Aumentare controlli e iniziative per i fuochi pirotecnici nei centri abitati di Foggia

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I fuochi pirotecnici nei centri abitati, sintomo di una psicosi sociale diffusa

Un giorno sì e un giorno no, nella nostra città, qualcuno festeggia qualcosa. Può essere un compleanno, una cresima, un fidanzamento ufficiale, una festa patronale, in cui nel momento più esaltante si sparano, nel cuore della notte, fuochi pirotecnici.

Certo, è bello guardare i lampadari variopinti esplodere nel cielo. Tuttavia, chi si mette nei panni dei neonati? Chi si mette nei panni delle persone deboli di cuore, delle persone anziane, di chi si sveglia di buonora per andare a lavoro? Senza contare gli animali!

Da parecchi anni oramai, la moda dei fuochi pirotecnici ha invaso i cervelli non solo di normali cittadini, ma anche di personalità pubbliche, come alcuni parroci che permettono i fuochi per le feste dei santi che rappresentano, in barba alle leggi civili dei comuni italiani. Anche gli amministratori sono responsabili, in quanto approvano i fuochi pirotecnici nei centri abitati in occasione di feste patronali come il famoso Ferragosto, di Sant’Anna, di Sant’Alfonso e via discorrendo. Le leggi infatti vietano fuochi pirotecnici nei centri abitati e non si capisce come mai il Comune stesso continui, imperterrito, a trasgredire queste leggi, sottoscrivendo ogni anno, ogni stagione, le delibere per i fuochi nei centri abitati.

Negli ultimi tre lustri, senza dubbio, qualcosa è cambiato. Infatti, nella nostra città, una volta, i fuochi si facevano nelle zone periferiche, in mezzo alla campagna!

E non parliamo del fatto che, in prossimità del Capodanno, già dall’apertura delle scuole, comincia anche la rivendita di fuochi ai minori che passano metà delle loro giornate a spararne per strada, senza nessun controllo né da parte dei genitori né da parte delle autorità.

La nostra città soffre di tanti mali: siamo circondati di monnezza, i giovani muoiono nelle faide mafiose, moltissimi sono arruolati nell’industria degli stupefacenti, la terra è avvelenata da rifiuti tossici e c’è chi ha anche il coraggio di sparare fuochi d’artificio togliendo il sonno agli altri!

Cittadini, cittadine, questa abitudine rivela problematiche socio-psicologiche serie, mancanza di maturità, un infantilismo che supera ogni immaginazione, tutto il contrario di un’ipotesi di civiltà!

Chiediamo a tutti e a tutte di evitare di acquistare botti per ogni evento che si ritenga importante. Ci sono molte altre forme di divertimento e c’è anche bisogno che i nostri figli, i giovani, imparino una convivenza più serena, dei modi più morbidi e nobili di divertirsi e crescere.

Chiediamo alle autorità competenti

  • di prendere atto del “processo di normalizzazione” che rende passive le istituzioni stesse nell’assumere propositi e misure preventive, educative e giudiziarie, al fine di trasformare questa mentalità in qualcosa di più costruttivo;
  • che vengano aperti dei tavoli di concertazione e delle iniziative di sensibilizzazione su queste tematiche fra le istituzioni competenti e gli stessi cittadini, ed inoltre che siano rigorosamente vietati alle parrocchie e a chiunque durante le feste patronali e/o private di sparare botti nei centri abitati, in specie nelle ore serali;
  • che siano effettuati autentici controlli e pattugliamenti nei luoghi dove sono più frequenti, che siano fermamente proibiti i fuochi patronali nei centri urbani. Si espongano pubblicamente e chiaramente le ordinanze che vietano i fuochi pirotecnici nei centri prima delle feste patronali e si smetta di firmare le delibere che invece le permettono.

In quanto cittadini e cittadine, non ci sentiremo mai rappresentati da istituzioni che non solo non fanno rispettare le leggi, ma nemmeno loro le rispettano. In quanto cittadini e cittadine, in quanto genitori, ci sentiamo obbligati a fronteggiare queste cattive pratiche che rendono invivibile la nostra vita sociale, che perturbano le ore di riposo dei lavoratori e la delicata condizione di neonati e persone anziane, che ci rendono anche diffidenti gli uni con gli altri, che ci fanno vergognare dinanzi alle popolazioni di altri comuni italiani e di altri altri paesi, ben più civili di noi, sotto questo aspetto.