Fermiamo l’accattonaggio con animali di affezione nella città di Lecce


Fermiamo l’accattonaggio con animali di affezione nella città di Lecce
Il problema
Ministero dell'Interno
Dott. Matteo Piantedosi
Questura di Lecce
Dott. Andrea Valentino
Al Signor Prefetto di Lecce
Dott. Luca Rotondi
All’Assessore Regionale Sanità e Benessere Animale
Dott. Rocco Palese
Al Signor Sindaco di Lecce
dott. Carlo Salvemini
Al Signor Vicesindaco del Comune di Lecce
con delega alla Polizia Locale
dott. Sergio Signore
All’Assessore Ambiente con delega alla Tutela degli animali
dott.ssa Angela Valli
Siav A Area Nord Lecce – Servizio Veterinario Area Sanità Animale
Dott. Giovanni Tortorella
Quotidiano di Puglia
La Gazzetta del Mezzogiorno
Corriere del Mezzogiorno
LeccePrima
Scriviamo questa nota, invitando tutti gli interessati a sottoscriverla, a distanza di qualche anno dalle ultime inviate dalle Associazioni animaliste che operano a Lecce, per raccontare l’ennesimo episodio di utilizzazione impropria di animali d’affezione nelle strade della città.
Ancora una volta abbiamo dovuto registrare le foto, i video, lo sconcerto dei passanti e turisti che assistevano nella strada più trafficata di Lecce, via Trinchese di sabato sera, alla esposizione di un cucciolo che a dire del padrone (registrato dai presenti) dormiva, ma che nella realtà era inerme, incapace di svegliarsi nonostante le sollecitazioni dei più consapevoli, disteso su un pezzo di stoffa con a fianco una grande foglia con monete depositate e con alle spalle un cane femmina legata alla catena.
Il protagonista della storia appartiene sempre alla stessa categoria di persone che in compagnia dei propri cani stazionano per strada in attesa di ricevere qualche spicciolo. Per evitare di incorrere nell’accusa di accattonaggio con animali, vietato espressamente dalla legge, non usano cartelli con richieste di elemosina. Usano invece come richiamo per i passanti i corpi di esseri viventi inconsapevoli e spesso appositamente sedati per non creare problemi durante l’esposizione.
Usano i corpi abbiamo detto. Come se i corpi possano essere utilizzati come oggetti. Troppo facile sarebbe in questo caso richiamare i danni che una simile scena può provocare nei bambini e nelle bambine che guardano. Il messaggio che viene trasmesso è aberrante nella sua crudezza: gli esseri umani sono padroni dei corpi più deboli e possono usarli a piacimento, indipendentemente dal gradimento e dal grado di sofferenza che questo provoca.
Quando il fenomeno dell’accattonaggio con animali si accompagna a quello sociale delle persone senza fissa dimora che spesso non sanno come sopravvivere, la questione diventa complessa.
Complessa perché la debolezza delle vittime animali si accompagna alla debolezza di chi, per mancanza di cultura o forse per disperazione e per furbizia, li usa.
E’ a questo punto però che le istituzioni democratiche devono parlare ed agire. I problemi complessi richiedono soluzioni adeguate e non semplicistiche.
Auspichiamo quindi che il tema dei senza fissa dimora sia nell’agenda dell’Amministrazione Comunale ma, contemporaneamente, chiediamo che scene come quelle viste sabato sera non si ripetano più.
Molti dei firmatari di questa lettera in varie situazioni simili a quella descritta, riconducibili quasi sempre alle stesse persone ormai note, hanno allertato gli organi competenti senza però ottenere nulla.
Per noi non è più possibile ricevere anche da chi sarebbe chiamato a vigilare risposte del genere “ma no, sono cani di proprietà e stanno benissimo”, “voi che avete avuto fortuna nella vita come vi permettete di giudicare il rapporto di un senzatetto con il proprio cane a cui è legato” o, peggio, "ma noi non abbiamo il regolamento comunale, non possiamo intervenire".
Alle istituzioni spettano compiti precisi e stabiliti dalle leggi alle quali chiediamo un intervento rapido, coordinato ed efficace sia con la finalità di far comprendere alle persone quali siano i comportamenti corretti nei confronti degli animali sia affinché i cani e gli animali in genere siano tolti a chi li maltratta: anche l’accattonaggio con animali, vietato espressamente dalla legge, deve intendersi eticamente come una forma di maltrattamento.
Siano usati tutti i canali di comunicazione istituzionali e l’affissione di manifesti in città contro il maltrattamento degli animali con l’indicazione dei recapiti a cui rivolgersi per segnalazioni e affinché chiunque sappia che le istituzioni ripudiano e puniscono ogni forma di maltrattamento degli amici a quattro zampe.
