Fermiamo l’espulsione di un uomo innocente: no alla consegna di Shahin al regime egiziano

Firmatari recenti
Leonardo Wanderlingh e altri 11 hanno firmato di recente.

Il problema

[English Below]

L’imam Mohamed Shahin, guida spirituale e figura fondamentale della convivenza interreligiosa a Torino, rischia di essere espulso in Egitto — un Paese noto per torture, sparizioni forzate e repressione politica.

Il suo “reato”? Aver difeso Gaza, aver parlato di giustizia, aver partecipato alla vita civile del nostro Paese in modo pacifico e trasparente.

 

Chiediamo che il decreto di espulsione venga immediatamente sospeso e che sia garantito a Mohamed Shahin il diritto alla libertà espressione, alla protezione internazionale e alla tutela dei diritti fondamentali.

Ricordiamo i casi di Giulio Regeni, Patrick Zaki, Abu Omar: l’Egitto non è un Paese sicuro e consegnare un uomo innocente a quel regime significa metterlo nelle mani di chi pratica sistematicamente la tortura.

Se permettiamo che un uomo venga sacrificato perché ha difeso Gaza, domani potrà accadere a chiunque di noi.

Chiediamo al governo italiano di fermare questa ingiustizia.
Chiediamo alle istituzioni, alla società civile e alle comunità religiose di mobilitarsi.
Chiediamo che l’Italia resti un Paese che rispetta i diritti umani, non uno che li calpesta.

Firma. Condividi. Fai la tua parte.

Imam Mohammed Shaheen, a spiritual guide and a key figure in interfaith coexistence in Turin, is at risk of being expelled to Egypt — a country known for torture, enforced disappearances, and political repression.

His so-called “crime”?
Standing with Gaza. Speaking for justice. Participating peacefully and openly in the civic life of our country.

We call for the immediate suspension of the expulsion order and demand that Mohammed Shaheen be guaranteed due process, international protection, and the safeguarding of his fundamental rights.

Let us remember the cases of Giulio Regeni, Patrick Zaki, and Abu Omar: Egypt is not a safe country. Handing over an innocent man to that regime means delivering him into the hands of those who systematically practice torture.

If we allow an innocent man to be sacrificed simply because he defended Gaza, then tomorrow it could happen to any of us.

We call on the Italian government to halt this injustice.
We call on institutions, civil society, and religious communities to mobilize.
We call for Italy to remain a country that upholds human rights — not one that abandons them.

Sign. Share. Take action.

 

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Free ShahinPromotore della petizione#FreeShahin

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Il suo “reato”? Aver difeso Gaza, aver parlato di giustizia, aver partecipato alla vita civile del nostro Paese in modo pacifico e trasparente.

 

Chiediamo che il decreto di espulsione venga immediatamente sospeso e che sia garantito a Mohamed Shahin il diritto alla libertà espressione, alla protezione internazionale e alla tutela dei diritti fondamentali.

Ricordiamo i casi di Giulio Regeni, Patrick Zaki, Abu Omar: l’Egitto non è un Paese sicuro e consegnare un uomo innocente a quel regime significa metterlo nelle mani di chi pratica sistematicamente la tortura.

Se permettiamo che un uomo venga sacrificato perché ha difeso Gaza, domani potrà accadere a chiunque di noi.

Chiediamo al governo italiano di fermare questa ingiustizia.
Chiediamo alle istituzioni, alla società civile e alle comunità religiose di mobilitarsi.
Chiediamo che l’Italia resti un Paese che rispetta i diritti umani, non uno che li calpesta.

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Imam Mohammed Shaheen, a spiritual guide and a key figure in interfaith coexistence in Turin, is at risk of being expelled to Egypt — a country known for torture, enforced disappearances, and political repression.

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Standing with Gaza. Speaking for justice. Participating peacefully and openly in the civic life of our country.

We call for the immediate suspension of the expulsion order and demand that Mohammed Shaheen be guaranteed due process, international protection, and the safeguarding of his fundamental rights.

Let us remember the cases of Giulio Regeni, Patrick Zaki, and Abu Omar: Egypt is not a safe country. Handing over an innocent man to that regime means delivering him into the hands of those who systematically practice torture.

If we allow an innocent man to be sacrificed simply because he defended Gaza, then tomorrow it could happen to any of us.

We call on the Italian government to halt this injustice.
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