Fermiamo la Costruzione della Nuova Funivia "Doganaccia - Corno alle Scale"!


Fermiamo la Costruzione della Nuova Funivia "Doganaccia - Corno alle Scale"!
Il problema
Siamo il Comitato "Un altro Appennino è possibile - Versante Toscano"
Da quando abbiamo iniziato il nostro percorso il 29.04.23, abbiamo raccolto una comunità di oltre 500 cittadini e 40 associazioni, tutti uniti da una causa comune: Promuovere un equilibrato sviluppo economico sostenibile e favorire l'adozione di un turismo slow mentre preserviamo con impegno le bellezze naturali e culturali che conferiscono al nostro Appennino un valore inestimabile.
Ora ci troviamo di fronte a un bivio che riguarda il futuro stesso del nostro Appennino toscano: la proposta di costruire la nuova funivia "Doganaccia - Corno alle Scale", che solleva numerose preoccupazioni che vanno ben oltre la superficie di questo progetto.
Partendo dallo stesso nome, che di fatto è una menzogna, in quanto la nuova funivia non collegherebbe un bel nulla, ma lascerebbe gli ipotetici turisti in una località chiamata "Prato alla Nevosa", a 750 m dal Lago Scaffaiolo.
E da li, scii in spalla, e camminare! Senza infrastrutture, in una zona che in inverno è perennemente ghiacciata e battuta da venti fortissimi..
A noi sembra più che un rischio. Sembra un'assurdità.
Si sommano poi le criticità riguardanti la contraddizione del progetto con i valori ambientali che dovremmo preservare.
La funivia, se realizzata, avrebbe un impatto significativo su un'area di eccezionale valore naturale: la Zona Speciale di Conservazione Monte Spigolino - Monte Gennaio, riconosciuta sia dall'Unione Europea che dalla Regione Toscana come parte della "Rete Natura 2000".
Questo progetto rischierebbe di recare un'irreparabile ferita ambientale minacciando l'integrità ecosistemica.
Inoltre, le opere di sbancamento previste per la costruzione potrebbero causare dissesto idrogeologico, aumentando ulteriormente il rischio.
Il fatto che siano stati stanziati ben €15.700.000 per questo progetto suscita sconcerto, considerando le pressanti necessità legate a infrastrutture e servizi essenziali.
Considerando che almeno l'80% di questi fondi, non sono vincolati esclusivamente alla realizzazione dell'impianto funiviario, ma possono essere riallocati!
Ed allora perché non impiegarli in modo più vantaggioso per
- Supportare l'economia locale con incentivi e fiscalità agevolata per residenti
- Migliorare i servizi alle comunità, con attenzione a scuole dell'infanzia e sanità.
- Promuovere la conservazione del nostro patrimonio naturale e culturale.
- Attivare navette per spostamenti di turisti fra le aree con presenze di risorse turistiche ancora inespresse
- Recuperare immobili in disuso, come ad esempio (ed è uno dei tanti) Casetta Pulledrari rendendola un centro di riferimento per attività sportive outdoor / Scuola residenziale per corsi di escursionismo / Gestione della pista di fondo / Conoscenza dei Tesori della Foresta con divulgatori scientifici, guide ed accompagnatori / sala espositiva, aula polivalente per didattica e convegni / Riorganizzazione e gestione servizi di ristorazione e alloggio
- Completamento della Funivia Doganaccia Croce Arcana
E molte altre opportunità pronte, proposte negli anni e sempre bocciate per mancanza di copertura economica.
Soprattutto, quando il progetto di questa fantomatica funivia è privo di piano finanziario, di valutazione di costi di gestione e mantenimento, di valutazione delle ricadute economiche, valutazione di incidenza ambientale...
Inoltre, l'esperienza ci insegna che progetti simili, anche se apparentemente promettenti (e in questo caso neppure all'apparenza), spesso non riescono a invertire la tendenza allo spopolamento, alla perdita di posti di lavoro e alla chiusura delle attività commerciali.
