Susy ha raccontato alla Rai come è morta con dignità. Vogliamo saperlo anche noi.

Susy ha raccontato alla Rai come è morta con dignità. Vogliamo saperlo anche noi.

Il problema

Susanna Zambruno è morta in Svizzera perché in Italia non le era permesso.

Ammalata di sclerosi multipla allo stadio terminale era costretta su una sedia a rotelle da più di un decennio e nell'ultimo periodo non riusciva neanche più a mangiare. Poteva solo più pensare, e lo faceva lucidamente. Un giorno ha deciso: voleva smettere di soffrire. Voleva smettere di vivere.

Susy è dovuta morire lontana da casa e dai propri affetti, trattata come un ladro dalle autorità Italiane che avrebbero arrestato chiunque fosse colto a sostenere la sua decisione.

Susy, moglie di Damiano e mamma di Davide, non c'è stata. Non ha voluto aspettare che le venisse riconosciuto il diritto di poter decidere della propria vita e di non soffrire più nel proprio Paese. Il 7 marzo ha deciso e si è recata in Svizzera dove si è spenta in pochi minuti, senza soffrire. Ma prima ha lasciato una testimonianza che la Rai ha deciso di non pubblicare.

Quanti di noi hanno vissuto la sofferenza di una persona cara abbandonata dallo stato e dalle istituzioni che dovrebbero assisterci?
Quante di queste persone non hanno avuto la possibilità di farci conoscere le loro idee e le loro sofferenze?

L'unica istituzione che può aiutarci far luce su questo problema è la televisione pubblica. Per questo Susanna aveva scelto la Rai: la televisione di tutti, e ora chiediamo che la sua testimonianza venga trasmessa in tutta Italia.

Susy può contribuire a fare sapere ai suoi connazionali che esiste un'alternativa all'alimentazione forzata, alla lenta fine della propria vita su un letto d'ospedale.

 

 

La stampa: Eutanasia, in viaggio con Susanna: “Vi racconto i miei ultimi istanti di vita”

Il servizio TG3 Piemonte  [dal minuto 5:20]

Mattiello (Deputato PD) parla di Susy alla Camera

 

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Claudio ScazzocchioPromotore della petizione
Questa petizione aveva 740 sostenitori

Il problema

Susanna Zambruno è morta in Svizzera perché in Italia non le era permesso.

Ammalata di sclerosi multipla allo stadio terminale era costretta su una sedia a rotelle da più di un decennio e nell'ultimo periodo non riusciva neanche più a mangiare. Poteva solo più pensare, e lo faceva lucidamente. Un giorno ha deciso: voleva smettere di soffrire. Voleva smettere di vivere.

Susy è dovuta morire lontana da casa e dai propri affetti, trattata come un ladro dalle autorità Italiane che avrebbero arrestato chiunque fosse colto a sostenere la sua decisione.

Susy, moglie di Damiano e mamma di Davide, non c'è stata. Non ha voluto aspettare che le venisse riconosciuto il diritto di poter decidere della propria vita e di non soffrire più nel proprio Paese. Il 7 marzo ha deciso e si è recata in Svizzera dove si è spenta in pochi minuti, senza soffrire. Ma prima ha lasciato una testimonianza che la Rai ha deciso di non pubblicare.

Quanti di noi hanno vissuto la sofferenza di una persona cara abbandonata dallo stato e dalle istituzioni che dovrebbero assisterci?
Quante di queste persone non hanno avuto la possibilità di farci conoscere le loro idee e le loro sofferenze?

L'unica istituzione che può aiutarci far luce su questo problema è la televisione pubblica. Per questo Susanna aveva scelto la Rai: la televisione di tutti, e ora chiediamo che la sua testimonianza venga trasmessa in tutta Italia.

Susy può contribuire a fare sapere ai suoi connazionali che esiste un'alternativa all'alimentazione forzata, alla lenta fine della propria vita su un letto d'ospedale.

 

 

La stampa: Eutanasia, in viaggio con Susanna: “Vi racconto i miei ultimi istanti di vita”

Il servizio TG3 Piemonte  [dal minuto 5:20]

Mattiello (Deputato PD) parla di Susy alla Camera

 

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Claudio ScazzocchioPromotore della petizione

I decisori

Antonio Campo Dall’Orto
Antonio Campo Dall’Orto
Direttore generale RAI
Monica Maggioni
Monica Maggioni
presidente rai

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