Ask for the closure of Charlie Hebdo. Solidarity musn't be only a word

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Il problema

Non è possibile tollerare che il diritto di stampa, il diritto alla satira violino ripetutamente il rispetto che è dovuto per innocenti vittime di una tragedia e per il dolore dei loro cari, quale che sia la causa della stessa (negligenza della classe politica, mancanza di controllo da parte delle autorità competenti, ecc). Il dolore deve essere rispettato. La classe politica dirigente, nella figura dei suoi massimi rappresentanti, capi di stato e di governo, si è stretta tutta in una marcia solenne quando la morte e il dolore hanno toccato il cuore della redazione di Charlie Hebdo, al grido unanime e virale "Je suis Charlie". Un gesto dovuto, certo, ma che al cinismo dei vignettisti del giornaletto satirico ha fruttato popolarità, decuplicando le tirature del giornale e concedendo, in onore della libertà di satira, la libertà, ben differente, di prendere di mira tutto e tutti indiscriminitamente. Siamo stati a guardare indignati Charlie Hebdo paragonare le vittime di una tragedia dai danni ancora incolcati, a delle specialità culinarie a base di pasta, e oggi vediamo il viadotto Morandi protagonista insieme ad un immigrato di un altrettanto becero slogan di pessimo gusto, ma che soprattutto non fa ridere. I politici siano solidali con il popolo che li ha eletti. La satira torni ad essere satira e a far ridere prima che a fare solo parlar di se. Rimuoviamo Charlie Hebdo o limitiamone la produzione vignettistica a tematiche che non manchino di rispetto a chi vive il dolore. Non sia censura o limitazione della libertà di stampa ma un atto necessario affinché la libertà umana, omni comprensiva del diritto a una degna sepoltura, non sia insozzata da satira scadente e, irrispettosa, mascherata da libertá di stampa. 

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Francesco AgnelloPromotore della petizione
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Il problema

Non è possibile tollerare che il diritto di stampa, il diritto alla satira violino ripetutamente il rispetto che è dovuto per innocenti vittime di una tragedia e per il dolore dei loro cari, quale che sia la causa della stessa (negligenza della classe politica, mancanza di controllo da parte delle autorità competenti, ecc). Il dolore deve essere rispettato. La classe politica dirigente, nella figura dei suoi massimi rappresentanti, capi di stato e di governo, si è stretta tutta in una marcia solenne quando la morte e il dolore hanno toccato il cuore della redazione di Charlie Hebdo, al grido unanime e virale "Je suis Charlie". Un gesto dovuto, certo, ma che al cinismo dei vignettisti del giornaletto satirico ha fruttato popolarità, decuplicando le tirature del giornale e concedendo, in onore della libertà di satira, la libertà, ben differente, di prendere di mira tutto e tutti indiscriminitamente. Siamo stati a guardare indignati Charlie Hebdo paragonare le vittime di una tragedia dai danni ancora incolcati, a delle specialità culinarie a base di pasta, e oggi vediamo il viadotto Morandi protagonista insieme ad un immigrato di un altrettanto becero slogan di pessimo gusto, ma che soprattutto non fa ridere. I politici siano solidali con il popolo che li ha eletti. La satira torni ad essere satira e a far ridere prima che a fare solo parlar di se. Rimuoviamo Charlie Hebdo o limitiamone la produzione vignettistica a tematiche che non manchino di rispetto a chi vive il dolore. Non sia censura o limitazione della libertà di stampa ma un atto necessario affinché la libertà umana, omni comprensiva del diritto a una degna sepoltura, non sia insozzata da satira scadente e, irrispettosa, mascherata da libertá di stampa. 

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Francesco AgnelloPromotore della petizione

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Petizione creata in data 23 agosto 2018