Fermiamo il decreto sicurezza. La notte del diritto non oscurerà la nostra Patria!


Fermiamo il decreto sicurezza. La notte del diritto non oscurerà la nostra Patria!
Il problema
Facciamo un appello alla società civile, alle forze politiche e sociali a mobilitarsi contro il decreto Sicurezza che sta per essere approvato definitivamente dal Parlamento. Un colpo allo Stato di diritto, figlio di una politica di sicurezza che punta solo al carcere e alla repressione.
L’Italia, culla del diritto, patria di Beccaria e Gaetano Filangieri, di Dossetti e Bobbio, esempio di civiltà giuridica e di una concezione dei “delitti e delle pene” con al centro “de hominis dignitate” è risospinta nella buia notte di una regressione iperpenalista e securitaria che svuota libertà, diritti della persona e la nostra democrazia come dialettica e divisioni dei poteri e come spazio delle dinamiche e dei conflitti sociali regolati e indirizzati alla coesione del bene comune.
Perfino l’Osce, l’organizzazione per la sicurezza in Europa, ha scritto, a proposito del decreto 1660 del 2024, manifestando grande preoccupazione: “La maggior parte di queste disposizioni ha il potenziale di minare i principi fondamentali della giustizia penale e dello Stato di diritto”.
Vengono reintrodotte le pene corporali come nelle camere di tortura degli assolutismi, delle teocrazie, delle inquisizioni e dei fanatismi religiosi.
Per coprire smacchi e fallimenti nel garantire tranquillità e vita serena per tutti i cittadini, mettendo in condizioni le strutture e i servizi dello Stato di adempiere ai propri compiti in condizioni adeguate, si aumentano a dismisura le pene e si colpiscono diritti fondamentali della persona come quello di comunicare ed esprimersi.
Il prossimo passo è il sequestro delle penne e dei quaderni, nella malaugurata ipotesi che un immigrato possa spedire una lettera ai propri cari.
Per il nostro Paese uno degli effettivi orgogli è quello di aver combattuto e arrecato dure sconfitte al terrorismo e alle mafie difendendo tutti gli spazi di libertà, di critica e di lotta sociale che erano proprio ciò di cui le mafie, cupe organizzazioni che si alimentano del silenzio e della passività, volevano privarci imponendo il loro controllo e dominio su territori, Istituzioni, lavoro, impresa e mercati.
Più diritti, più dignità, più coraggio di cittadinanza hanno liberato e reso più vivibili, giusti e sicuri luoghi e pratiche della convivenza e della vita civile e produttiva
Per questo chiamiamo alla mobilitazione per scongiurare che questo provvedimento dell’arbitrio della forza e della strumentalizzazione della paura, che ci renderà tutti più insicuri e soli, sia definitivamente approvato in Parlamento.
Una mobilitazione dell’intera società italiana, degli studi, del lavoro e dell’impresa che punta sull’innovazione, i saperi e la modernità.
Una mobilitazione dell’Italia con il suo bagaglio millenario di costitutivo apporto alla cultura universale della bella libertà della persona in una giusta società.
Sandro Ruotolo, Paolo Siani, Nino Daniele, Maurizio de Giovanni, Roberto Fico, Marisa Laurito, Isaia Sales, Gennaro Pagano, Carmela Manco, Luciano Brancaccio, Antonio Iazzetta, Luciano Stella, Paolo Mancuso, Ciro Raia (Anpi), Nicola Ricci (Cgil), Giovanni Sgambati (Uil), Anna Heiz, Anna Rita D’Aquino, Marcello Cirillo, Elena Mazza, Maria La Ventura, Rosalia Donnici, Associazione CIMFM Bologna, Rita Rossi, Associazione Donne in cammino per la pace, Francesca Colapietro, Mariano Bellopede, Vincenzo D’Orsi, Flavia Fratello, Annamaria Fedele, Vera Guelfi, Maurizio Capone, Annamaria Principe, Francesco Piccinini, Sergio Moccia, Antonio Cavaliere, Viola Ardone, Giulia Agrelli, Vitaliano Menniti, Angela Iannuzzi, Amalia Scielzo, Annamaria Carloni, Alessandro Papa, Pasquale Esposito, Gianni Conte, Annamaria Visconti, Udi territoriale Portici San Giorgio Ercolano, Stefano Conte, Ada Quirino, Roberto Zaccaria, Monica Guerritore, Clarissa Campodonico, Paola Comin, Stefano Sarcinelli, Daniela Romano, Viviana Cassini, Giulio Adinolfi, Alessandro Cerino, Toni Nocchetti, Robert Schiavone, Stefania Pezzopane, Sonia Salvadore, Livia Laurito, Angela Losciale, Ada Benincasa, Gennaro Vallifuoco, Gennaro Stroppolatini, Rosanna Naclerio, Fabrizio Romano, Valeria Mattei, Jamal Qaddorah, Vania Rotondi, Christian Grassini, Chrisitiana Gandelli, Liliana Miccio, Rita Rossi, Angela Iannuzzi, Amalia Scielzo, Alessandro Papa, Pasquale Esposito e Associazione la Fenice Vulcanica
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Il problema
Facciamo un appello alla società civile, alle forze politiche e sociali a mobilitarsi contro il decreto Sicurezza che sta per essere approvato definitivamente dal Parlamento. Un colpo allo Stato di diritto, figlio di una politica di sicurezza che punta solo al carcere e alla repressione.
