Estendiamo la Paternità obbligatoria: la genitorialità non è solo femminile


Estendiamo la Paternità obbligatoria: la genitorialità non è solo femminile
Il problema
In Italia la genitorialità continua a essere considerata una responsabilità quasi esclusivamente femminile.
Le madri subiscono ancora oggi forti penalizzazioni sul lavoro: minori possibilità di assunzione, carriere rallentate, domande discriminatorie in fase di colloquio e carichi familiari sproporzionati dopo la nascita di un figlio.
Il congedo di paternità attuale è breve, insufficiente e percepito come facoltativo, mentre la maternità resta lunga e obbligatoria. Questo squilibrio rafforza stereotipi culturali, aumenta la disuguaglianza di genere e lascia molte donne sole nei mesi più delicati dopo il parto, con conseguenze sulla salute fisica e mentale delle madri e sul benessere dei bambini.
In assenza di una reale corresponsabilità genitoriale, molte famiglie sono costrette a ricorrere ad aiuti esterni, come baby sitter o servizi privati di cura, con costi spesso insostenibili, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. Questo grava ulteriormente sui bilanci familiari e aumenta le disuguaglianze sociali, rendendo la genitorialità un privilegio per pochi.
Finché la cura dei figli non sarà riconosciuta come una responsabilità condivisa anche per legge, le donne continueranno a pagare il prezzo più alto della genitorialità, soprattutto in ambito lavorativo ed economico.
Non è un’utopia. Questa legge esiste già in:
Svezia
Norvegia
Islanda
Spagna - 16 settimane per ciascun genitore, obbligatorie, non trasferibili e retribuite al 100%
E in Italia? Siamo davvero molto indietro.
Cosa chiediamo in questa petizione
Chiediamo al Parlamento italiano e al Governo della Repubblica di modificare in modo significativo l’attuale disciplina del congedo di paternità e parental leave in Italia, per promuovere la parità di genere, sostenere le famiglie e ridurre le discriminazioni sul lavoro.
In particolare:
- Estendere e rafforzare il congedo di paternità obbligatorio
Attualmente, secondo l’articolo 27-bis del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico sulla tutela e sostegno della maternità e paternità), come modificato dal D.Lgs. 105/2022:
“Il padre lavoratore ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo di paternità obbligatorio, fruibili dai 2 mesi prima della nascita fino a 5 mesi dopo il parto, con indennità pari al 100 % della retribuzione; in caso di parto plurimo la durata è aumentata a 20 giorni, e la misura è attualmente destinata solo ai lavoratori dipendenti”.
Chiediamo di portare questo congedo a minimo 60 giorni (2 mesi) obbligatori, retribuiti al 100 % del salario, e non trasferibili alla madre.
Chiediamo inoltre di estendere questo diritto anche ai lavoratori autonomi e alle partite IVA, oltre ai soli dipendenti.
2. Rendere strutturale e obbligatorio il congedo anche per la madre non gestazionale
Alla luce della recente sentenza n. 32/2024 della Corte Costituzionale, che ha esteso il diritto al congedo anche alla madre intenzionale e ha dichiarato incostituzionale la parte dell’articolo 27-bis che escludeva madri non biologiche nelle coppie omogenitoriali dal diritto al congedo di paternità, è essenziale che la legge sia neutralmente basata sul ruolo genitoriale e non sul sesso biologico. Vedi “Centro di Ateneo per i Diritti Umani”
Chiediamo che la legge preveda esplicitamente il diritto al congedo di paternità (o “congedo parentale obbligatorio”) per tutti i genitori riconosciuti, indipendentemente dal genere o dall’orientamento familiare.
3. Rendere non trasferibili e simmetrici i congedi parentali
La disciplina del congedo parentale (articoli 32 e 34 del D.Lgs. 151/2001), che consente ai genitori un periodo ulteriore di astensione facoltativa dal lavoro fino ai primi anni di vita del bambino, va rafforzata:
Chiediamo che una quota significativa di questi congedi sia obbligatoriamente riservata al padre e non cedibile alla madre, per promuovere una reale condivisione delle responsabilità famigliari.
Chiediamo incentivi per le aziende che favoriscono l’uso effettivo di questi congedi da parte dei padri.
