Fermiamo l'inquinamento acustico e ambientale dell'aeroporto Marconi di Bologna!


Fermiamo l'inquinamento acustico e ambientale dell'aeroporto Marconi di Bologna!
Il problema
Il comitato "Bologna, l'aeroporto incompatibile" nasce nell'estate 2023, in concomitanza con i vari record di passeggeri registrati dall'aeroporto Marconi nei mesi di giugno, luglio e agosto.
Siamo un gruppo di cittadini residenti nelle zone di Bologna più colpite dall'attività aeroportuale (Pescarola, Noce, Bolognina, San Donato, Trebbo, Corticella, Castel Maggiore... per un totale di più di 40.000 persone coinvolte) preoccupati per il futuro nostro e dei nostri cari, per l'impatto che avrà la realizzazione del preannunciato masterplan di sviluppo del Marconi fino al 2030, che prevede di portare a Bologna fino a 12 milioni di passeggeri all'anno, e di cui questa estate abbiamo avuto un piccolo assaggio.
Ma preoccupati da cosa?
- Inquinamento acustico: sebbene l'aeroporto operi a norma secondo i vari decreti emanati in Italia dal 1995 in poi, a quasi 30 anni di distanza è ormai letteratura comune, a partire dalle linee guida dell'Organizzione Mondiale della Sanità del 2018, che i limiti stabiliti in quei decreti siano troppo laschi, specialmente per gli aeroporti a ridosso di centri urbani densamente abitati, e che essere sottoposti a tali livelli di rumore causi una serie di problemi a chi deve subirli quotidianamente; problemi quali ansia, irritabilità, gastriti, ipertensione, disturbi del sonno, della concentrazione e dell'apprendimento.
- Inquinamento ambientale: in un'area già densamente popolata e trafficata, abbiamo centinaia di mezzi che bruciano kerosene i cui scarichi vengono costantemente riversati sulle nostre teste. E' sempre più comune sentire amici, parenti e vicini di casa nelle nostre zone lamentarsi che "l'aria puzza" o di tetti stranamente "anneriti". Sono anni che si attende una approfondita indagine epidemiologica che accerti origine e cause dei numerosi casi di malattie e tumori che sembrano affliggere i nostri quartieri con incidenza maggiore rispetto ad altri quartieri della città; anche l’Ordine dei Medici di Bologna ha espresso notevole preoccupazione per la situazione, senza essere mai ascoltato (https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/24_ottobre_26/l-aeroporto-marconi-di-bologna-e-i-danni-alla-salute-l-ordine-dei-medici-contro-lo-studio-dell-ausl-da-rifare-6a33fddf-f061-4062-947a-e37e66e12xlk.shtml
- Rischi dovuti al sorvolo di centri densamente abitati: il ricordo della strage del Salvemini è ancora vivo in tutti noi; sebbene l'aereo sia ritenuto il mezzo più sicuro al mondo per viaggiare, avere costantemente sulle proprio teste questi mostri volanti non ci permette di stare tranquilli.
Questi problemi sono stati sottoposti ripetutamente sia alla politica locale che alla società di gestione dell'aeroporto da altri comitati che hanno ottenuto come risposte solo che l'aeroporto è ricchezza, che serve alla città, che bisogna pensare ai posti di lavoro; al massimo sono stati concessi piccoli aggiustamenti temporanei del traffico che hanno dimostrato la loro inconsistenza all'aumentare del numero di voli e al peggioramento delle condizioni meteo. Nonostante le nostre continue segnalazioni, ci siamo sentiti ignorati dalle forze politiche locali che a parole ci manifestavano il loro supporto, ma nei fatti firmavano e approvavano concessioni e masterplan a favore dell'espansione dell'aeroporto, rimanendo muti di fronte a tutti quelli che "siete andati a vivere lì, un pò ve la siete cercata". L'impatto dell'aereoporto sulle nostre vite è deleterio! Siamo stufi di essere trattati da cittadini di serie Z: paghiamo le tasse come tutti e nessuno ci ha regalato la casa in cui viviamo (case che anzi continuano a essere costruite e vendute a prezzi esorbitanti a causa delle gentrificazione portata dal turismo mordi e fuggi), ma i nostri anziani assistiti nelle RSA della zona non hanno diritto ad avere una vecchiaia tranquilla, i nostri figli non possono apprendere come nelle altre scuole bolognesi perchè i loro insegnanti devono aspettare il passaggio dell'aereo per continuare a spiegare, nè i nostri parroci possono celebrare una messa, un matrimonio o un funerale senza interruzioni. Non possiamo goderci una serata estiva sul balcone o in un parco pubblico, non possiamo organizzare un cinema o una serata musicale all'aperto, nè guardare un servizio in TV dall'inizio alla fine. Non possiamo nemmeno lavorare, se non ben sigillati in casa o in ufficio sia d'estate che d'inverno.
