FATE I NIDI

Firmatari recenti
Giuliano Cianchella e altri 19 hanno firmato di recente.

Il problema

FATE I NIDI, FATE PRESTO

Siamo donne, siamo madri, siamo abbandonate. La nostra condizione non è cambiata: il mondo del lavoro per noi rimane un posto ostile e per molte inaccessibile. Se vi accediamo è con salari bassi. Conciliare il lavoro con i carichi familiari è una sfida persa in partenza. 

La Presidente del Consiglio ha ricordato che le donne si trovano ancora a dover scegliere tra lavoro e figli.
Nel 2023 in Italia per una mamma e un papà, un posto al nido è un miraggio. I nidi comunali scarseggiano, al Sud scompaiono. Il costo dei servizi privati è insostenibile per gran parte delle famiglie. 

La Commissione Europea ha stabilito che ogni paese membro debba garantire a livello nazionale un posto al nido per almeno un terzo delle bambine e dei bambini. Ovvero non un posto per ogni bambino, ma per almeno 33 di loro su 100. L’Italia è ancora lontana anche da questo obiettivo, con enormi disparità territoriali (a Palermo si raggiungono appena 10 posti ogni 100 bambini).

Nel PNRR sono stati stanziati 4,6 MILIARDI per la costruzione di ASILI NIDO.
Con grande fatica sono stati fatti i bandi e con grande fatica i comuni hanno partecipato e inviato i progetti.
Ora la beffa è che questi sono FONDI A RISCHIO, perché non sono in grado di spenderli ENTRO IL 30 GIUGNO, scadenza fissata dall’Europa.

Il danno è che il Governo sta iniziando a prospettare l’ipotesi di RIALLOCARLI SU ALTRE ATTIVITÀ, SOTTRAENDOLI AGLI ASILI NIDO.

Se le famiglie sono una priorità del Governo come annunciato durante gli Stati Generali della Natalità e in campagna elettorale, le madri hanno bisogno di lavorare con giusti salari, sostenute da un welfare, da servizi e da infrastrutture sociali adeguati per quantità e qualità:

FATE I NIDI. FATE PRESTO!

Per un riequilibrio adeguato delle risorse per i nidi e della loro realizzazione su tutto il territorio nazionale chiediamo inoltre di inserire anche questo comparto nella riprogrammazione del PNRR che possa andare oltre il 2026 con le risorse europee del FESR (regionale e nazionale) e con il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027.

Perché i servizi per l’infanzia sono importanti per tutti e per tutte (e non solo per chi ha figli)?

Perché i servizi per l’infanzia sono un diritto della persona.
Perché i paesi in cui c’è una maggiore disponibilità di servizi per l’infanzia, sono anche quelli in cui la natalità è più alta.
Perché quando i bambini possono usufruire di servizi di qualità, ne beneficiano loro e le madri possono lavorare. E se aumenta il tasso di occupazione femminile, aumenta anche la ricchezza prodotta nelle famiglie e nel paese (PIL).
Perché ogni euro investito in servizi per l’infanzia, torna indietro 13 volte (effetto moltiplicatore e continuativo).

Non c’è più tempo: entro un mese, si dovrà decidere su questi fondi.

FATE I NIDI, FATE PRESTO!

Vi chiediamo di firmare l’appello e  diffonderlo. 

Non c’è più tempo.



Sarah Malnerich, autrice Mammadimerda e attivista

Francesca Fiore, autrice Mammadimerda e attivista

Ella Marciello, direttrice creativa e attivista

Azzurra Rinaldi, economista

Mila Spicola, attivista

 

 

 

avatar of the starter
sarah malnerichPromotore della petizione

18.636

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Siamo donne, siamo madri, siamo abbandonate. La nostra condizione non è cambiata: il mondo del lavoro per noi rimane un posto ostile e per molte inaccessibile. Se vi accediamo è con salari bassi. Conciliare il lavoro con i carichi familiari è una sfida persa in partenza. 

La Presidente del Consiglio ha ricordato che le donne si trovano ancora a dover scegliere tra lavoro e figli.
Nel 2023 in Italia per una mamma e un papà, un posto al nido è un miraggio. I nidi comunali scarseggiano, al Sud scompaiono. Il costo dei servizi privati è insostenibile per gran parte delle famiglie. 

La Commissione Europea ha stabilito che ogni paese membro debba garantire a livello nazionale un posto al nido per almeno un terzo delle bambine e dei bambini. Ovvero non un posto per ogni bambino, ma per almeno 33 di loro su 100. L’Italia è ancora lontana anche da questo obiettivo, con enormi disparità territoriali (a Palermo si raggiungono appena 10 posti ogni 100 bambini).

Nel PNRR sono stati stanziati 4,6 MILIARDI per la costruzione di ASILI NIDO.
Con grande fatica sono stati fatti i bandi e con grande fatica i comuni hanno partecipato e inviato i progetti.
Ora la beffa è che questi sono FONDI A RISCHIO, perché non sono in grado di spenderli ENTRO IL 30 GIUGNO, scadenza fissata dall’Europa.

Il danno è che il Governo sta iniziando a prospettare l’ipotesi di RIALLOCARLI SU ALTRE ATTIVITÀ, SOTTRAENDOLI AGLI ASILI NIDO.

Se le famiglie sono una priorità del Governo come annunciato durante gli Stati Generali della Natalità e in campagna elettorale, le madri hanno bisogno di lavorare con giusti salari, sostenute da un welfare, da servizi e da infrastrutture sociali adeguati per quantità e qualità:

FATE I NIDI. FATE PRESTO!

Per un riequilibrio adeguato delle risorse per i nidi e della loro realizzazione su tutto il territorio nazionale chiediamo inoltre di inserire anche questo comparto nella riprogrammazione del PNRR che possa andare oltre il 2026 con le risorse europee del FESR (regionale e nazionale) e con il Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2021-2027.

Perché i servizi per l’infanzia sono importanti per tutti e per tutte (e non solo per chi ha figli)?

Perché i servizi per l’infanzia sono un diritto della persona.
Perché i paesi in cui c’è una maggiore disponibilità di servizi per l’infanzia, sono anche quelli in cui la natalità è più alta.
Perché quando i bambini possono usufruire di servizi di qualità, ne beneficiano loro e le madri possono lavorare. E se aumenta il tasso di occupazione femminile, aumenta anche la ricchezza prodotta nelle famiglie e nel paese (PIL).
Perché ogni euro investito in servizi per l’infanzia, torna indietro 13 volte (effetto moltiplicatore e continuativo).

Non c’è più tempo: entro un mese, si dovrà decidere su questi fondi.

FATE I NIDI, FATE PRESTO!

Vi chiediamo di firmare l’appello e  diffonderlo. 

Non c’è più tempo.



Sarah Malnerich, autrice Mammadimerda e attivista

Francesca Fiore, autrice Mammadimerda e attivista

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I decisori

Giorgia Meloni
Presidente del Consiglio
Raffaele Fitto
Presidente di Noi con l'Italia
Giancarlo Giorgetti
Giancarlo Giorgetti
Ministro dello Sviluppo Economico
Eugenia Maria Roccella
Eugenia Maria Roccella
Ministra per la famiglia, la natalità e le pari opportunità

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Petizione creata in data 14 maggio 2023