Associazione Nuova Lara
OIPA Italia Sezione di Lecce
ENPA Sezione di Lecce
Randage ODV
La Versione di Felix ODV

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Il problema
Ministero dell'Interno
Dott. Matteo Piantedosi
Questura di Lecce
Dott. Andrea Valentino
Al Signor Prefetto di Lecce
Dott. Luca Rotondi
All’Assessore Regionale Sanità e Benessere Animale
Dott. Rocco Palese
Al Signor Sindaco di Lecce
dott. Carlo Salvemini
Al Signor Vicesindaco del Comune di Lecce
con delega alla Polizia Locale
dott. Sergio Signore
All’Assessore Ambiente con delega alla Tutela degli animali
dott.ssa Angela Valli
Siav A Area Nord Lecce – Servizio Veterinario Area Sanità Animale
Dott. Giovanni Tortorella
Quotidiano di Puglia
La Gazzetta del Mezzogiorno
Corriere del Mezzogiorno
LeccePrima
Scriviamo questa nota, invitando tutti gli interessati a sottoscriverla, a distanza di qualche anno dalle ultime inviate dalle Associazioni animaliste che operano a Lecce, per raccontare l’ennesimo episodio di utilizzazione impropria di animali d’affezione nelle strade della città.
Ancora una volta abbiamo dovuto registrare le foto, i video, lo sconcerto dei passanti e turisti che assistevano nella strada più trafficata di Lecce, via Trinchese di sabato sera, alla esposizione di un cucciolo che a dire del padrone (registrato dai presenti) dormiva, ma che nella realtà era inerme, incapace di svegliarsi nonostante le sollecitazioni dei più consapevoli, disteso su un pezzo di stoffa con a fianco una grande foglia con monete depositate e con alle spalle un cane femmina legata alla catena.
Il protagonista della storia appartiene sempre alla stessa categoria di persone che in compagnia dei propri cani stazionano per strada in attesa di ricevere qualche spicciolo. Per evitare di incorrere nell’accusa di accattonaggio con animali, vietato espressamente dalla legge, non usano cartelli con richieste di elemosina. Usano invece come richiamo per i passanti i corpi di esseri viventi inconsapevoli e spesso appositamente sedati per non creare problemi durante l’esposizione.
Usano i corpi abbiamo detto. Come se i corpi possano essere utilizzati come oggetti. Troppo facile sarebbe in questo caso richiamare i danni che una simile scena può provocare nei bambini e nelle bambine che guardano. Il messaggio che viene trasmesso è aberrante nella sua crudezza: gli esseri umani sono padroni dei corpi più deboli e possono usarli a piacimento, indipendentemente dal gradimento e dal grado di sofferenza che questo provoca.
Quando il fenomeno dell’accattonaggio con animali si accompagna a quello sociale delle persone senza fissa dimora che spesso non sanno come sopravvivere, la questione diventa complessa.
Complessa perché la debolezza delle vittime animali si accompagna alla debolezza di chi, per mancanza di cultura o forse per disperazione e per furbizia, li usa.
E’ a questo punto però che le istituzioni democratiche devono parlare ed agire. I problemi complessi richiedono soluzioni adeguate e non semplicistiche.
Auspichiamo quindi che il tema dei senza fissa dimora sia nell’agenda dell’Amministrazione Comunale ma, contemporaneamente, chiediamo che scene come quelle viste sabato sera non si ripetano più.
Molti dei firmatari di questa lettera in varie situazioni simili a quella descritta, riconducibili quasi sempre alle stesse persone ormai note, hanno allertato gli organi competenti senza però ottenere nulla.
Per noi non è più possibile ricevere anche da chi sarebbe chiamato a vigilare risposte del genere “ma no, sono cani di proprietà e stanno benissimo”, “voi che avete avuto fortuna nella vita come vi permettete di giudicare il rapporto di un senzatetto con il proprio cane a cui è legato” o, peggio, "ma noi non abbiamo il regolamento comunale, non possiamo intervenire".
Alle istituzioni spettano compiti precisi e stabiliti dalle leggi alle quali chiediamo un intervento rapido, coordinato ed efficace sia con la finalità di far comprendere alle persone quali siano i comportamenti corretti nei confronti degli animali sia affinché i cani e gli animali in genere siano tolti a chi li maltratta: anche l’accattonaggio con animali, vietato espressamente dalla legge, deve intendersi eticamente come una forma di maltrattamento.
Siano usati tutti i canali di comunicazione istituzionali e l’affissione di manifesti in città contro il maltrattamento degli animali con l’indicazione dei recapiti a cui rivolgersi per segnalazioni e affinché chiunque sappia che le istituzioni ripudiano e puniscono ogni forma di maltrattamento degli amici a quattro zampe.
Associazione Nuova Lara
OIPA Italia Sezione di Lecce
ENPA Sezione di Lecce
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Petizione creata in data 11 luglio 2023