Fermiamo la direttiva Bolkestein che minaccia le concessioni balneari


Fermiamo la direttiva Bolkestein che minaccia le concessioni balneari
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jessica bellotti e altri 19 hanno firmato di recente.
Il problema
Nel cuore dell'Italia, ci sono famiglie che, con sacrifici immensi, hanno creato da zero aziende balneari, investendo tutti i loro risparmi, ipotecando persino le proprie case e vendendo le terre dei propri avi. Queste famiglie, alcune delle quali sono parte del tessuto imprenditoriale italiano fin dagli anni '60, hanno dedicato intere generazioni per costruire un patrimonio che oggi rischia di essere distrutto dalla direttiva Bolkestein.
La legge Bolkestein è stata promulgata nel 2009 e, dopo anni di rinvii e promesse politiche di cancellazione, si avvicina ora alla sua attuazione, con una data di scadenza fissata al 30 settembre 2027. Questa data segna un punto di non ritorno per 30,000 imprese familiari italiane, che rischiano di essere messe all'asta. Aziende che sono state acquistate prima dell'introduzione della legge, quando i rinnovi delle concessioni erano taciti e il loro valore commerciale indiscusso. Oggi, con l'assegnazione prevista dalla direttiva, queste aziende rischiano di perdere il loro valore e di vedere il proprio futuro incerto e instabile.
È imperativo considerare l'enorme impatto sociale ed economico che questa situazione provocata dalla legge Bolkestein avrà sul nostro paese. Le aziende balneari non solo sono un elemento essenziale del turismo italiano, un settore che è veramente un fiore all'occhiello del nostro paese, ma rappresentano anche la storia di famiglie che hanno continuato a investire e a dare il meglio di sé nonostante le incertezze del mercato odierno.
Chiediamo al governo italiano di riconsiderare la normativa Bolkestein per le concessioni balneari, proteggendo gli interessi di queste famiglie e riconoscendo il loro apporto storico e culturale al paese. La cancellazione o la significativa revisione della direttiva è l'unica strada per garantire che le aziende che hanno scritto pagine fondamentali della storia imprenditoriale italiana possano continuare a farlo.
Firma questa petizione per aiutare a fermare una legge che minaccia il futuro di tante famiglie italiane e del nostro turismo nazionale. Insieme possiamo fare la differenza e conservare una parte fondamentale della cultura e dell'economia del nostro paese.
La legge Bolkestein è stata promulgata nel 2009 e, dopo anni di rinvii e promesse politiche di cancellazione, si avvicina ora alla sua attuazione, con una data di scadenza fissata al 30 settembre 2027. Questa data segna un punto di non ritorno per 30,000 imprese familiari italiane, che rischiano di essere messe all'asta. Aziende che sono state acquistate prima dell'introduzione della legge, quando i rinnovi delle concessioni erano taciti e il loro valore commerciale indiscusso. Oggi, con l'assegnazione prevista dalla direttiva, queste aziende rischiano di perdere il loro valore e di vedere il proprio futuro incerto e instabile.
È imperativo considerare l'enorme impatto sociale ed economico che questa situazione provocata dalla legge Bolkestein avrà sul nostro paese. Le aziende balneari non solo sono un elemento essenziale del turismo italiano, un settore che è veramente un fiore all'occhiello del nostro paese, ma rappresentano anche la storia di famiglie che hanno continuato a investire e a dare il meglio di sé nonostante le incertezze del mercato odierno.
Chiediamo al governo italiano di riconsiderare la normativa Bolkestein per le concessioni balneari, proteggendo gli interessi di queste famiglie e riconoscendo il loro apporto storico e culturale al paese. La cancellazione o la significativa revisione della direttiva è l'unica strada per garantire che le aziende che hanno scritto pagine fondamentali della storia imprenditoriale italiana possano continuare a farlo.
Firma questa petizione per aiutare a fermare una legge che minaccia il futuro di tante famiglie italiane e del nostro turismo nazionale. Insieme possiamo fare la differenza e conservare una parte fondamentale della cultura e dell'economia del nostro paese.

Clarissa BizziPromotore della petizione
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Nel cuore dell'Italia, ci sono famiglie che, con sacrifici immensi, hanno creato da zero aziende balneari, investendo tutti i loro risparmi, ipotecando persino le proprie case e vendendo le terre dei propri avi. Queste famiglie, alcune delle quali sono parte del tessuto imprenditoriale italiano fin dagli anni '60, hanno dedicato intere generazioni per costruire un patrimonio che oggi rischia di essere distrutto dalla direttiva Bolkestein.
La legge Bolkestein è stata promulgata nel 2009 e, dopo anni di rinvii e promesse politiche di cancellazione, si avvicina ora alla sua attuazione, con una data di scadenza fissata al 30 settembre 2027. Questa data segna un punto di non ritorno per 30,000 imprese familiari italiane, che rischiano di essere messe all'asta. Aziende che sono state acquistate prima dell'introduzione della legge, quando i rinnovi delle concessioni erano taciti e il loro valore commerciale indiscusso. Oggi, con l'assegnazione prevista dalla direttiva, queste aziende rischiano di perdere il loro valore e di vedere il proprio futuro incerto e instabile.
È imperativo considerare l'enorme impatto sociale ed economico che questa situazione provocata dalla legge Bolkestein avrà sul nostro paese. Le aziende balneari non solo sono un elemento essenziale del turismo italiano, un settore che è veramente un fiore all'occhiello del nostro paese, ma rappresentano anche la storia di famiglie che hanno continuato a investire e a dare il meglio di sé nonostante le incertezze del mercato odierno.
Chiediamo al governo italiano di riconsiderare la normativa Bolkestein per le concessioni balneari, proteggendo gli interessi di queste famiglie e riconoscendo il loro apporto storico e culturale al paese. La cancellazione o la significativa revisione della direttiva è l'unica strada per garantire che le aziende che hanno scritto pagine fondamentali della storia imprenditoriale italiana possano continuare a farlo.
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La legge Bolkestein è stata promulgata nel 2009 e, dopo anni di rinvii e promesse politiche di cancellazione, si avvicina ora alla sua attuazione, con una data di scadenza fissata al 30 settembre 2027. Questa data segna un punto di non ritorno per 30,000 imprese familiari italiane, che rischiano di essere messe all'asta. Aziende che sono state acquistate prima dell'introduzione della legge, quando i rinnovi delle concessioni erano taciti e il loro valore commerciale indiscusso. Oggi, con l'assegnazione prevista dalla direttiva, queste aziende rischiano di perdere il loro valore e di vedere il proprio futuro incerto e instabile.
È imperativo considerare l'enorme impatto sociale ed economico che questa situazione provocata dalla legge Bolkestein avrà sul nostro paese. Le aziende balneari non solo sono un elemento essenziale del turismo italiano, un settore che è veramente un fiore all'occhiello del nostro paese, ma rappresentano anche la storia di famiglie che hanno continuato a investire e a dare il meglio di sé nonostante le incertezze del mercato odierno.
Chiediamo al governo italiano di riconsiderare la normativa Bolkestein per le concessioni balneari, proteggendo gli interessi di queste famiglie e riconoscendo il loro apporto storico e culturale al paese. La cancellazione o la significativa revisione della direttiva è l'unica strada per garantire che le aziende che hanno scritto pagine fondamentali della storia imprenditoriale italiana possano continuare a farlo.
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Petizione creata in data 11 aprile 2026