Questo scenario è sostenuto da precedenti interventi di natura simile che non hanno portato ai risultati auspicati: ormai sono anni che il comparto neve è vittima di stagioni invernali disastrose, il 90% degli impianti è innevato artificialmente e sopravvive grazie a sovvenzioni pubbliche che annualmente cercano di limitare i danni.
Ma non possiamo ignorare l'evidenza: le precipitazioni nevose stanno diminuendo a causa dei cambiamenti climatici, e investire in un
progetto legato all'industria turistica invernale sembra controproducente, portando a un ulteriore debito pubblico in un periodo in cui dovremmo affrontare le sfide climatiche in modo innovativo e responsabile.
È fondamentale, quindi, adottare una visione più ampia e sostenibile per il futuro dell'Appennino toscano.
Dobbiamo concentrare le risorse su un progetto di rilancio montano che sia inclusivo, orientato all'ecologia e che consideri una vasta gamma di aspetti, tra cui il supporto alle imprese, l'infrastruttura essenziale, la conservazione ambientale, e l'adattamento al cambiamento climatico.
Questo è il momento di agire in modo coerente con le reali esigenze delle comunità e del territorio, rifiutando decisioni calate dall'alto, e indirizzando sforzi ed energie verso ciò che realmente può aiutare la montagna tutta.
Questo è il momento per decidere.
Vogliamo restare ancorati a un modello di turismo valido negli anni 70/80, "mordi e fuggi", una corsa frenetica da una meta turistica all'altra, simile a un luna park, i cui benefici economici tendono a concentrarsi su pochi attori, lasciando le comunità locali spesso ai margini?
Oppure, finalmente, vogliamo andare nella direzione di un approccio a lungo termine, di un turismo slow, che crei esperienze autentiche e uniche, contribuendo a un reddito sostenibile per le comunità, creando opportunità di lavoro stabili e riducendo la dipendenza da lavori stagionali stabilizzando l'economia locale?
Noi non abbiamo dubbi. E tu?
AIUTACI FIRMANDO E CONDIVIDENDO QUESTA PETIZIONE!
E se lo desideri, unisciti a noi!
Un altro appennino è possibile – versante Toscano
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⛔NO! Alla Nuova Funivia Doganaccia-Corno Alle Scale
✅SI! Per uno viluppo sostenibile a vantaggio della montagna!

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Il problema
Siamo il Comitato "Un altro Appennino è possibile - Versante Toscano"
Da quando abbiamo iniziato il nostro percorso il 29.04.23, abbiamo raccolto una comunità di oltre 500 cittadini e 40 associazioni, tutti uniti da una causa comune: Promuovere un equilibrato sviluppo economico sostenibile e favorire l'adozione di un turismo slow mentre preserviamo con impegno le bellezze naturali e culturali che conferiscono al nostro Appennino un valore inestimabile.
Ora ci troviamo di fronte a un bivio che riguarda il futuro stesso del nostro Appennino toscano: la proposta di costruire la nuova funivia "Doganaccia - Corno alle Scale", che solleva numerose preoccupazioni che vanno ben oltre la superficie di questo progetto.
Partendo dallo stesso nome, che di fatto è una menzogna, in quanto la nuova funivia non collegherebbe un bel nulla, ma lascerebbe gli ipotetici turisti in una località chiamata "Prato alla Nevosa", a 750 m dal Lago Scaffaiolo.
E da li, scii in spalla, e camminare! Senza infrastrutture, in una zona che in inverno è perennemente ghiacciata e battuta da venti fortissimi..
A noi sembra più che un rischio. Sembra un'assurdità.
Si sommano poi le criticità riguardanti la contraddizione del progetto con i valori ambientali che dovremmo preservare.
La funivia, se realizzata, avrebbe un impatto significativo su un'area di eccezionale valore naturale: la Zona Speciale di Conservazione Monte Spigolino - Monte Gennaio, riconosciuta sia dall'Unione Europea che dalla Regione Toscana come parte della "Rete Natura 2000".
Questo progetto rischierebbe di recare un'irreparabile ferita ambientale minacciando l'integrità ecosistemica.
