Fermate le proposte di legge di criminalizzazione del supporto al popolo Palestinese


Fermate le proposte di legge di criminalizzazione del supporto al popolo Palestinese
Il problema
Cari amici,
come negli Stati Uniti e nel Regno Unito anche in Italia una coalizione trasversale di politici vuole criminalizzare il movimento popolare di sostegno al popolo palestinese e di protesta per i massacri compiuti da Israele a Gaza.
Per fare questo sono in discussione ben tre proposte di legge nel Senato della Repubblica. I politici coinvolti sono: Gasparri (Forza Italia), Romeo (Lega), Scalfarotto (Italia Viva).
Le tre proposte di legge sono fotocopie l'una dell'altra e si propongono di:
equiparare l'antisionismo all'antisemitismo
introdurre sistemi di controllo sulle comunicazioni internet
rendere possibile il diniego dell'autorizzazione per manifestazioni che potrebbero utilizzare simboli o slogan contrari ad Israele
introdurre corsi di "formazione" per insegnanti e studenti su temi di antisemitismo
introdurre corsi di "formazione" per le forze di polizia su temi di antisemitismo
realizzare campagne di "informazione" sui canali del servizio pubblico radiofonico e televisivo
promuovere "momenti di formazione" nell'ambito delle attività associative e sportive
Per brevità analizziamo la proposta Gasparri dal titolo "Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo" in cui si sostiene, tra l'altro, che "i focolai di antisemitismo già presenti in tutta Europa ... si sono estesi e propagati sotto la veste di antisionismo. ... Anche le istituzioni italiane hanno reagito fermamente contro l'antisemitismo mascherato da antisionismo, la cui recrudescenza impone di rafforzare le difese disponibili, anche sul piano legislativo".
La proposta di legge Gasparri introduce dunque l'assioma "antisionismo = antisemitismo" ignorando il fatto che l'antisionismo è l'opposizione ad una concezione politica e nazionalista e non ha niente a che fare con l'antisemitismo, prova ne è anche il fatto che intere comunità di ebrei israeliani ultra ortodossi (i Neturei Karta) si professano apertamente antisionisti, così come una parte della diaspora ebraica.
La proposta di legge Gasparri prefigura l'utilizzo della controversa "Definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto".
Si tratta di una definizione contestata da molti studiosi della Storia dell'antisemitismo in quanto viene osservato che 7 casi di antisemitismo su 11 citati dalla Definizione sono in sostanza delle critiche alla politica dello Stato di Israele (vedi Simon Levi Sullam su Il Mulino).
In alternativa e per ovviare all'uso politico che Israele fa di questa Definizione, 200 studiosi e intellettuali hanno sottoscritto la "Jerusalem Declaration on Antisemitism" (Jda) nel 2021.
La proposta di legge Gasparri prevede "che i Ministeri competenti nel contrasto all'antisemitismo (difesa, giustizia, interno, istruzione e del merito e università e della ricerca) adottino iniziative di formazione iniziale e permanente del personale dedicate allo studio della cultura ebraica e israeliana e all'analisi di casi di antisemitismo", inoltre prevede anche "l'istituzione, presso le scuole di ogni ordine e grado, di corsi annuali di formazione per studenti sull'antisemitismo e sull'antisionismo".
Per quanto riguarda le pene la proposta di legge Gasparri richiede la modifica dell'articolo 604 bis del Codice Penale che già di per sè punisce chi "commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" e che nel comma 4 punisce con la "reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull'apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanita' e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale".
Le modifiche proposte da Gasparri prevedono che "se l'offesa è recata con l'uso, in qualsiasi forma, di segni, simboli, oggetti, immagini o riproduzioni che esprimano, direttamente o indirettamente, pregiudizio, odio, avversione, ostilità, lotta, discriminazione o violenza contro gli ebrei, la negazione della Shoah o del diritto all'esistenza dello Stato di Israele, la pena è aumentata fino alla metà".
L'articolo 3 comma 1 delle proposte Romeo e Scalfarotto (identiche) concludono che "il diniego all'autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica per ragioni di moralità ... può essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l'utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge" rendendo quindi possibile il divieto di manifestare utilizzando "slogan o simboli" contrari allo stato di Israele.
Per evitare che, come negli Stati Uniti, anche in Italia si giunga alla criminalizzazione del movimento popolare che si oppone all'occupazione Israeliana della Palestina è oggi importante bloccare i tentativi della politica di emanare leggi bavaglio e liberticide!