E dire che di soluzioni ce ne sarebbero per permettere all'aeroporto di continuare ad operare senza attentare alla salute di 40.000 persone: dallo smistamento di parte del traffico attuale sugli aeroporti di Forlì/Rimini (con conseguente riduzione a livelli sopportabili sul sito di Bologna, senza però poi tornare a incrementarlo in futuro), alla costruzione di una seconda pista o terminal che permetta di non sorvolare il centro abitato, fino allo spostamento della struttura in zone più consone con riconversione dello scalo attuale (ad esempio) in una cittadella universitaria, con facoltà e alloggi sul modello dei campus statunitesi, ben collegata al resto della città tramite il People Mover, risolvendo così l’annoso problema degli alloggi per studenti di Bologna, che finalmente avrebbe una sede universitaria adeguata al suo prestigio.
Riteniamo quindi che sia necessario che la Buona Politica assuma finalmente il ruolo che dovrebbe avere, dettando le regole a tutela della salute dei cittadini ed assumendo i necessari provvedimenti che limitino la continua espansione dell'aeroporto, obbligandone anzi il suo ridimensionamento, quantomeno finchè rimane nella sede attuale. Di certo non aspetteremo ulteriori "sperimentazioni" inutili, buone sole a prendere tempo mentre il masterplan viene attuato.
Da parte nostra percorreremo quindi tutte le strade possibili per vederci riconosciuti i nostri diritti di cittadini, incluse le strade che gli altri comitati finora non hanno voluto percorrere, a partire dall’azione giudiziaria a salvaguardia della nostra salute e di quella dei nostri cari.
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Il problema
Il comitato "Bologna, l'aeroporto incompatibile" nasce nell'estate 2023, in concomitanza con i vari record di passeggeri registrati dall'aeroporto Marconi nei mesi di giugno, luglio e agosto.
Siamo un gruppo di cittadini residenti nelle zone di Bologna più colpite dall'attività aeroportuale (Pescarola, Noce, Bolognina, San Donato, Trebbo, Corticella, Castel Maggiore... per un totale di più di 40.000 persone coinvolte) preoccupati per il futuro nostro e dei nostri cari, per l'impatto che avrà la realizzazione del preannunciato masterplan di sviluppo del Marconi fino al 2030, che prevede di portare a Bologna fino a 12 milioni di passeggeri all'anno, e di cui questa estate abbiamo avuto un piccolo assaggio.
Ma preoccupati da cosa?
- Inquinamento acustico: sebbene l'aeroporto operi a norma secondo i vari decreti emanati in Italia dal 1995 in poi, a quasi 30 anni di distanza è ormai letteratura comune, a partire dalle linee guida dell'Organizzione Mondiale della Sanità del 2018, che i limiti stabiliti in quei decreti siano troppo laschi, specialmente per gli aeroporti a ridosso di centri urbani densamente abitati, e che essere sottoposti a tali livelli di rumore causi una serie di problemi a chi deve subirli quotidianamente; problemi quali ansia, irritabilità, gastriti, ipertensione, disturbi del sonno, della concentrazione e dell'apprendimento.
