Fermiamo l'arbitrio delle Commissioni giudicatrici nei concorsi universitari.


Fermiamo l'arbitrio delle Commissioni giudicatrici nei concorsi universitari.
Il problema
Firma ora per rendere realmente trasparenti i concorsi universitari. L’articolo 97 della Costituzione impone che le assunzioni nel pubblico impiego debbano avvenire tramite procedure concorsuali pubbliche, al fine di assicurare la trasparenza e garantire l’accesso ai più meritevoli.
In assenza di norme che presidino questa disposizione costituzionale, le commissioni godono di un potere discrezionale pressoché illimitato che, molto spesso, è stato oggetto di contestazioni, in particolare (ma non solo) in ambito universitario.
Nello sforzo di rendere le procedure concorsuali realmente eque e trasparenti, dobbiamo trasferire la responsabilità del giudizio sui commissari.
OBIETTIVI DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Prevedere che i componenti di commissioni di concorso la cui procedura di valutazione è stata annullata con sentenza definitiva non possano far parte di ulteriori commissioni giudicatrici per un periodo di dieci anni né possano, per lo stesso periodo, far parte delle commissioni per la valutazione dei requisiti per l’abilitazione scientifica nazionale, ovvero presentare domanda per essere inclusi nella lista dei soggetti sorteggiabili per far parte delle medesime commissioni.
- Prevedere che i suddetti componenti di commissione non abbiano diritto agli scatti stipendiali per i sei anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza di annullamento della procedura di valutazione e che, per i cinque anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza, non possano candidarsi per assumere incarichi elettivi nelle università.
- Prevedere che tali disposizioni si applichino anche alle procedure per l'ammissione ai corsi di dottorato di ricerca.
PRECISAZIONI:
Nel caso in cui la procedura venga annullata con sentenza non definitiva ovvero sospesa con provvedimento cautelare per i medesimi motivi, la preclusione a far parte di commissioni giudicatrici, commissioni di abilitazione o di presentare domanda per far parte della lista dei sorteggiabili per la composizione di queste ultime, così come il blocco degli scatti stipendiali, dura solo fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio nel merito, con l’unica precisazione che – qualora la sentenza definitiva non annulli il concorso, il diritto agli scatti maturati e non goduti sia riconosciuto retroattivamente.
Le suddette sanzioni non si applicano ai componenti che hanno votato in dissenso in relazione all’atto che ha dato origine all’impugnazione o che, nella medesima circostanza, si sono astenuti dal voto.
Nel caso questo disegno di legge fosse approvato, verrebbero pesantemente scoraggiati i comportamenti dei componenti di commissioni volti a manipolare le procedure concorsuali, con l’effetto di riaffermare i principi morali e di etica sui quali si dovrebbe fondare la ricerca, premiando il merito e la competenza anziché il servilismo. Allo stesso tempo, questo disegno di legge fornirebbe un’arma importante a tutti coloro che si sentissero ingiustamente danneggiati.

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Il problema
Firma ora per rendere realmente trasparenti i concorsi universitari. L’articolo 97 della Costituzione impone che le assunzioni nel pubblico impiego debbano avvenire tramite procedure concorsuali pubbliche, al fine di assicurare la trasparenza e garantire l’accesso ai più meritevoli.
In assenza di norme che presidino questa disposizione costituzionale, le commissioni godono di un potere discrezionale pressoché illimitato che, molto spesso, è stato oggetto di contestazioni, in particolare (ma non solo) in ambito universitario.
Nello sforzo di rendere le procedure concorsuali realmente eque e trasparenti, dobbiamo trasferire la responsabilità del giudizio sui commissari.
OBIETTIVI DEL DISEGNO DI LEGGE:
- Prevedere che i componenti di commissioni di concorso la cui procedura di valutazione è stata annullata con sentenza definitiva non possano far parte di ulteriori commissioni giudicatrici per un periodo di dieci anni né possano, per lo stesso periodo, far parte delle commissioni per la valutazione dei requisiti per l’abilitazione scientifica nazionale, ovvero presentare domanda per essere inclusi nella lista dei soggetti sorteggiabili per far parte delle medesime commissioni.
- Prevedere che i suddetti componenti di commissione non abbiano diritto agli scatti stipendiali per i sei anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza di annullamento della procedura di valutazione e che, per i cinque anni successivi al passaggio in giudicato della sentenza, non possano candidarsi per assumere incarichi elettivi nelle università.
- Prevedere che tali disposizioni si applichino anche alle procedure per l'ammissione ai corsi di dottorato di ricerca.
PRECISAZIONI:
Nel caso in cui la procedura venga annullata con sentenza non definitiva ovvero sospesa con provvedimento cautelare per i medesimi motivi, la preclusione a far parte di commissioni giudicatrici, commissioni di abilitazione o di presentare domanda per far parte della lista dei sorteggiabili per la composizione di queste ultime, così come il blocco degli scatti stipendiali, dura solo fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio nel merito, con l’unica precisazione che – qualora la sentenza definitiva non annulli il concorso, il diritto agli scatti maturati e non goduti sia riconosciuto retroattivamente.
Le suddette sanzioni non si applicano ai componenti che hanno votato in dissenso in relazione all’atto che ha dato origine all’impugnazione o che, nella medesima circostanza, si sono astenuti dal voto.
Nel caso questo disegno di legge fosse approvato, verrebbero pesantemente scoraggiati i comportamenti dei componenti di commissioni volti a manipolare le procedure concorsuali, con l’effetto di riaffermare i principi morali e di etica sui quali si dovrebbe fondare la ricerca, premiando il merito e la competenza anziché il servilismo. Allo stesso tempo, questo disegno di legge fornirebbe un’arma importante a tutti coloro che si sentissero ingiustamente danneggiati.

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Petizione creata in data 8 aprile 2026