosa accada, qualunque possa essere il disagio arrecato da tali flussi migratori, mai e poi mai dobbiamo perdere di vista ciò che ci ha spinto ad abbattere quelle frontiere che un tempo ci dividevano: la volontà di pace e la convinzione che tutti gli uomini sono uguali. Sempre.
Chiediamo inoltre a tutti i cittadini del mondo, donne e uomini, europei e non, di destra e di sinistra, giovani e anziani, di sottoscrivere questa nostra richiesta e di tradurla e inoltrarla, con qualunque mezzo, affinché giunga alle proprie istituzioni.

Soltanto il giorno in cui riusciremo a sentire come nostra ogni ingiustizia commessa da chiunque in qualunque parte del mondo potremo finalmente dirci umani.

i Giovani Democratici

PS: se vuoi aiutarci nella nostra campagna puoi tradurre questa petizione nella tua lingua madre e spedirla all'indirizzo email info@giovani-democratici.com
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