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Il problema
Cari amici,
come negli Stati Uniti e nel Regno Unito anche in Italia una coalizione trasversale di politici vuole criminalizzare il movimento popolare di sostegno al popolo palestinese e di protesta per i massacri compiuti da Israele a Gaza.
Per fare questo sono in discussione ben tre proposte di legge nel Senato della Repubblica. I politici coinvolti sono: Gasparri (Forza Italia), Romeo (Lega), Scalfarotto (Italia Viva).
Le tre proposte di legge sono fotocopie l'una dell'altra e si propongono di:
equiparare l'antisionismo all'antisemitismo
introdurre sistemi di controllo sulle comunicazioni internet
rendere possibile il diniego dell'autorizzazione per manifestazioni che potrebbero utilizzare simboli o slogan contrari ad Israele
introdurre corsi di "formazione" per insegnanti e studenti su temi di antisemitismo
introdurre corsi di "formazione" per le forze di polizia su temi di antisemitismo
realizzare campagne di "informazione" sui canali del servizio pubblico radiofonico e televisivo
promuovere "momenti di formazione" nell'ambito delle attività associative e sportive
Per brevità analizziamo la proposta Gasparri dal titolo "Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo" in cui si sostiene, tra l'altro, che "i focolai di antisemitismo già presenti in tutta Europa ... si sono estesi e propagati sotto la veste di antisionismo. ... Anche le istituzioni italiane hanno reagito fermamente contro l'antisemitismo mascherato da antisionismo, la cui recrudescenza impone di rafforzare le difese disponibili, anche sul piano legislativo".
La proposta di legge Gasparri introduce dunque l'assioma "antisionismo = antisemitismo" ignorando il fatto che l'antisionismo è l'opposizione ad una concezione politica e nazionalista e non ha niente a che fare con l'antisemitismo, prova ne è anche il fatto che intere comunità di ebrei israeliani ultra ortodossi (i Neturei Karta) si professano apertamente antisionisti, così come una parte della diaspora ebraica.
La proposta di legge Gasparri prefigura l'utilizzo della controversa "Definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto".
Si tratta di una definizione contestata da molti studiosi della Storia dell'antisemitismo in quanto viene osservato che 7 casi di antisemitismo su 11 citati dalla Definizione sono in sostanza delle critiche alla politica dello Stato di Israele (vedi Simon Levi Sullam su Il Mulino).
In alternativa e per ovviare all'uso politico che Israele fa di questa Definizione, 200 studiosi e intellettuali hanno sottoscritto la "Jerusalem Declaration on Antisemitism" (Jda) nel 2021.
La proposta di legge Gasparri prevede "che i Ministeri competenti nel contrasto all'antisemitismo (difesa, giustizia, interno, istruzione e del merito e università e della ricerca) adottino iniziative di formazione iniziale e permanente del personale dedicate allo studio della cultura ebraica e israeliana e all'analisi di casi di antisemitismo", inoltre prevede anche "l'istituzione, presso le scuole di ogni ordine e grado, di corsi annuali di formazione per studenti sull'antisemitismo e sull'antisionismo".
Per quanto riguarda le pene la proposta di legge Gasparri richiede la modifica dell'articolo 604 bis del Codice Penale che già di per sè punisce chi "commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi" e che nel comma 4 punisce con la "reclusione da due a sei anni se la propaganda ovvero l'istigazione e l'incitamento, commessi in modo che derivi concreto pericolo di diffusione, si fondano in tutto o in parte sulla negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull'apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanita' e dei crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale".
Le modifiche proposte da Gasparri prevedono che "se l'offesa è recata con l'uso, in qualsiasi forma, di segni, simboli, oggetti, immagini o riproduzioni che esprimano, direttamente o indirettamente, pregiudizio, odio, avversione, ostilità, lotta, discriminazione o violenza contro gli ebrei, la negazione della Shoah o del diritto all'esistenza dello Stato di Israele, la pena è aumentata fino alla metà".
L'articolo 3 comma 1 delle proposte Romeo e Scalfarotto (identiche) concludono che "il diniego all'autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica per ragioni di moralità ... può essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l'utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge" rendendo quindi possibile il divieto di manifestare utilizzando "slogan o simboli" contrari allo stato di Israele.
Per evitare che, come negli Stati Uniti, anche in Italia si giunga alla criminalizzazione del movimento popolare che si oppone all'occupazione Israeliana della Palestina è oggi importante bloccare i tentativi della politica di emanare leggi bavaglio e liberticide!

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Petizione creata in data 12 ottobre 2025