4. Conciliare congedi e servizi di cura sostenibili
Molte famiglie sono costrette a ricorrere a sistemi di assistenza privati (baby sitter, tate, servizi a pagamento), con costi spesso insostenibili.
Chiediamo di collegare l’estensione del congedo obbligatorio all’aumento e al finanziamento pubblico di servizi per l’infanzia (nidi, centri integrativi), con elasticità di orari e costi accessibili per tutte le famiglie.
Questa petizione chiede modifiche normative ai principali testi di legge che regolano maternità e paternità in Italia:
📌 Legislative Decree 26 marzo 2001, n. 151
(Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità):
- Articolo 27-bis – Congedo di paternità obbligatorio
Articolo 28 – Congedo di paternità alternativo/maternità sostitutiva
Articoli 32 e 34 – Congedo parentale
richiediamo di modificare questi articoli per estendere la durata, renderli non trasferibili e accessibili a tutti i genitori, e includere autonomi/partite IVA. Politiche Famiglia
📌 Normativa di attuazione e collegamenti
D.Lgs. 105/2022 (attuativo della Direttiva UE 2019/1158) ha introdotto il congedo obbligatorio di 10 giorni; ma non è sufficiente per una reale parità di genere.
Perché queste modifiche sono necessarie?
- Per promuovere una cultura di responsabilità genitoriale condivisa
- Per eliminare discriminazioni che penalizzano le donne sul mercato del lavoro
- Per dare alle famiglie tempo reale da dedicare ai figli nei mesi più delicati
- Per ridurre la dipendenza da aiuti esterni costosi
E non hai figli?
Sei comunque figlio o figlia di qualcuno.
E probabilmente tua madre avrebbe voluto più tempo, più supporto e meno solitudine mentre ti cresceva — anche senza saperlo.
Firma oggi per le famiglie di domani.
Questa non è una battaglia contro qualcuno.
È una richiesta di equilibrio, tempo e dignità per tutte le famiglie.
Se pensi che sia giusto, firma.
Una firma è solo una goccia.
Ma senza gocce, non esisterebbe il mare.

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Il problema
In Italia la genitorialità continua a essere considerata una responsabilità quasi esclusivamente femminile.
Le madri subiscono ancora oggi forti penalizzazioni sul lavoro: minori possibilità di assunzione, carriere rallentate, domande discriminatorie in fase di colloquio e carichi familiari sproporzionati dopo la nascita di un figlio.
Il congedo di paternità attuale è breve, insufficiente e percepito come facoltativo, mentre la maternità resta lunga e obbligatoria. Questo squilibrio rafforza stereotipi culturali, aumenta la disuguaglianza di genere e lascia molte donne sole nei mesi più delicati dopo il parto, con conseguenze sulla salute fisica e mentale delle madri e sul benessere dei bambini.
In assenza di una reale corresponsabilità genitoriale, molte famiglie sono costrette a ricorrere ad aiuti esterni, come baby sitter o servizi privati di cura, con costi spesso insostenibili, soprattutto nei primi mesi di vita del bambino. Questo grava ulteriormente sui bilanci familiari e aumenta le disuguaglianze sociali, rendendo la genitorialità un privilegio per pochi.
Finché la cura dei figli non sarà riconosciuta come una responsabilità condivisa anche per legge, le donne continueranno a pagare il prezzo più alto della genitorialità, soprattutto in ambito lavorativo ed economico.
Non è un’utopia. Questa legge esiste già in:
Svezia
Norvegia
Islanda
Spagna - 16 settimane per ciascun genitore, obbligatorie, non trasferibili e retribuite al 100%
E in Italia? Siamo davvero molto indietro.
Cosa chiediamo in questa petizione
Chiediamo al Parlamento italiano e al Governo della Repubblica di modificare in modo significativo l’attuale disciplina del congedo di paternità e parental leave in Italia, per promuovere la parità di genere, sostenere le famiglie e ridurre le discriminazioni sul lavoro.