- Inquinamento ambientale: in un'area già densamente popolata e trafficata, abbiamo centinaia di mezzi che bruciano kerosene i cui scarichi vengono costantemente riversati sulle nostre teste. E' sempre più comune sentire amici, parenti e vicini di casa nelle nostre zone lamentarsi che "l'aria puzza" o di tetti stranamente "anneriti". Sono anni che si attende una approfondita indagine epidemiologica che accerti origine e cause dei numerosi casi di malattie e tumori che sembrano affliggere i nostri quartieri con incidenza maggiore rispetto ad altri quartieri della città; anche l’Ordine dei Medici di Bologna ha espresso notevole preoccupazione per la situazione, senza essere mai ascoltato (https://corrieredibologna.corriere.it/notizie/cronaca/24_ottobre_26/l-aeroporto-marconi-di-bologna-e-i-danni-alla-salute-l-ordine-dei-medici-contro-lo-studio-dell-ausl-da-rifare-6a33fddf-f061-4062-947a-e37e66e12xlk.shtml
- Rischi dovuti al sorvolo di centri densamente abitati: il ricordo della strage del Salvemini è ancora vivo in tutti noi; sebbene l'aereo sia ritenuto il mezzo più sicuro al mondo per viaggiare, avere costantemente sulle proprio teste questi mostri volanti non ci permette di stare tranquilli.
Questi problemi sono stati sottoposti ripetutamente sia alla politica locale che alla società di gestione dell'aeroporto da altri comitati che hanno ottenuto come risposte solo che l'aeroporto è ricchezza, che serve alla città, che bisogna pensare ai posti di lavoro; al massimo sono stati concessi piccoli aggiustamenti temporanei del traffico che hanno dimostrato la loro inconsistenza all'aumentare del numero di voli e al peggioramento delle condizioni meteo. Nonostante le nostre continue segnalazioni, ci siamo sentiti ignorati dalle forze politiche locali che a parole ci manifestavano il loro supporto, ma nei fatti firmavano e approvavano concessioni e masterplan a favore dell'espansione dell'aeroporto, rimanendo muti di fronte a tutti quelli che "siete andati a vivere lì, un pò ve la siete cercata". L'impatto dell'aereoporto sulle nostre vite è deleterio! Siamo stufi di essere trattati da cittadini di serie Z: paghiamo le tasse come tutti e nessuno ci ha regalato la casa in cui viviamo (case che anzi continuano a essere costruite e vendute a prezzi esorbitanti a causa delle gentrificazione portata dal turismo mordi e fuggi), ma i nostri anziani assistiti nelle RSA della zona non hanno diritto ad avere una vecchiaia tranquilla, i nostri figli non possono apprendere come nelle altre scuole bolognesi perchè i loro insegnanti devono aspettare il passaggio dell'aereo per continuare a spiegare, nè i nostri parroci possono celebrare una messa, un matrimonio o un funerale senza interruzioni. Non possiamo goderci una serata estiva sul balcone o in un parco pubblico, non possiamo organizzare un cinema o una serata musicale all'aperto, nè guardare un servizio in TV dall'inizio alla fine. Non possiamo nemmeno lavorare, se non ben sigillati in casa o in ufficio sia d'estate che d'inverno.
E dire che di soluzioni ce ne sarebbero per permettere all'aeroporto di continuare ad operare senza attentare alla salute di 40.000 persone: dallo smistamento di parte del traffico attuale sugli aeroporti di Forlì/Rimini (con conseguente riduzione a livelli sopportabili sul sito di Bologna, senza però poi tornare a incrementarlo in futuro), alla costruzione di una seconda pista o terminal che permetta di non sorvolare il centro abitato, fino allo spostamento della struttura in zone più consone con riconversione dello scalo attuale (ad esempio) in una cittadella universitaria, con facoltà e alloggi sul modello dei campus statunitesi, ben collegata al resto della città tramite il People Mover, risolvendo così l’annoso problema degli alloggi per studenti di Bologna, che finalmente avrebbe una sede universitaria adeguata al suo prestigio.
Riteniamo quindi che sia necessario che la Buona Politica assuma finalmente il ruolo che dovrebbe avere, dettando le regole a tutela della salute dei cittadini ed assumendo i necessari provvedimenti che limitino la continua espansione dell'aeroporto, obbligandone anzi il suo ridimensionamento, quantomeno finchè rimane nella sede attuale. Di certo non aspetteremo ulteriori "sperimentazioni" inutili, buone sole a prendere tempo mentre il masterplan viene attuato.
Da parte nostra percorreremo quindi tutte le strade possibili per vederci riconosciuti i nostri diritti di cittadini, incluse le strade che gli altri comitati finora non hanno voluto percorrere, a partire dall’azione giudiziaria a salvaguardia della nostra salute e di quella dei nostri cari.
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Petizione creata in data 10 settembre 2023