L’Italia, culla del diritto, patria di Beccaria e Gaetano Filangieri, di Dossetti e Bobbio, esempio di civiltà giuridica e di una concezione dei “delitti e delle pene” con al centro “de hominis dignitate” è risospinta nella buia notte di una regressione iperpenalista e securitaria che svuota libertà, diritti della persona e la nostra democrazia come dialettica e divisioni dei poteri e come spazio delle dinamiche e dei conflitti sociali regolati e indirizzati alla coesione del bene comune.
Perfino l’Osce, l’organizzazione per la sicurezza in Europa, ha scritto, a proposito del decreto 1660 del 2024, manifestando grande preoccupazione: “La maggior parte di queste disposizioni ha il potenziale di minare i principi fondamentali della giustizia penale e dello Stato di diritto”.
Vengono reintrodotte le pene corporali come nelle camere di tortura degli assolutismi, delle teocrazie, delle inquisizioni e dei fanatismi religiosi.
Per coprire smacchi e fallimenti nel garantire tranquillità e vita serena per tutti i cittadini, mettendo in condizioni le strutture e i servizi dello Stato di adempiere ai propri compiti in condizioni adeguate, si aumentano a dismisura le pene e si colpiscono diritti fondamentali della persona come quello di comunicare ed esprimersi.
Il prossimo passo è il sequestro delle penne e dei quaderni, nella malaugurata ipotesi che un immigrato possa spedire una lettera ai propri cari.
Per il nostro Paese uno degli effettivi orgogli è quello di aver combattuto e arrecato dure sconfitte al terrorismo e alle mafie difendendo tutti gli spazi di libertà, di critica e di lotta sociale che erano proprio ciò di cui le mafie, cupe organizzazioni che si alimentano del silenzio e della passività, volevano privarci imponendo il loro controllo e dominio su territori, Istituzioni, lavoro, impresa e mercati.
Più diritti, più dignità, più coraggio di cittadinanza hanno liberato e reso più vivibili, giusti e sicuri luoghi e pratiche della convivenza e della vita civile e produttiva
Per questo chiamiamo alla mobilitazione per scongiurare che questo provvedimento dell’arbitrio della forza e della strumentalizzazione della paura, che ci renderà tutti più insicuri e soli, sia definitivamente approvato in Parlamento.
Una mobilitazione dell’intera società italiana, degli studi, del lavoro e dell’impresa che punta sull’innovazione, i saperi e la modernità.
Una mobilitazione dell’Italia con il suo bagaglio millenario di costitutivo apporto alla cultura universale della bella libertà della persona in una giusta società.
Sandro Ruotolo, Paolo Siani, Nino Daniele, Maurizio de Giovanni, Roberto Fico, Marisa Laurito, Isaia Sales, Gennaro Pagano, Carmela Manco, Luciano Brancaccio, Antonio Iazzetta, Luciano Stella, Paolo Mancuso, Ciro Raia (Anpi), Nicola Ricci (Cgil), Giovanni Sgambati (Uil), Anna Heiz, Anna Rita D’Aquino, Marcello Cirillo, Elena Mazza, Maria La Ventura, Rosalia Donnici, Associazione CIMFM Bologna, Rita Rossi, Associazione Donne in cammino per la pace, Francesca Colapietro, Mariano Bellopede, Vincenzo D’Orsi, Flavia Fratello, Annamaria Fedele, Vera Guelfi, Maurizio Capone, Annamaria Principe, Francesco Piccinini, Sergio Moccia, Antonio Cavaliere, Viola Ardone, Giulia Agrelli, Vitaliano Menniti, Angela Iannuzzi, Amalia Scielzo, Annamaria Carloni, Alessandro Papa, Pasquale Esposito, Gianni Conte, Annamaria Visconti, Udi territoriale Portici San Giorgio Ercolano, Stefano Conte, Ada Quirino, Roberto Zaccaria, Monica Guerritore, Clarissa Campodonico, Paola Comin, Stefano Sarcinelli, Daniela Romano, Viviana Cassini, Giulio Adinolfi, Alessandro Cerino, Toni Nocchetti, Robert Schiavone, Stefania Pezzopane, Sonia Salvadore, Livia Laurito, Angela Losciale, Ada Benincasa, Gennaro Vallifuoco, Gennaro Stroppolatini, Rosanna Naclerio, Fabrizio Romano, Valeria Mattei, Jamal Qaddorah, Vania Rotondi, Christian Grassini, Chrisitiana Gandelli, Liliana Miccio, Rita Rossi, Angela Iannuzzi, Amalia Scielzo, Alessandro Papa, Pasquale Esposito e Associazione la Fenice Vulcanica
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Petizione creata in data 22 settembre 2024