STOP al ritorno del nucleare in Italia


STOP al ritorno del nucleare in Italia
Il problema
Il 05/09/2023 abbiamo inviato una comunicazione (PEC) al ministro Pichetto per evitare di rilanciare il nucleare in Italia, in vista della prima riunione della “Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile” fissata per il 21/09/2023.
Le nostre preoccupazioni si basano sulle seguenti considerazioni:
- Una scelta anacronistica
La decisione di riprendere la via del nucleare in Italia appare alquanto anacronistica, dopo due referendum popolari contro questa tecnologia, con tante nazioni che stanno compiendo passi significativi verso la dismissione delle centrali nucleari esistenti. Paesi come la Germania hanno già deciso di abbandonare il nucleare e stanno tracciando la strada da seguire; L'Italia non può passare dall'essere stata il primo Paese a dire NO al nucleare 40 anni fa, ad essere l'ultimo Paese a dire SI al nucleare: nell'era delle rinnovabili, sarebbe un ritorno al passato, senza futuro;
- Uno sviluppo antieconomico
I progetti di centrali nucleari richiedono tempo per diventare operativi, con stime che indicano un periodo di 10-20 anni. Inoltre questi progetti comportano costi elevati che inevitabilmente ricadranno sulla collettività con miliardi di euro di debito pubblico. Queste risorse potrebbero invece essere investite in tecnologie energetiche con fonti rinnovabili immediatamente fruibili ed economicamente più sostenibili, con una prospettiva lungimirante per il nostro Paese;
- Uno scenario antiecologico
In un paese come l'Italia, che ha già subito gravi ecocatastrofi ambientali a causa di discariche abusive di rifiuti tossici e speciali, l'ipotesi di scoprire in futuro scorie nucleari nei terreni agricoli appare inquietante. Dovremmo imparare dalla nostra storia e concentrarci sulla protezione e la riqualificazione dell'ambiente, invece di esporre ulteriormente il territorio al rischio concreto di ecoreati ed ecodisastri, e la popolazione al rischio di gravi conseguenze per la salute;
- Una decisione rischiosa
L'Italia è una nazione soggetta a terremoti, esondazioni, frane e dissesto idrogeologico. L'incidente di Fukushima in Giappone ha dimostrato, in modo tragico, gli enormi rischi connessi all'energia nucleare in aree sismiche. Riconsiderare lo sviluppo di centrali nucleari in un Paese con simili vulnerabilità naturali, è una decisione molto rischiosa.
FIRMA LA PETIZIONE PER RAFFORZARE IL NOSTRO APPELLO AL MINISTRO ED ASSICURARE ALL'ITALIA UN FUTURO ENERGETICAMENTE SOSTENIBILE E SICURO

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Il problema
Il 05/09/2023 abbiamo inviato una comunicazione (PEC) al ministro Pichetto per evitare di rilanciare il nucleare in Italia, in vista della prima riunione della “Piattaforma nazionale per un nucleare sostenibile” fissata per il 21/09/2023.
Le nostre preoccupazioni si basano sulle seguenti considerazioni:
- Una scelta anacronistica
La decisione di riprendere la via del nucleare in Italia appare alquanto anacronistica, dopo due referendum popolari contro questa tecnologia, con tante nazioni che stanno compiendo passi significativi verso la dismissione delle centrali nucleari esistenti. Paesi come la Germania hanno già deciso di abbandonare il nucleare e stanno tracciando la strada da seguire; L'Italia non può passare dall'essere stata il primo Paese a dire NO al nucleare 40 anni fa, ad essere l'ultimo Paese a dire SI al nucleare: nell'era delle rinnovabili, sarebbe un ritorno al passato, senza futuro;
- Uno sviluppo antieconomico
I progetti di centrali nucleari richiedono tempo per diventare operativi, con stime che indicano un periodo di 10-20 anni. Inoltre questi progetti comportano costi elevati che inevitabilmente ricadranno sulla collettività con miliardi di euro di debito pubblico. Queste risorse potrebbero invece essere investite in tecnologie energetiche con fonti rinnovabili immediatamente fruibili ed economicamente più sostenibili, con una prospettiva lungimirante per il nostro Paese;
- Uno scenario antiecologico
In un paese come l'Italia, che ha già subito gravi ecocatastrofi ambientali a causa di discariche abusive di rifiuti tossici e speciali, l'ipotesi di scoprire in futuro scorie nucleari nei terreni agricoli appare inquietante. Dovremmo imparare dalla nostra storia e concentrarci sulla protezione e la riqualificazione dell'ambiente, invece di esporre ulteriormente il territorio al rischio concreto di ecoreati ed ecodisastri, e la popolazione al rischio di gravi conseguenze per la salute;
- Una decisione rischiosa
L'Italia è una nazione soggetta a terremoti, esondazioni, frane e dissesto idrogeologico. L'incidente di Fukushima in Giappone ha dimostrato, in modo tragico, gli enormi rischi connessi all'energia nucleare in aree sismiche. Riconsiderare lo sviluppo di centrali nucleari in un Paese con simili vulnerabilità naturali, è una decisione molto rischiosa.
FIRMA LA PETIZIONE PER RAFFORZARE IL NOSTRO APPELLO AL MINISTRO ED ASSICURARE ALL'ITALIA UN FUTURO ENERGETICAMENTE SOSTENIBILE E SICURO

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I decisori
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Petizione creata in data 5 settembre 2023