In particolare:
- Estendere e rafforzare il congedo di paternità obbligatorio
Attualmente, secondo l’articolo 27-bis del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 (Testo Unico sulla tutela e sostegno della maternità e paternità), come modificato dal D.Lgs. 105/2022:
“Il padre lavoratore ha diritto a 10 giorni lavorativi di congedo di paternità obbligatorio, fruibili dai 2 mesi prima della nascita fino a 5 mesi dopo il parto, con indennità pari al 100 % della retribuzione; in caso di parto plurimo la durata è aumentata a 20 giorni, e la misura è attualmente destinata solo ai lavoratori dipendenti”.
Chiediamo di portare questo congedo a minimo 60 giorni (2 mesi) obbligatori, retribuiti al 100 % del salario, e non trasferibili alla madre.
Chiediamo inoltre di estendere questo diritto anche ai lavoratori autonomi e alle partite IVA, oltre ai soli dipendenti.
2. Rendere strutturale e obbligatorio il congedo anche per la madre non gestazionale
Alla luce della recente sentenza n. 32/2024 della Corte Costituzionale, che ha esteso il diritto al congedo anche alla madre intenzionale e ha dichiarato incostituzionale la parte dell’articolo 27-bis che escludeva madri non biologiche nelle coppie omogenitoriali dal diritto al congedo di paternità, è essenziale che la legge sia neutralmente basata sul ruolo genitoriale e non sul sesso biologico. Vedi “Centro di Ateneo per i Diritti Umani”
Chiediamo che la legge preveda esplicitamente il diritto al congedo di paternità (o “congedo parentale obbligatorio”) per tutti i genitori riconosciuti, indipendentemente dal genere o dall’orientamento familiare.
3. Rendere non trasferibili e simmetrici i congedi parentali
La disciplina del congedo parentale (articoli 32 e 34 del D.Lgs. 151/2001), che consente ai genitori un periodo ulteriore di astensione facoltativa dal lavoro fino ai primi anni di vita del bambino, va rafforzata:
Chiediamo che una quota significativa di questi congedi sia obbligatoriamente riservata al padre e non cedibile alla madre, per promuovere una reale condivisione delle responsabilità famigliari.
Chiediamo incentivi per le aziende che favoriscono l’uso effettivo di questi congedi da parte dei padri.
4. Conciliare congedi e servizi di cura sostenibili
Molte famiglie sono costrette a ricorrere a sistemi di assistenza privati (baby sitter, tate, servizi a pagamento), con costi spesso insostenibili.
Chiediamo di collegare l’estensione del congedo obbligatorio all’aumento e al finanziamento pubblico di servizi per l’infanzia (nidi, centri integrativi), con elasticità di orari e costi accessibili per tutte le famiglie.
Questa petizione chiede modifiche normative ai principali testi di legge che regolano maternità e paternità in Italia:
📌 Legislative Decree 26 marzo 2001, n. 151
(Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità):
- Articolo 27-bis – Congedo di paternità obbligatorio
Articolo 28 – Congedo di paternità alternativo/maternità sostitutiva
Articoli 32 e 34 – Congedo parentale
richiediamo di modificare questi articoli per estendere la durata, renderli non trasferibili e accessibili a tutti i genitori, e includere autonomi/partite IVA. Politiche Famiglia
📌 Normativa di attuazione e collegamenti
D.Lgs. 105/2022 (attuativo della Direttiva UE 2019/1158) ha introdotto il congedo obbligatorio di 10 giorni; ma non è sufficiente per una reale parità di genere.
Perché queste modifiche sono necessarie?
- Per promuovere una cultura di responsabilità genitoriale condivisa
- Per eliminare discriminazioni che penalizzano le donne sul mercato del lavoro
- Per dare alle famiglie tempo reale da dedicare ai figli nei mesi più delicati
- Per ridurre la dipendenza da aiuti esterni costosi
E non hai figli?
Sei comunque figlio o figlia di qualcuno.
E probabilmente tua madre avrebbe voluto più tempo, più supporto e meno solitudine mentre ti cresceva — anche senza saperlo.
Firma oggi per le famiglie di domani.
Questa non è una battaglia contro qualcuno.
È una richiesta di equilibrio, tempo e dignità per tutte le famiglie.
Se pensi che sia giusto, firma.
Una firma è solo una goccia.
Ma senza gocce, non esisterebbe il mare.

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I decisori

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Petizione creata in data 15 dicembre 2025