Inoltre, le opere di sbancamento previste per la costruzione potrebbero causare dissesto idrogeologico, aumentando ulteriormente il rischio.
Il fatto che siano stati stanziati ben €15.700.000 per questo progetto suscita sconcerto, considerando le pressanti necessità legate a infrastrutture e servizi essenziali.
Considerando che almeno l'80% di questi fondi, non sono vincolati esclusivamente alla realizzazione dell'impianto funiviario, ma possono essere riallocati!
Ed allora perché non impiegarli in modo più vantaggioso per
- Supportare l'economia locale con incentivi e fiscalità agevolata per residenti
- Migliorare i servizi alle comunità, con attenzione a scuole dell'infanzia e sanità.
- Promuovere la conservazione del nostro patrimonio naturale e culturale.
- Attivare navette per spostamenti di turisti fra le aree con presenze di risorse turistiche ancora inespresse
- Recuperare immobili in disuso, come ad esempio (ed è uno dei tanti) Casetta Pulledrari rendendola un centro di riferimento per attività sportive outdoor / Scuola residenziale per corsi di escursionismo / Gestione della pista di fondo / Conoscenza dei Tesori della Foresta con divulgatori scientifici, guide ed accompagnatori / sala espositiva, aula polivalente per didattica e convegni / Riorganizzazione e gestione servizi di ristorazione e alloggio
- Completamento della Funivia Doganaccia Croce Arcana
E molte altre opportunità pronte, proposte negli anni e sempre bocciate per mancanza di copertura economica.
Soprattutto, quando il progetto di questa fantomatica funivia è privo di piano finanziario, di valutazione di costi di gestione e mantenimento, di valutazione delle ricadute economiche, valutazione di incidenza ambientale...
Inoltre, l'esperienza ci insegna che progetti simili, anche se apparentemente promettenti (e in questo caso neppure all'apparenza), spesso non riescono a invertire la tendenza allo spopolamento, alla perdita di posti di lavoro e alla chiusura delle attività commerciali.
Questo scenario è sostenuto da precedenti interventi di natura simile che non hanno portato ai risultati auspicati: ormai sono anni che il comparto neve è vittima di stagioni invernali disastrose, il 90% degli impianti è innevato artificialmente e sopravvive grazie a sovvenzioni pubbliche che annualmente cercano di limitare i danni.
Ma non possiamo ignorare l'evidenza: le precipitazioni nevose stanno diminuendo a causa dei cambiamenti climatici, e investire in un
progetto legato all'industria turistica invernale sembra controproducente, portando a un ulteriore debito pubblico in un periodo in cui dovremmo affrontare le sfide climatiche in modo innovativo e responsabile.
È fondamentale, quindi, adottare una visione più ampia e sostenibile per il futuro dell'Appennino toscano.
Dobbiamo concentrare le risorse su un progetto di rilancio montano che sia inclusivo, orientato all'ecologia e che consideri una vasta gamma di aspetti, tra cui il supporto alle imprese, l'infrastruttura essenziale, la conservazione ambientale, e l'adattamento al cambiamento climatico.
Questo è il momento di agire in modo coerente con le reali esigenze delle comunità e del territorio, rifiutando decisioni calate dall'alto, e indirizzando sforzi ed energie verso ciò che realmente può aiutare la montagna tutta.
Questo è il momento per decidere.
Vogliamo restare ancorati a un modello di turismo valido negli anni 70/80, "mordi e fuggi", una corsa frenetica da una meta turistica all'altra, simile a un luna park, i cui benefici economici tendono a concentrarsi su pochi attori, lasciando le comunità locali spesso ai margini?
Oppure, finalmente, vogliamo andare nella direzione di un approccio a lungo termine, di un turismo slow, che crei esperienze autentiche e uniche, contribuendo a un reddito sostenibile per le comunità, creando opportunità di lavoro stabili e riducendo la dipendenza da lavori stagionali stabilizzando l'economia locale?
Noi non abbiamo dubbi. E tu?
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Petizione creata in data 7 settembre 2023